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“L’importante è reinventare con fantasia”. A Bologna la mostra Luzzati e gli autori: Calvino e Rodari

Pulcinella, Biancaneve, il pifferaio magico, Raperonzolo, il Visconte dimezzato, Ali Babà, re e regine, Astrifiammante, il Barone rampante, Chichibio e Arlecchino. I personaggi di Lele Luzzati nascevano dalle sue mani, dai suoi mille colori, dalle sue mille carte, stipate nei cassetti straboccanti che riempivano il suo studio. Era una stanza nella sua casa di Genova dove con sorprendente rapidità riusciva a dare vita a ciò che la sua mente concepiva, inseguendo con la sensibilità e la purezza di un bambino, il filo di una narrazione che lo ha accompagnato per tutta la vita. Illustratore, scenografo, pittore e animatore cinematografico, in sessant’anni di carriera Luzzati ha lasciato, colore su bianco, l’impronta della sua arte sull’arte di tanti scrittori. A dieci anni dalla sua scomparsa, la città di Bologna rende omaggio a Emanuele Luzzati con la mostra Luzzati e gli autori: Calvino e Rodari che dal 2 al 30 aprile sarà allestita a Palazzo D’Accursio.

Sono cresciuta circondata dalle sue opere che ritrovavo alle pareti di casa e nei libri, a teatro, nei Vhs, al balletto e quando ho saputo che l’intero 2017 sarebbe stato dedicato alle sue opere non ho avuto dubbi, avrei scritto di lui. Lo ricordo muoversi nel suo studio, prendere un foglio A4 e disegnare quasi sul margine un personaggio piccolo che mi avrebbe dedicato e poi ritagliare con gesto sicuro quelle carte da regalo, d’oro, d’argento, quei merletti che si usano per ricoprire i piatti dei dolci; nelle sue mani prendevano forma e materia dei suoi sogni. Il mondo di Lele era il collage, il mettere insieme materie diverse, mondi diversi. Il teatro, la letteratura, la scultura, la danza, la lirica, l’arte sacra. Luzzati abbracciava tutto. Gli occhiali spessi, lo sguardo pacato, la voce bassa e il sorriso sulla bocca.

Il percorso espositivo della mostra di Bologna è dedicato a grandi e bambini che verranno guidati in un vero e proprio viaggio, destinazione: creatività e immaginazione di uno degli artisti italiani più importanti del Novecento. Quelle di Luzzati sono figure originali, nuove, alle quali ha dato vita partendo proprio dalla produzione letteraria di Italo Calvino e Gianni Rodari, protagonisti anche loro dell’esposizione. I visitatori potranno godere delle tante storie e soggetti pensati dai due scrittori e riconoscibili grazie al linguaggio pittorico di Lele, sempre in sospensione tra astrazione, cromatismi e invenzioni materiche: da Luccel belvedere e altre fiabe a Il visconte dimezzato di Calvino, passando per Il libro dei perché e per Le fiabe lunghe un sorriso di Rodari.

La mostra è curata dal Museo Luzzati di Genova e realizzato in collaborazione con la Fiera del Libro per Bambini e con la Porto Antico, rientra tra le iniziative organizzate per celebrare il decennale della sua scomparsa Lele Luzzati, un ricordo lungo un anno.

Gli spazi espositivi saranno visitabili dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18.30, con chiusure previste tutti i lunedì e i venerdì mattina.

 

L’ARTISTA

Emanuele Luzzati, nato a Genova il 3 giugno 1921 da una famiglia di origini ebraiche, rappresenta un raro esempio di artista, maestro in ogni capo dell’arte applicata. Nel 1940 è costretto, a causa delle leggi razziali, a trasferirsi a Losanna dove studia e si diploma all’École des Beaux-Arts de Lausanne. Dal punto di vista biografico e culturale presenta una complessa traccia di formazione, tipica di quegli intellettuali nati negli anni dell’avvento del fascismo e forzati ad una faticosa presa di coscienza che coincide con gli anni del culmine prima e della tragedia poi del Regime. Rientra in Italia a guerra conclusa e nel 1947 firma la sua prima scenografia Lea Lebowitz da un testo di Alessandro Fersen, lo spettacolo ottiene ampi riconoscimenti e gli si aprono le porte del teatro ufficiale. Nella Genova di allora, fra una chiesa guidata da posizioni reazionarie e un movimento operaio lontano dalla possibilità di porsi come alternativa di governo, Luzzati fu con pochi altri intellettuali ed esponenti della borghesia illuminata tra i fondatori e animatori di una vita teatrale che portava in città testi ed esperienze figurative ricollegate alle avanguardie europee. Nel 1960, dopo aver lavorato per Vittorio Gassman, per il Teatro La Fenice di Venezia, La Scala di Milano, il Teatro Stabile di Genova, fonda, con Aldo Trionfo, La Borsa di Arlecchino e pubblica il suo primo libro illustrato, I Paladini di Francia, edito da Mursia. L’anno dopo è tra i fondatori, insieme a Franco Enriquez, Glauco Mauri e Valeria Moriconi de La Compagnia dei Quattro. Nel 1964, insieme a Giulio Gianini produce un cortometraggio, La gazza ladra che riceve numerosi premi, tra cui la nomination all’Oscar. Nel 1968 inizia un lungo sodalizio con Tonino Conte e nello stesso anno comincia un fervido periodo di pubblicazioni per la Emme Edizioni Milano con Alì Babà.


Agli anni Settanta risale l’inizio della collaborazione tra Calvino e Luzzati. Luccel belverde pubblicato nel 1972 e ristampato altre cinque volte, Il Principe granchio e altre fiabe italiane, pubblicato nel 1974 e ristampato nel 1989, Il visconte dimezzato, pubblicato nel 1975 e ristampato nel 1979 e nel 1981.

Nel 1972 espone alla Biennale di Venezia nella sezione Grafica Sperimentale. L’anno dopo, il 1973 è quello della seconda nomination all’Oscar per il cortometraggio Pulcinella e vale alla coppia Gianini- Luzzati l’assunzione a membri dell’Academy. Nel 1975, assieme a Aldo Trionfo e Tonino Conte, è fondatore del Teatro della Tosse per il quale realizzerà scene e costumi di moltissimi spettacoli. Nel 1981 illustra per Editori Riuniti Le filastrocche lunghe e corte, primo dei numerosi libri illustrati di Gianni Rodari. Il sodalizio tra di loro risaliva al 1962 in occasione del film d’animazione Castello di carte, rafforzatosi durante la lavorazione dello spettacolo teatrale La storia di tutte le storie, andato in scena nel 1977. Sono più di una decina i testi di Rodari interpretati da Luzzati, attività che ha sempre portato avanti, anche dopo la prematura morte dello scrittore negli anni Ottanta. Illustra nel 1988 le Fiabe del focolare dei fratelli Grimm per le Edizioni Olivetti, e in seguito, per le Edizioni Nuages, Candido di Voltaire, Pinocchio di Collodi, Alice nel paese delle meraviglie di Carroll, il Decameron di Boccaccio, Peter Pan di James Barrie e Il Milione.

Nel marzo del 1990 una grande mostra Le mille e una scena, realizzata dalla Provincia di Reggio Emilia e allestita da Gianni Polidori, fa il punto sull’opera di Luzzati nell’ambito del teatro, cinema e illustrazione.

Ottenute due nomination all’Oscar per i suoi film d’animazione, realizzati con Giulio Gianini, La gazza ladra e Pulcinella viene chiamato a far parte dell’Alliance Graphique Internationale. Nel 1992 gli viene conferita dall’Università di Genova, sua città natale, la laurea honoris causa in Architettura. L’anno dopo viene allestita la mostra Emanuele Luzzati Scenographe, presso il Centre Georges Pompidou di Parigi a cura dell’Unione dei Teatri d’Europa. L’evento verrà ripreso poi a Roma, Firenze, Bellinzona, Milano, Genova, dove la mostra viene arricchita con un’ampia sezione dedicata all’illustrazione, e Salonicco.

Nel 1995 riceve il Premio Ubu per la scenografia del Pinocchio prodotto dal Teatro della Tosse di Genova. Nel 1997 allestisce per il Comune di Torino, in Piazza Carlo Felice (Piazza della Stazione), un grande presepio, mescolando ai personaggi tradizionali le figure delle favole più conosciute. Nel 1998 progetta un parco giochi per bambini per il Comune di Santa Margherita Ligure, ispirato al Flauto Magico di Mozart.

Nel 2000 moltissime sono le mostre dedicate al lavoro di Luzzati e viene inaugurato a Genova il suo museo permanente, 1º giugno dell’anno dopo, il Presidente Ciampi lo nomina “Grande Ufficiale della Repubblica”. In questi anni la sua produzione è molto intensa. Crea le scene per il Teatro dell’Opera Carlo Felice di Genova e il teatro Trianon di Napoli, nel 2004 disegna il drappellone per il Palio di Siena del 2 luglio, con un arazzo ispirato al bestiario del Flauto Magico e realizza per il Corriere della Sera, le illustrazioni delle cantiche della Divina Commedia di Dante Alighieri. A seguire i costumi del Don Chisciotte, le scene per il balletto Lo Schiaccianoci di Čajkovskij e realizza nel 2006 la scenografia di Hänsel e Gretel di Humperdinck per l’Opera Theatre di Saint Louis.

Il 26 gennaio 2007 muore a Genova nella casa dove ha sempre abitato. Voglio pensarlo però dietro le quinte di una delle sue scene a godersi lo spettacolo.

 

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