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A demonstrator clashes with a riot police officer during a protest against President Michel Temer and the latest corruption scandal to hit the country, in Brasilia, Brazil, May 24, 2017. REUTERS/Adriano Machado

Mani pulite brasiliana: tra Don Bosco e Le Corbusier

E’ il 1883 quando il sacerdote ed educatore italiano Giovanni Bosco, fondatore della Congregazione dei Salesiani, ebbe un sogno profetico, in cui descrisse una città futuristica che corrispondeva più o meno all’ubicazione di Brasilia. Oggi, a Brasilia, una delle principali cattedrali porta il suo nome, così come l’ “eremida Dom Bosco”, punto panoramico dove Giovanni Bosco avrebbe affermato che sarebbe nata questa città “dai frutti giganteschi”.  Il suo sviluppo e la sua costruzione invece la si deve al presidente Juscelino Kubitschek ordinò la costruzione di Brasilia, ponendo in atto un articolo della costituzione repubblicana del paese, e vide il suo principale pianificatore urbano in Lúcio Costa. A disegnare le linee avvenire del mondo, in quella utopistica e realistica città fu Oscar Niemeyr. Brasilia fu costruita in 41 mesi, dal 1956 al 21 aprile 1960, sulla base delle teorie di Le Corbusier.

Ora accanto alla realtà di una città che ha moriane idealità, si stringono le istanze sociali e conflittuali di un intero paese sull’orlo del caos. Infatti, il paese più grande del Sud America continua a non trovare pace e serenità da oltre un anno. Se fino a meno di un triennio fa era l’esempio della crescita e ribaltata dei BRICS, ora l’instabilità politica ne fa da padrona, generando incertezze economiche e finanziarie.

Il punto di non ritorno per Brasilia e il Brasile è stato toccato quando il presidente brasiliano ha ordinato lo schieramento dell’esercito a Brasilia per proteggere i ministeri, presi d’assalto da centinaia di manifestanti. Il provvedimento si basa su una legge d’emergenza, la Law and order Assurance (GLO), varata nel 1999, rivista nel 2001 e poi firmata dalla Rousseff nel 2014 . Negli ultimi tempi al misura era stata applicata solamente in occasione dei due grandi eventi sportivi di Rio 2016 e della FIFA World Cup del 2014. Il prvvedimento poi ritirato ha dimostrato la fragilità governativa e la non tenuta di uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, ossia l’esecutivo.

Le proteste sono cominciate dopo la pubblicazione sui giornali di alcune intercettazioni in cui si sente il presidente Michel Temer autorizzare il versamento di una somma per pagare il silenzio di Eduardo Cunha, ex presidente della camera, oggi in carcere per corruzione e riciclaggio. Apparentemente Cunha avrebbe potuto rivelare delle informazioni riguardo il coinvolgimento del presidente nello scandalo della Petrobras, la compagnia petrolifera nazionale. Lo stesso Michel Temer che un anno addietro fu protagonista dell’impeachment contro Dilma Rousseff, ponendo fine alla sponda brasiliana per il gruppo politico socialista sudamericano.  Il romanzo sudamericano appare però esser stato scritto in Italia.

L’inchiesta non si chiama “Mani Pulite” ma Lava Jato, “autolavaggio”. Ha travolto l colosso energetico Petrobras (nel 1992 era l’Edison )e il primo gruppo industriale del Paese, Odebrecht. In Brasile nell’ultimo anno ha trascinato nel fango politici di primissimo piano, sia del Pt (Partito dei lavoratori) da noi il PSI, che ha espresso gli ultimi due presidenti, Lula e Dilma Rousseff, sia gli esponenti del Pmdb, partito di centro cui appartiene l’attuale presidente Temer ( da noi la DC). In Italia non si fece sule sulla parte d’inchiesta affidata a Tiziana Parenti sul PCI, in Brasile non sembra ancora fermarsi l’indagine.

Le analogie sono molte. Dal ruolo dell’epoca dell’Italia nel Mediterraneo ( Sigonella in primis ) all’analogia con il Brasile di Lula. Dai protagonisti socialisti italiani alla nuova internazionale Sudamericana.

In Italia sembrava un rinnovamento, non lo è stato. In Brasile neppure lo sarà. L’unica cosa che resta da capire è chi trama dietro i lanci, non di monetine, ma molotov. Corsi e ricorsi della storia, questa volta di vichiana memoria e Pilotis “lecourbousiani” troppo deboli.

About Antonio Maria Napoli

Antonio Maria Napoli
Calcio, geopolitica ed economia. Qualche pillola di musica elettronica. Il mio concetto di perfezione è un libro di Paul Krugman o un romanzo di Dumas, con in sottofondo un remix di Frankie Knuckles o i Pink Floyd. Allo spritz preferisco il Nikka

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