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Un tale che osservo da un po di tempo

Un tale che osservo da un po di tempo

Fondazione Pastificio Cerere
Via degli Ausoni 7
00185 Roma
www.pastificiocerere.it
press@pastificiocerere.it
Tel. 06 45422960

a cura di Simone Ciglia, Alessandra Troncone, Marco Trulli e Saverio Verini

artisti: Alicja Bielawska, Cezary Poniatowski, Dominik Ritszel e Jakub Woynarowski

Inaugurazione: giovedì 21 settembre 2017, 19.00

Dal 22 settembre al 14 ottobre 2017

L’esposizione – il cui titolo fa riferimento a una poesia dell’autrice polacca Wislawa Szymborska e che allude alla fase di “studio” e osservazione della scena artistica da parte dei curatori coinvolti – chiude il progetto What’s the Weather in Poland?, che si è articolato in due momenti principali: un viaggio di studio in Polonia, durante il quale i quattro curatori hanno avuto modo di entrare in contatto con la realtà artistica contemporanea del paese, e un ciclo di due incontri alla Fondazione Pastificio Cerere, alla presenza degli artisti invitati a margine del viaggio: Alicja Bielawska, Cezary Poniatowski, Dominik Ritszel e Jakub Woynarowski.

A conclusione di questa attività di ricerca, Un tale che osservo da un po’ di tempo mette al centro il dialogo tra le opere come ulteriore tassello di un processo basato sullo scambio tra artisti e curatori durante i mesi di sviluppo del progetto e intende enfatizzare la molteplicità di approcci e temi affrontati.


GLI ARTISTI

Alicja Bielawska (Varsavia, 1980) si è laureata in Storia dell’Arte presso l’Università di Varsavia (2005) e ha proseguito gli studi in Fine Arts alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam (2009). Realizza disegni e sculture utilizzando materiali quali tessuti, metallo, legno e ceramica. I suoi lavori si concentrano sugli aspetti materiali della vita di ogni giorno e sulle relazioni tra oggetti, interni e memorie. L’artista traccia i confini tra arte e design e affronta temi legati alla relatività della percezione e del ricordare. Introduce inoltre nei suoi lavori elementi di coreografia e performance. Ha esposto, tra gli altri, presso il HMK di Hoorn, a Zona Maco a Città del Messico, a Zachęta – National Gallery of Art e presso il Center for Contemporary Art Ujazdowski Castle a Varsavia, presso BWA Zielona Góra, Arsenał Gallery a Białystok, Galeria Labirynt a Lublino, e BWA Gallery a Katowice. Nel 2015 Bielawska è stata nominata per il VIEWS – Deutsche Bank Art Prize e nel 2016 è stata nominata per il Premio Paszporty Polityki nella categoria di arti visive. Dal 2014, con Ulla Eriksen e Morten Ernlund, ha dato vita a un collettivo artistico. Dal 2016 è parte del gruppo artistico “Under a Site-specific Influence”, con Mette Borup, Ulla Eriksen e Maria Michailidou.

Cezary Poniatowski (Olsztyn, 1987) si è laureato in incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Varsavia. È noto soprattutto per i suoi acrilici su tela, caratterizzati da uno stile conciso ed essenziale, in cui i colori usati principalmente sono il nero, il bianco e tinte di grigio scolorite o sfumate, che a volte presentano vere chiazze di tè. Le forme composte da macchie o linee di solito sono poco rappresentative, poco figurative, quando iniziano a stagliarsi in modo familiare, consapevolmente ammiccando allo spettatore. A volte si disperdono e sgomitano sulla tela, altre volte sono confinate all’interno di un semplice tratto. Assomigliano a chiazze casuali che appaiono sui muri o ai o graffiti naïve. Raramente, ci sono anche gruppi di parole ordinarie. Più spesso appaiono piccole bocche che sorridono con impertinenza. Ma è anche autore di delicati disegni. È attratto da vari tipi di materiali: lucidi, opachi, sbiaditi, nuovi, economici, vecchi, nobili, artificiali, imitazioni, tessuti. Utilizza oggetti ritrovati per costruire composizioni dalla forma e dal materiale unici. Ha esposto, tra gli altri, presso il Centro per l’arte contemporanea Ujazdowski Castle, presso la galleria Piktogram e al Palazzo della Cultura e della Scienza di Varsavia; alla Galleria Okazi di Berlino; presso Zona Sztuki Aktualnej di Szczecin; alla Galleria Boccanera di Trento. Nel 2011 e nel 2013 ha partecipato al programma Art-in-Residence di GlogauAir a Kreuzberg (Berlino, DE). È stato vincitore del Gran Premio del Ministro della Cultura e del Patrimonio Nazionale dell’11 ° Concorso Geppert Cezary Poniatowski.

Dominik Ritszel (Rybnik, 1988) si è laureato presso l’Accademia delle Belle Arti in Katowice. Attivo nell’ambito delle arti visive, incentra il suo lavoro su installazioni di film e video. Le sue opere sono state esposte nel 2016 durante l’International Video Art Festivals Les Rencontres Internationales (Gaîté Lyrique, Palais de Tokyo, Parigi), il Proyector, International Video Art Festival (Spagna, Italia, Portogallo) e FIPA. 29e édition FIPA (International Festival of Audiovisual Programmes in Barritz). Tra le mostre collettive si ricordano: Show Off Section al Photomonth Festival di Cracovia (2013), The Increased Difficulty od Concretation a Praga (2015), Curators Network al MOCAK – Museo d’Arte Contemporanea di Cracovia.  Con il suo video “Versus”, nel 2016 ha rappresentato la Polonia durante Rauma Biennale Balticum in Finlandia. Ha esposto in mostre personali presso Kronika- Centro per le Arti Contemporanee di Bytom; presso la Grey House Gallery di Cracovia,  la Bank Pekao Project Room di  Varsavia e lo Studio Tommaseo di Trieste. Nel 2013 è stato scelto tra i finalisti del concorso di Talenty Tròjki (sezione arti visive) ed è stato tra i finalisti del premio Gray House Foundation. Nel 2014 ha ottenuto la borsa di studio Young Poland Programme scholarship. Durante l’ottava edizione della Biennale di giovani artisti RYBIE OKO il suo video “Reverb” ha ricevuto un premio speciale. Nel 2015 è stato il vincitore di Young European Artist Trieste Contemporanea Award.

Jakub Woynarowski (Stalowa Wola,1982) si è laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Cracovia, dove insegna e conduce seminari sulle culture visive. È autore di romanzi grafici e di libri d’arte, tra cui Dead Season e Corpus Delicti. Studia come le diverse forme di narrazione visiva possano diventare strumenti di riflessione teorica ed è interessato a delineare una “archeologia dell’avanguardia”, individuando le somiglianze tra l’arte antica e quella moderna. Si occupa di temi legati al post-laicismo, al post-umanismo e alla critica istituzionale. Insieme a Aneta Rostkowska, ha sviluppato il concetto di “gonzo curating”, una pratica creativa che prevede un processo di appropriazione di oggetti per mezzo di una narrativa di semi-fiction costruita attorno a loro. I progetti realizzati nell’ambito di questa pratica curatoriale sono stati presentati presso il De Appel Arts Centre, alla National Gallery di Praga e al Castello Reale di Wawel a Cracovia. Nel 2014 ha collaborato con l’Istituto di Architettura per il padiglione polacco alla 14a Biennale di Architettura di Venezia. Il suo lavoro è stato esposto presso la Banca Centrale Europea di Francoforte, la Galleria Civica di Modena, il MeetFactory di Praga, la Kunsthalle Bratislava, il CAC di Vilnius, il Museo d’Arte Moderna di Varsavia e il Museo di Arte Contemporanea di Cracovia (MOCAK).


CURATORI

Simone Ciglia (Pescara, 1982). Vive fra Roma e Stoccarda. È dottore di ricerca in storia dell’arte contemporanea presso la “Sapienza” Università di Roma e cultore della materia presso l’Università degli Studi Roma Tre. Si occupa principalmente di arte e critica d’arte del secondo Novecento. Ha curato diverse mostre – fra cui Vita activa. Figure del lavoro nell’arte contemporanea (2014), Fuoriuso 2016 Avviso di garanzia (con Giacinto Di Pietrantonio), I would prefer not. Esercizi di sottrazione nell’ultima arte italiana nell’ambito della 16a Quadriennale di Roma (con Luigia Lonardelli, 2016) – e scritto per cataloghi e riviste specializzate. Docente presso l’Accademia di belle arti di Frosinone, ha collaborato con Zanichelli e Treccani. È corrispondente per la rivista “Flash Art” e assistente ricercatore presso il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma.

Alessandra Troncone (Napoli, 1984) è storica dell’arte e curatrice. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in storia dell’arte presso la “Sapienza” Università di Roma nel 2012, occupandosi di storia delle mostre in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta, argomento sul quale ha pubblicato La smaterializzazione dell’arte in Italia 1967-1973 (Postmedia, 2014). Nel 2015-2016 ha preso parte al Curatorial Program del de Appel Arts Centre di Amsterdam, presso il quale ha co-curato la mostra Rien ne va plus? Faites vos jeux! con relativo public program. Nel 2016 ha partecipato al Curatorial Program for Resarch – Eastern Europe. Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, è caporedattore della rivista “Luxflux” e corrispondente per la rivista “Flash Art”. Dal 2013 è ricercatrice presso il Dipartimento di Ricerca del museo Madre di Napoli, con il quale ha collaborato alla redazione del volume Atlante dell’arte contemporanea a Napoli e in Campania 1966-2016 (Electa, 2017).

Marco Trulli (Anzio, 1980) è laureato in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi della Tuscia. Ha fondato Cantieri d’Arte, progetto di arte contemporanea che dal 2005 invita artisti nella Tuscia per residenze e progetti nello spazio pubblico. Nel 2013 è stato uno dei curatori di Errors Allowed – Mediterranea 16. Young Artists Biennial svoltasi presso la Mole Vanvitelliana di Ancona. Coordina la piattaforma itinerante La ville ouverte che indaga la relazione tra pratiche artistiche e contesti sociali ed urbani in area euro-mediterranea. Ha curato, tra le altre, le seguenti mostre: Disorder (con Claudio Zecchi, Nottingham 2012); La sovversione del sensibile (Milano, 2014); Mediterranean landscapes (con Giuditta Nelli e Pelagica, Tirana 2017). Ha curato pubblicazioni sui giardini d’artista e sul ruolo dell’arte nello spazio pubblico per Kehrer Verlag, Gangemi. Responsabile dei progetti culturali di Arci Viterbo, è consulente artistico del giardino di scultura contemporanea La Serpara di Paul Wiedmer.

Saverio Verini (Città di Castello, 1985) è laureato in Storia dell’Arte Contemporanea alla Sapienza, nel 2011-2012 è nello staff del MACRO di Roma. Dal 2013 al 2015 è assistente curatore presso la Fondazione Ermanno Casoli, nelle Marche e, dal 2017, presso la Fondazione Memmo di Roma. Ha all’attivo collaborazioni con istituzioni culturali quali: Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, American Academy in Rome, FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, Fondazione Pastificio Cerere. Dal 2011 al 2016 è curatore della sezione arti visive di Kilowatt Festival, a Sansepolcro. È tra i fondatori del collettivo di curatori Sguardo Contemporaneo e dell’associazione Il Fondino, con i quali ha organizzato numerose iniziative culturali caratterizzate da una forte attitudine partecipativa. Collabora con la rivista Artribune e scrive regolarmente testi critici in occasione di mostre personali e  collettive presso gallerie private e altri spazi espositivi. Tra i progetti più recenti si segnala la mostra Stop and Go. L’arte delle gif animate e Una sola moltitudine, doppia personale degli artisti Filippo Berta e Calixto Ramírez, entrambe curate per smART – polo per l’arte, a Roma, e la creazione della piattaforma Art Sweet Art, dedicata a residenze per artisti in contesti domestici.

About Giangiorgio Macdonald

Studioso di diritto ma appassionato di arte e di beni comuni, ed in generale di tutto ciò che è cultura ed innovazione sociale, cerco di conciliare tali ambiti che, in realtà, non sono così distanti

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