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AmaLuna. Quando lo stupore non ha età

Amaluna è uno spettacolo che toglie il fiato e riempie occhi, anima e cuore di bellezza, sogno, poesia. Noi di Polinice siamo stati alla Grand Premiere e oggi siamo qui per raccontarvela.

Cirque du Soleil vuol dire incanto e meraviglia, le aspettative non potevano quindi che essere altissime e sono state tutte superate. Appena messo piede nel teatro, le Grand chapiteau, si viene catapultati in un mondo magico, un’isola lontana e misteriosa, Amaluna, dove la natura fantastica è protagonista insieme ai personaggi che la abitano. Già questo basta per far dire “ooooh”. Preso posto sull’isola, ecco apparire strane creature colorate dall’aspetto tra il mitologico e l’animalesco. Un drago dispettoso, pavoni dalla ruota sfacciata, amazzoni fiere e affascinanti. Gli “ooooh” aumentano. Le luci si abbassano, è buio e al centro del palco un drappo rosso volteggia a mezz’aria, da solo.

Comincia lo spettacolo che si apre con un rito di iniziazione, la celebrazione della maggiore età di Miranda, figlia di Prospera, la regina dell’isola. Il rito celebra anche il rinnovamento e lo spirito, l’equilibrio, la femminilità, un passaggio di valori da una generazione all’altra, di madre in figlia. Una tempesta causa il naufragio di un gruppo di uomini che si ritrovano così sull’isola, tra uno di loro e Miranda nasce un amore che per affermarsi dovrà superare tante prove.

Da donna si prova un certo orgoglio nel vedere la netta maggioranza di presenza femminile sul palcoscenico. Il cast, che conta 48 artisti è all’80% composto da acrobate e artiste. Anche la band è formata da sole donne. La band sì, perché il Cirque du Soleil pensa a tutto, le canzoni e le musiche sono interamente cantate e suonate dal vivo. In effetti già dal nome, una fusione tra la parola “Ama” che significa “madre” in molte lingue e “Luna”, simbolo di femminilità, si capisce che l’obiettivo dello spettacolo è quello di celebrare la donna. Sirene, sciamane, amazzoni, una regina protettrice, guerriere e fanciulle, la figura femminile è al centro, percepita come mistero, equilibrio, incanto, principio vitale.

Per Diane Paulus, che ha scritto e diretto lo spettacolo, vincitrice di un Tony Award nel 2013 come miglior regista di musical, è la prima volta che si trova a lavorare con il Cirque du Soleil e per questo evento voleva che le donne fossero viste come eroine. Per lei la bellezza è data dall’ignoto; del teatro ama le infinite possibilità, il mondo che può essere creato, perché in ogni creazione c’è una nuova possibilità ancora e nuovi limiti, che dice, vanno superati; e con AmaLuna ci è riuscita alla grande.

Anche per il direttore creativo Fernand Rainvill lo spettacolo è un tributo alle opere e alla voce delle donne. Tante le influenze e i rimandi presenti nello spettacolo, primo fra tutti The Tempest di Shakespeare, dal quale la Paulus ha attinto per il nome di Prospera, al maschile nell’opera teatrale, l’”evento” tempesta con conseguente naufragio e ambientazione sull’isola. Si è poi ispirata alla mitologia nordica e a quella greca, al Flauto magico di Mozart.

Assistere a uno spettacolo del genere è stupefacente perché quello che incanta e inchioda alla sedia con i peli ritti, si si peli ritti e brividi di emozione, è come si uniscano e si fondano la fisicità di certi numeri e acrobazie con la poesia e la delicatezza della loro esecuzione. Se poi ti soffermi a pensare che quelle che volteggiano sopra la tua testa, che volano, che si appendono a un cerchio sospeso nell’aria con la sola forza del collo, che si arrampicano su pertiche alte 4 metri o saltano dalle spalle gli uni degli altri, a loro volta sulle spalle dei compagni, il tutto come se fosse la cosa più facile e normale del mondo, senza sforzo… innumerevoli “oooh”, beh se pensi che sono persone come te, anzi come me, che già salire sulla scala del letto a castello è un miracolo, beh agli “oooh” non possono che aggiungersi gli “wow”. Il palco poi è un camaleonte che cambia di continuo, in perenne costruzione durante lo spettacolo stesso, si adatta e modella a seconda dell’esibizione per permettere agli artisti di esprimersi in un milione di pose diverse e tanto per complicare un po’ le cose, ruota! “oooh” misti a “wow”. Tutto lo spettacolo è un’esplosione di colori che sembra di essersi tuffati nella tavolozza di un pittore. I costumi di scena, I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-I, sono in totale 1200 per 300 look diversi.

Ma voi riuscireste a volteggiare velocissimi e a 360 gradi sopra le teste del pubblico sorretti solo da nastri e sospesi a un Carosello? Io no ma gli artisti, anzi le artiste di AmaLuna sì e lo fanno, triplo “wow”! Può essere che il numero “cinghie aeree acrobatiche” non faccia per voi, parliamo allora del “teeterboard”, si tratta di eseguire evoluzioni in aria esibendosi in torsioni e rotazioni ad alta velocità, ne sareste capaci? Credo che la risposta sarebbe negativa, così come per “cerceau e il globo d’acqua”. In questo numero, Miranda si esibisce in un vero e proprio globo d’acqua, nuotandoci dentro, non-sto-scherzando! Mettendo così in evidenza la sua fisicità malleabile, esprimendo una sensualità morbidissima e sinuosa, il tutto eseguendo esercizi di equilibrio tenendosi su una sola mano… e qui ci sta un bel “AMAAAZING” sapete tipo quelli che mixano un po’ italiano-inglese perché fa figo…altro che figo qua rende e basta!!!

Veniamo al finale corale: tutti gli artisti sul palco si esibiscono insieme, sono tantissimi, chi volteggia dal carosello, chi sospeso su un cerchio, cantano, suonano, saltano, due donne vestite di oro pedalano su biciclette con una sola ruota, volteggiano, ballano e in un turbinio di colori ed emozioni le luci sono sempre più deboli, il buio. Il cerchio si chiude, al centro del palco volteggia una stoffa, questa volta è blu.

Vi ricordo che quella di Roma è l’unica tappa italiana, ergo non mancatela, del tour mondiale cominciato a Madrid nel 2015.  Il Cirque du Soleil vi aspetta dunque con il suo AmaLuna fino all’11 giugno al Tendone di Tor di Quinto, i biglietti su ticketone.it!

Che altro dire, in realtà avrei ancora diversi “oooh” e “wooow” che mi porto dietro ma … “eh…”…AmaLuna, non è solo un titolo. È una promessa.

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