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Il mecenatismo di Fendi

Poco più di un anno fa, il 22 Ottobre 2015, inaugurava a Roma il Nuovo Quartier generale della Maison Fendi che, per i prossimi 15 anni, avrà sede presso il Palazzo della Civiltà Italiana, ovvero il Colosseo Quadrato.
I lavori di ristrutturazione, durati poco più di un anno, realizzavano il progetto immaginato dall’architetto Marco Costanzi che a Roma, fra il 2015 ed il 2016, si è occupato anche dell’allestimento dello showroom “Kids” dedicato ai più piccoli – e fortunati – in Via del Leoncino e della trasformazione del terzo piano di Palazzo Fendi in Largo Goldoni nel primo Hotel Fendi e nel ristorante internazionale Zuma di Rainer Becker.
Il Palazzo del Colosseo Quadrato è stato quindi trasformato nell’Headquarter della Maison, accogliendo al terzo piano l’ufficio del presidente e amministratore delegato di Fendi, Pietro Beccari, al sesto quello dei creativi Karl Lagarfeld, Silvia Venturina, Marco De Vincenzo ed un’altra sessantina di designers, al settimo open spaces per riunioni ed incontri, quindi un laboratorio di pellicce ed uno spazio dedicato al visual merchandising.
Il piano terra, con i suoi 1000 mq, i rivestimenti delle superfici verticali in marmo chiaro, il pavimento in marmo rosso, i lampadari in cristallo e ottone, ospita sin dal giorno dell’inaugurazione della sede, mostre dedicate al mondo del design e dell’arte contemporanea, creando occasioni di riflessioni in merito.

Parlando del progetto, Marco Costanzi ha dichiarato: «La vera sfida era trasformare un luogo concepito per esposizioni – nelle dimensioni e nell’imponenza – in un spazio che ospitasse delle funzioni quotidiane, come gli uffici di un’azienda. (…) Il problema maggiore era confrontarsi con un edificio vincolato: il progetto doveva essere reversibile. Ho cercato quindi di concepirlo come un allestimento, ragionando più che su disegni su mock-up. L’intervento riguardava più di 20.000 mq e l’edificio era stato abbandonato per 73 anni: le difficoltà sono intuibili. (…) Per disegnare gli ambienti funzionali abbiamo usato il cristallo, che ha permesso di non ostruire la vista del preesistente. Per gli arredi sono state fatte competizioni per tutto. Le luci interne sono de iGuzzini, le scrivanie e le sedie di Vitra, gli arredi soft sono di Fendi Casa. Cartongessi, metalli, vetri, tutto fatto su misura, sono stati realizzati da artigiani italiani: un modo per privilegiare l’eccellenza italiana».
Il primo allestimento, nel 2015, è stato dedicato a “Una Nuova Roma. L’Eur e il Palazzo della Civiltà Italiana”, una mostra dedicata al quartiere in cui il progetto si inserisce, che proponeva opere di registi, di fotografi, pittori, scultori e architetti che si stati ispirati nei loro lavori proprio alle atmosfere metafisiche del quartiere.
E’ stata quindi la volta nel 2016 della celebrazione dei novant’anni della Maison con la mostra “Fendi Roma. The artisans of Dreams”, divisa in sei sezioni che omaggiano la creatività e l’eccellenza nel campo della pellicceria sin dal 1926.
Oggi, in mostra fino al 16 Luglio, “Matrice”, una selezione di opere di Giuseppe Penone, uno dei più grandi scultori viventi legati al mondo dell’Arte Povera la cui opera si contraddistingue per il confronto e scontro tra la componente antropizzata e quella naturale. L’allestimento di Matrice, opera che dà il titolo alla mostra, non potrebbe essere più emblematico: il tronco di un abete lungo più di trenta metri, tagliato e scavato, ed i suoi rami, si riflettono sul lucidissimo marmo rosso del pavimento.
La mostra, anticipa l’installazione permanente dell’opera “Foglie di Pietra” dell’artista in Largo Goldoni, proprio davanti a Palazzo Fendi: due alberi in bronzo di 18 e 9 metri di altezza che intrecceranno i loro rami per sostenere un blocco di marmo scolpito.

Negli ultimi anni il rapporto della Casa di Moda con Roma, città in cui è nata novant’anni fa in un negozio a conduzione familiare in via del Plebiscito, è cresciuto progressivamente, tanto che, dopo aver sostenuto le spese di due milioni e 180 mila euro per il restauro della Fontana di Trevi, è proprio qui che la Maison ha scelto di celebrare i suoi 90 anni, allestendo una passerella trasparente sulle acque della Fontana.
Il progetto fa parte dell’iniziativa Fendi for Fountains annunciata nel 2013 che prevede anche il restauro del complesso delle Quattro Fontane, della Fontana dell’Acqua Paola – il Fontanone – al Gianicolo, la Fontana del Mosè, il Ninfeo al Pincio e la Fontana del Peschiera, in Piazzale degli Eroi.

About Elisa Russo

Elisa Russo
Lettrice e architetto, sono appassionata di arte, design ed architettura, e della loro comunicazione. Credo fermamente nelle parole di Leo Longanesi: “Un'idea imprecisa ha sempre un avvenire.”

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