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I ragazzi di San Cosimato

Anche quest’anno, in Piazza San Cosimato avverrà uno spettacolo che affascina ed ha del magico, una di quelle manifestazione alle quali è sempre più difficile assistere a Roma.

Per due mesi, i Ragazzi del Cinema America tornano a proporre la terza edizione del Festival Trastevere Rione del Cinema, una rassegna che include film proiettati in lingua originale, anticipati o seguiti da una presentazione o un dibattito con attori, registi o personalità legate al titolo; fin qui, insomma, nulla di particolarmente speciale o originale, non è di certo la prima iniziativa simile a Roma. Ciò che riescono a fare questi ragazzi però, è molto di più: in un clima a metà strada fra l’autogestito ed il partecipativo, ogni sera riempiono le 400 sedie che puntualmente allestiscono per consentire la visione del film prescelto e persuadono gli spettatori più ritardatari ad abbandonare ogni indugio e a sfidare la scomodità dell’asfalto pur di non mancare allo spettacolo. E i film proposti, non son di certo prime o esclusive: l’anno scorso includevano la Trilogia del dollaro e la la corrispondente del tempo di Sergio Leone, quest’anno una rassegna horror curata da Dario Argento e un immancabile appuntamento con i film Walt Disney durante il fine settimana.

Roma, Scalea del Tamburino, Omaggio a Sergio Leone

Insomma, il Festival prevede un programma affabile e ben studiato, ma non abbastanza da giustificare la partecipazione entusiasta a questa manifestazione, l’atmosfera che aleggia in quella piazza o il sostegno che ogni anno riescuote da parte di registi e personalità legate al mondo del cinema. E se l’affollamento della Piazza costringe alla flessibilità ed all’elasticità i residenti del Rione Trastevere, siano essi favorevoli o non, è impossibile non rimanere almeno un po’ incantati da quel che succede da quelle parti tutte le sere: immersi in una conteplazione quantomeno insolita, tutti siedono a fissare il grande telo, più o meno silenziosamente, più o meno attentamente, partecipi di una di quelle rare occasioni che unisce e fa sentire ciascuno parte di una collettività, pur non trattandosi di una partita di calcio o ad un esclusivo spettacolo riservato a pochi. La piazza riprende vita e senza tornare troppo indietro e scomodare ideali di agorà o foro – di certo un po’ distanti, non solo temporalmente – semplicemente si riscopre un luogo di incontri e collettività, regalando senza troppe pretese la possibilità di uno svago e stimolo agli spettatori.

San Cosimato, in queste sere estive, esprime alla perfezione l’idea che Roma altro non sia che “un salotto da attraversare in punta di piedi” e, considerata la risposta dei partecipanti al Festival alla richiesta dei Ragazzi del Cinema America di contribuire alla pulizia degli spazi della Piazza a fine spettacolo, forse la consapevolezza in merito non è del tutto assente.

Nelle facoltà di architettura insegnano che pochi spazi sono difficili da progettare quanto lo è una Piazza; oggi bisognerebbe ricordare che altrettanto difficile è riempirle.

About Elisa Russo

Elisa Russo
Lettrice e architetto, sono appassionata di arte, design ed architettura, e della loro comunicazione. Credo fermamente nelle parole di Leo Longanesi: “Un'idea imprecisa ha sempre un avvenire.”

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