Home / Musica / Il trionfo di Drake e More Life ai Billboard Music Awards

Il trionfo di Drake e More Life ai Billboard Music Awards

Nella notte che decide chi conta attualmente nella musica mondiale il nome che è uscito prepotentemente è quello del rapper canadese Drake che ha battuto il record dei Billboard Music Awards 2017, aggiudicandosi 13 premi. In passato il primato apparteneva ad Adele e risaliva al 2012 quando con dodici riconoscimenti (meritatissimi) s’impose con l’album 21, rivelatosi un successo commerciale e di critica, capace di vendere oltre quattro milioni di copie solo nel Regno Unito e di riportare ai vertici della classifica degli album anche il suo precedente disco, 19. MA, ala scorsa notte è stata di Drake, il quale ha trionfato portandosi a casa tredici premi che dimostrano la forza espressiva e la capacità d’imporsi oltre che sul mercato, anche tra il pubblico e la critica. Drake si e’ presentato all’appuntamento con 22 nominations ed ha vinto, tra gli altri, il premio per il miglior artista assoluto, per il miglior artista maschile e quello per il migliore di 200 album con “Views”.

Il cantante canadese ha deciso inoltre di spiazzare tutti durante la sua prevista esibizione portando sul palco dei Billboard Music Award Gyalchester invece della super hit Passionfruit. Entrambi i brani fanno parte dell’album “More Life”, pubblicato a Marzo e che ha sorpreso i più. Dopo l’annuncio del progetto, Drake ha commentato il progetto durante un’intervista a Complex, precisando la sua intenzione di “creare una playlist per darti una raccolta di canzoni che diventano la colonna sonora della tua vita”. Un proclama tanto ad effetto, quanto rischioso in caso di insuccesso. Forse, visti i ripetuti annunci dal 2016 di imminente uscita dell’album, Drake è riuscito a captare in modo originale quel che il pubblico, e per la prima volta la critica richiedevano. L’album è sostenuto dall’uscita di ben quattro singoli: “Fake Love”, “Passionfruit”, “Free Smoke” e “Portland”; cosa assai rara poiché l’industria musicale predilige solitamente portarne in promozione tre.
Pur riconoscendo da tempo a Drake la capacità di conquistare con vendite e concerti il mercato globale, prima di More Life, non nutrivo particolare stima per i suoi lavori. Infatti, l’immenso successo commerciale di “Views”,  non proponeva nulla di nuovo e in buona parte era costruito per la commercializzazione, lasciando il talento di Drake spesso volutamente inespresso.
A travolgermi e incuriosirmi è stata una “Passion Fruit”, scoperta grazie alle Instagram Stories di una giovane fotografa/avvocato che seguivo per tutto, ma non di certo per la musica. E invece il brano Passion Fruit mi ha stregato probabilmente poiché in esso si può sentire anche la voce del figlio di Lenny Kravitz, Zoe, e il campionamento di un pezzo di un live di Moodymann, musicista e produttore della seconda gloriosa generazione di Detroit, del 2010 (dal minuto 37:39).

More Life è infine capace di portare alla ribalta suoni trap, il suono della nuova frontiera musicale in Italia seguito solo sull’Adriatico, attraverso brani come “Portland”, “Sacrifices” e “Gyalchester”.

Erin Lowers su Exclaim! ha dichiarato di More Life che: “Escludendo le sue minacce, More Life cimenta un posto per i generi a lungo trascurati dai media principali: dancehall, grime, Afrobeat, House, Trap e, ovviamente, rap, e porta a Toronto un tour mondiale per celebrare la vita. La vita”.

 

Celebrazione e colonna sonora della “vita”. Termine da cui i giovani del mondo dovrebbero ripartire per sconfiggere a colpi di trap, rap e Afrobeat la generazione che volle cambiare il mondo regalandoci solo macerie. E allora: More Life e l,unga vita a Drake.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

Check Also

Serie C Logo - Polinice

Ritorna la Serie C

Un ritorno al passato, la Lega Pro tornerà a chiamarsi Serie C, come ai vecchi ...