Home / Internazionale / #Uk2017 – Nuove tattiche per vecchie strategie
Corbyn vs May

#Uk2017 – Nuove tattiche per vecchie strategie

La campagna elettorale britannica, entrata ormai nella sua fase conclusiva, ha visto l’adozione di un linguaggio antico da parte dei due principali partiti britannici, laburisti e conservatori. Nel dibattito pre-elettorale trasmesso dalla BBC la candidata conservatrice Theresa May si è proposta come paladina della Brexit e della difesa del Regno Unito dal terrorismo, mentre il candidato laburista Jeremy Corbyn ha spostato i temi del dibattito sulle disuguaglianze sociali e sulla lotta per la ricostruzione di un solido welfare state.
Il partito conservatore sembra muoversi secondo gli schemi economici assunti ormai da decenni dai tories, ma con alcune importanti novità economiche e con la grande incognita della Brexit.

Tasse
Dal punto di vista economico e di politica interna, i conservatori promettono come di consueto di abbassare le tasse, in particolare le imposte delle bollette.
– Investimenti
Vengono promessi aumenti dei fondi alla sanità per 8 miliardi di sterline entro il 2022, e 23 miliardi di sterline di investimenti in sviluppo e infrastrutture, in modo da creare mezzo milione di nuove abitazioni. È previsto un rifinanziamento di 4 miliardi di sterline per l’istruzione e l’assicurazione sanitaria gratuita per gli anziani.
Caccia alla volpe
Anacronisticamente, il programma dei tories include anche un referendum per la reintroduzione della caccia alla volpe, una tradizione amata dalla nobiltà ma osteggiata da circa il 70% dei sudditi britannici.
Brexit

Dopo essersi opposta alla Brexit fino alla primavera del 2016, Theresa May si è mossa con grande abilità, proponendosi paladina della corrente del Leave, riuscendo così a scavalcare lo sconfitto David Cameron e riuscendo a mettere in ombra Boris Johnson (privo di un reale programma politico post referendario).
Vinta l’opposizione interna, Theresa May si è incanalata con decisione nella strada che porterà la Gran Bretagna ad una rinegoziazione degli accordi commerciali con l’Unione Europea. Il programma elettorale si muove in tal senso, e la May ha annunciato che “Nessun accordo sarà meglio di un cattivo accordo”, riferendosi al pagamento delle penali per l’uscita dal mercato unico.
Ma di fronte ad un’uscita di scena che non preveda il pagamento di penali da parte della Gran Bretagna, e di fronte ad una restrizione dell’immigrazione dall’Europa, è molto probabile che le istituzioni europee reagiscano con severe misure economiche.
Sicurezza
Theresa May ha molto insistito su questo argomento, proponendosi paladina dell’immigrazione centellinata, chiave di volta, secondo i conservatori, per una maggiore sicurezza interna.
Il programma dei laburisti è probabilmente la vera sorpresa di questa tornata elettorale. Si tratta di un programma autenticamente di sinistra, che torna alle radici del movimento laburista sconfessando le politiche liberiste dell’era Blair.
Tasse
Discostandosi nettamente dalle politiche economiche attuate da Tony Blair, Jeremy Corbyn ha proposto senza giri di parole un nuovo sistema di tassazione, che prevede il 45% di tasse per chi guadagna 80.000 sterline l’anno e il 50% di tasse per chi ne guadagna più di 123.000. Si tratta di un aumento vistoso, dal momento che adesso chi guadagna meno di 150.000 sterline paga il 40% di tasse.
Secondo i laburisti, l’aumento delle tasse per i più benestanti porterebbe a nuovi fondi da investire diversamente. Anzitutto eliminando la “bedroom tax”, una legge che prevede la riduzione dell’assistenza statale per le famiglie che vivono in appartamenti di proprietà con camere da letto in più rispetto al numero di inquilini.
Infine, la drastica riduzione delle rette universitarie si inserisce in un problema drammatico del sistema di istruzione anglosassone, minato da tasse insostenibili per i ceti popolari.
Stato sociale
Uno dei punti più apprezzati del programma laburista è la messa al bando dei cosiddetti “zero hours contracts”, ovvero dei contratti a chiamata, e la parallela istituzione di un salario minimo contrattuale di dieci sterline orarie.
Viene proposto un finanziamento di 6 miliardi di sterline annue per il sistema sanitario, così come un rifinanziamento di 8 miliardi di sterline per l’assistenza pubblica.
Verrebbero poi reintrodotti i prestiti agevolati alle famiglie meno abbienti.
Investimenti
Come i tories, anche i laburisti hanno in programma grandi investimenti nel settore edilizio, che portino alla costruzione di 100.000 nuove abitazioni ogni anno.
Nazionalizzazioni
Forse la parte più controversa del programma dei labours è l’enorme spinta propulsiva che verrebbe data al settore pubblico. I laburisti prevedono infatti la costituzione di una banca pubblica di investimento, la nazionalizzazione del sistema ferroviario allo scadere delle licenze ottenute dalle aziende private, la nazionalizzazione delle poste, la creazione di compagnie statali nel settore dell’energia.
Il dibattito pre-elettorale trasmesso dalla BBC, per volontà del primo ministro uscente Theresa May, non ha visto un confronto diretto tra i due candidati, ma solo una serie di interviste incrociate, in cui Theresa May ha dovuto difendere il proprio cambiamento di opinione sulla Brexit a ridosso del referendum del 2016, mentre Corbyn è stato tempestato dalle domande sulla sicurezza e sulla lotta al terrorismo.
Benché abbia ricevuto accuse di “ritorno al marxismo” per via del programma elettorale laburista, Jeremy Corbyn ha ottenuto un vasto consenso popolare per le proprie proposte. Se all’inizio della campagna elettorale i laburisti erano indietro di diciotto punti percentuali rispetto ai conservatori, adesso i due partiti sono vicini ad un testa a testa, dimostrando di poter aspirare al governo della nazione senza fare concessioni alle politiche economiche liberiste.

About Valerio Cianfrocca

Valerio Cianfrocca
Qualcuno ha scritto che per stupire mezz'ora basta un libro di Storia. Aggiungerei che per stupire dieci minuti può bastare un buon articolo. Lo scopo di questa rubrica di geopolitica può essere riassunto così.

Check Also

Germania: un voto per la stabilità

Il prossimo 24 settembre si terranno in Germania le elezioni per il Bundenstag. La campagna ...