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Boldini, il pastellista che affascinava le donne della Belle Èpoque

Immaginiamo l’età aurea di Parigi, la Belle Époque: con i suoi boulevards in festa, gremiti di colori e di abiti sgargianti. Immaginiamo poi l’arte del soffice pastello di un’artista italiano che si ritrova a essere il ritrattista più in voga della Francia. Giovanni Boldini (1842-1931) è stato protagonista di un’appassionante e ben curata esposizione tenutasi nella primavera romana del Vittoriano. Il visitatore viene trasportato nella magica atmosfera parigina tra tulle di sontuosi abiti e sguardi ammalianti di donne ricche e prestigiose. Tra le 160 opere totali esposte spiccano i ritratti lavorati con la tecnica del pastello, che incanta l’ospite come se partecipasse agli eventi dell’epoca. Un parallelo è immediato: pur se con una diversa tecnica Boldini e Tissot si sono influenzati a vicenda e hanno onorato la bellezza di tante damigelle dell’alta società. Tra le opere esposte spicca sicuramente la grande tela dedicata a Ritratto di Donna Franca Florio (1901-1924), capolavoro simbolo della Belle Époque e della Palermo felicissima, in quella che molto probabilmente sarà la sua ultima esposizione pubblica. L’intricata vicenda che aleggia intorno al ritratto ha aiutato a renderla ancora più misteriosa e ricca di fascino.

La dama, appellata da molti come “la regina siciliana”, parlava fluentemente quattro lingue e la sua intrigante bellezza ed eleganza avevano sedotto centinaia di uomini, primi tra tutti Gabriele d’Annunzio e Guglielmo II di Germania, per i quali era rispettivamente l’«Unica» e la «stella d’Italia». Affascinante icona della Belle Époque, donna Franca era anche un’abile imprenditrice e, aiutando il marito Ignazio negli affari di famiglia, contribuì ad accrescere lo splendore del casato Florio e ad aumentare il prestigio internazionale della sua Sicilia. Nel ritratto appare in tutta la sua raffinatezza, con uno scollo delicato accompagnato dalla lunga collana di perle. Anche in questo quadro Boldini è riuscito a esaltare la bellezza femminile con pennellate veloci, capaci di dare movimento al tutto. Il dinamismo concentrico come stilema dell’artista risulta evidente anche nel Ritratto di Rita de Acosta e Ritratto di signora in bianco con guanti e ventaglio.

Analizzando con cura i disegni preparatori il visitatore riesce a rendersi conto di quanta dedizione e minuzia veniva utilizzata da Boldini per omaggiare al meglio le sue dame. Egli riusciva a immortalarle nelle loro grazie rendendole uniche e sfarzose in maniera immutabile sulla tela. La delicatezza del pastello, che segue il fluido tracciato dalla matita dell’artista, è l’elemento artistico che più riesce a creare vitalità alle slanciate figure rosa. Lungo il percorso della mostra inoltre il visitatore poteva sognare di esser soggetto di uno dei ritratti, grazie al gioco di specchi e luci che allestivano le diverse sale. Come una delicata nota finale, il quadro dedicato all’omaggio per eccellenza del genere femminile dei fiori rosa saluta il visitatore per accompagnarlo sulla via dei Fori.

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