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BOOM | BEAT | BUBBLE

«LOVE – L’arte Contemponeanea incontra l’amore», curata da Danilo Eccher ed ospitata prima al del Chiostro del Bramante, ed ora in corso negli spazi del Museo della Permanente a Milano, ha stravolto l’usuale esperienza culturale di una mostra suscitando nei Romani perplessità ed entusiasmi, questi ultimi specialmente nei più giovani.

L’hashtag – oggi strumento di misura del successo delle mostre tanto quanto e forse di più del biglietto poiché indice del coinvolgimento del pubblico – #chiostrolove ha superato le 35.000 visualizzazioni ed è stata proprio questo allestimento a far conoscere forse alla maggior parte dei visitatori l’artista Giapponese Yayoi Kusama.

L’artista era diventata nota in Italia agli amanti della moda grazie alla sua collaborazione con Louis Vuitton nel 2012, quando aveva ricoperto accessori, capi di abbigliamento e borse della sua Capsule Collection con pois e nervi biomorfici, riscuotendo grandissimo successo.

Ed anche in occasione della mostra al Chiostro del Bramante, la sua «All the Eternal Love I Have for the Pumpkins», ovvero l’installazione di zucche gialle  all’interno di una stanza ricoperta di specchi che con i loro riflessi costringono il visitatore ad un’esperienza immersiva nell’opera, ha conquistato i visitatori diventando fra le opere preferite per scattare selfie e foto.

E, per quanti siano diventati autentici appassionati d’arte giapponese, «Boom | Beat | Bubble stampa giapponese sessanta | settanta | ottanta», la mostra allestita negli spazi dell’Istituto Giapponese fino al 12 Ottobre, offre l’occasione per approfondire la storia del Paese e della stampa Giapponese: xilografie, serigrafie, litografie e fotoincisioni ripercorrono gli anni postbellici, dal ’60 agli ’80.

La mostra, nata in collaborazione con la Galleria Nazionale, è curata dalla storica dell’arte Marcella Cossu e raccoglie le interpretazioni delle tendenze artistiche internazionali di quegli anni – Pop Art, Surrealismo, Arte Astratta e Psichedelica – con la tradizionale tecnica locale:  si tratta di incisioni, una delle più diffuse e raffinate forme artistiche Giapponesi.

Presenti, oltre a qualche «Zucca» di Yayoi Kusama, opere di Tetsuya Ay-O, conosciuto in Giappone come “the Rainbow Man”, per le sue caratteristiche opere colorate con le gradazioni e i motivi dell’arcobaleno, Onosato Toshinobu e di alcuni dei più affermati artisti Giapponesi nello scenario internazionale, come Yukio FukazawaAkira Kurosaki, le cui opere fanno parte della collezione del MoMA di New York.

Il Boom degli anni ’60, il Beat dei ’70 e la Bubble (Economy) degli ’80 sono così raccontati  da 24 artisti in 54 opere, tutti parte della collezione dell’Istituto Giapponese, le cui attività recentemente stanno diventando sempre più intense ed aperte al pubblico, invitato a visitare il Centro e lo splendido giardino molto più spesso di quanto non accadesse in precedenza.

About Elisa Russo

Elisa Russo
Lettrice e architetto, sono appassionata di arte, design ed architettura, e della loro comunicazione. Credo fermamente nelle parole di Leo Longanesi: “Un'idea imprecisa ha sempre un avvenire.”

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