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L’importanza del reinserimento: i detenuti e i lavori socialmente utili (soprattutto per loro)

Il fine rieducativo della pena può realizzarsi solo attraverso il reinserimento dei detenuti nel tessuto sociale. Se tale conclusione si può oramai considerare unanimemente affermata, il passaggio dalla teoria alla pratica non è stato così consequenziale. Vari aspetti più o meno diretti (farraginosità delle “innovazioni” sociali; il rifiuto temporaneo del mostro delle “cooperative”; la paura dilagante per il diverso e l’assenza di una visione solidaristica verso l’altro) si sono frapposti nella predisposizione di appositi percorsi di reinserimento.

In direzione diametralmente opposta vi sono alcuni recenti progetti che mirano a riconoscere l’importanza di tali percorsi sotto l’aspetto della specialprevenzione.

Sono di pochi giorni fa alcuni progetti che in alcune delle maggiori metropoli romane si muovono illuminatamente in questa direzione fino ad ora tralasciata o marginale.

A Roma è stata rinnovata la convenzione tra il Comune e il Tribunale finalizzata a permettere che il Giudice adito posso disporre che il reo svolga un lavoro socialmente utile in luogo della ordinaria pena detentiva o pecuniaria.

L’attuazione dell’istituto giuridico della c.d. “messa alla prova” ha trovato non solo conferma nel provvedimento dell’amministrazione capitolina di rinnovo della convenzione con il Tribunale ordinario di Roma, confermandone pertanto l’importanza, ma è stato altresì previsto un aumento dei soggetti coinvolgibili a riprova delle ricadute positive avutesi negli ultimi anni.

È a Torino invece dove si può affermare che lo scopo rieducativo della pena è stato definitivamente fatto proprio dall’amministrazione locale.

La peculiarità del programma di reinserimento sociale previsto per gli ex detenuti del carcere Lorusso e Cutugno risiede nel valore simbolico del locale coinvolto: il bar nel quale gli ex detenuti potranno lavorare per mezzo di una cooperativa non solo è un locale coinvolto in un’inchiesta penale, e pertanto anch’esso coinvolto in un processo di “riabilitazione d’immagine”, ma è anche compreso all’interno del Tribunale di Torino.

Per tali ex detenuti il processo di reinserimento sociale inizierà proprio laddove è terminato il percorso riabilitativo.

 

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