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Haussmann é ancora di attualità?

Mentre a Roma le amministrazioni comunali si succedevano dimostrando, ancora una volta, la pochezza del dibattito culturale intorno alla vita della città, a Parigi  veniva inaugurata una mostra che, stabilendo una dialettica con il passato getta un ponte sull’avvenire.

La mostra Paris Haussmann, modèle de ville che ha aperto le sue porte a fine Gennaio al padiglione dell’Arsenale e che, visto il successo, resterà aperta fino ad inizio Giugno, invita a prendere ispirazione dal tessuto urbano haussmaniano nella costruzione della città sostenibile.

Con piu’ di ventimila abitanti per km quadrato, Parigi é la città piu’ densa d’Europa e rientra nelle cinque città piu’ dense al mondo. Questa caratteristica, lontano dal rendere la città insopportabile o invivibile è sentita in maniera positiva. L’eredità del paesaggio urbano haussmaniano é ancora molto forte, considerando che il 60% del tessuto parigino é stato costruito tra il 1850 e il 1914. Attraverso cartografie, disegni, piante e modelli viene analizzata la forma urbana concepita nella seconda metà del XIX secolo dal barone Haussmann al fine di comprenderne il senso e trarne degli insegnamenti per la costruzione della città di domani.

La mostra, concepita e organizzata dal brillante studio italo-francese LAN, mette innnanzitutto in evidenza la ricchezza della maglia urbana parigina che non si riassume ai grandi boulevard. Alcuni, i grandi assi nord-sud, hanno riordinato e riorganizzato la forma stessa della città, sfruttando i tracciati originari ma questa grande maglia é completata da una rete secondaria e da una rete terziaria, fine e ramificata che permette l’accesso ai diversi isolati e alla circolazione al loro interno. Tutto questo intricarsi di strade fanno di Parigi una delle ville in Europa dove si cammina di piu’: quasi la metà degli spostamenti nella capitale franacese si effettua  a piedi.

 

Tracciato delle vie primarie, secondarie e terziarie a Parigi

I LAN, constatano inoltre che nessuna forma urbana proposta a Parigi dal 1910 ad oggi uguaglia la densità raggiunta dall’operazione effettuata da Haussmann. Nell’isolato haussmaniano, l’equilibrio tra pieni e vuoti è saggiamente pensato, gli edifici sono compatti e poco profondi. Oggi si costruisce con uno spessore che va da un minimo di dieci metri in su, mentre l’edificio haussmaniano presenta uno spessore tra i sette e i tredici metri al massimo e cio’ permette una “comoda” doppia o addirittura tripla esposizione, favorita dal fatto che l’altezza pavimento-soffitto non scende sotto i tre metri, permettendo la piena penetrazione della luce. Questi accorgimenti rendono accettabile la densità.

Un tipico isolato haussmaniano

Archetipi dell’habitat parigino, gli edifici pensati dal barone Haussmann, hanno dimostrato la capacità di adattarsi a importanti trasformazioni, senza la necessità di demolizioni o pesanti trasformazioni. La grandezza degli appartamenti é stata facilmente modificata per aumentarne la frammentazione in rapporto al crescere degli abitanti. Interi piani o addirittura interi immobili hanno cambiato l’uso: abitazioni in origine, trasformati in uffici, ridivenuti appartamenti.

Chiaramente, come tengono a precisare i due commissari della mostra, non si tratta di riprodurre il modello haussmaniano, piuttosto, questo lavoro di analisi li ha convinti che il modello haussmaniano é portatore di un insieme di caratteristiche che rendono possibili un insieme di equilibri fondamentali: la mobilità tre lunghe e corte distanze, la densità, la viabilità e la vivibilità,la flessibilità e la resilienza, l’omogeneità e la diversità.

About Bernardo Grilli

Bernardo Grilli
Si laurea in Architettura all’Università Sapienza di Roma. Studia e lavora a Lisbona per tre anni. Dopo una breve parentesi brasiliana approda a Parigi dove attualmente collabora in qualità di architetto per il Renzo Piano Building Workshop.

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