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È morto Azzedine Alaïa, chi era lo stilista che snobbava le fashion week

Era sua abitudine presentare le sfilate al di fuori del calendario dell’alta moda, lontano dalla frenesia della “Fashion week” e senza grandi messinscene. Con i suoi look ha reso bellezze inavvicinabili Grace Jones, Naomi Campbell, Linda Evangelista, Elle McPherson. Alle sue creazioni hanno ceduto persino Greta Garbo, il soprano Jessye Norman, la rockstar Tina Turner. Tra le sue ultime clienti più famose, Michelle Obama.

È morto Azzedine Alaïa,  lo stilista franco tunisino si è spento a 77 anni. Negli anni Ottanta conquistò le passerelle internazionali con i suoi abiti, un connubio di modernità – tagli al laser, di sbieco, zip – e forme super-femminili memori dei suoi studi in scultura e belle arti. Nato a Tunisi nel 1940, si era stabilito a Parigi nel 1957, cominciando come assistente negli studi di Guy Laroche e poi di Christian Dior. Fu la sorella gemella ad avvicinarlo al fashion design. Con lei fin da giovane leggeva Vogue e così si innamorò delle creazioni di Dior e Balenciaga. All’Accademia di Belle Arti a Tunisi studiò scultura e la portò nella moda. Il suo senso del tridimensionale applicato all’abito femminile fu incoronato a New York agli inizi degli anni ottanta, quando diventò il beniamino di star e top model, una su tutte: Naomi Campbell, he ancora oggi per rivolgersi a lui lo chiamava “papà!”.

L’aveva conosciuta da bambina: “Mi fu presentata quando aveva 14 anni da un’altra modella. La presi subito per una sfilata, ma la madre era contraria – ha raccontato lo stilista in un’intervista – Quindi la chiamai, e lei mi disse che avrebbe accettato solo se avessi ospitato la figlia a casa mia. Così, dopo la sfilata, passavamo le serate insieme. Naomi parlava un inglese terribile, che non capivo: quindi chiamavo al telefono la madre, che conosce un po’ di francese, e facevamo assurde conversazioni a tre. In salotto, da soli, mettevo il film Donne di George Cukor e filmati di Josephine Baker. Le dicevo: guarda queste dive, devi imparare da loro”. Sarà un’amicizia per sempre.

Sarà la top model infatti ad aprire e chiudere la sfilata che segna il grande ritorno in passerella di Alaïa dopo 6 anni di assenza, nell’Autunno Inverno 2017-2018 con una nuova collezione Haute Couture rappresentata magistralmente dal ritorno in passerella proprio di Naomi Campbell.

Alaïa e Naomi Campbell

Famosissimo eppure schivo, Alaïa non si era mai adattato ai ritmi del grande fashion business e aveva continuato a produrre come e quando voleva, lavorando di notte, accompagnato da colonne sonore dei suoi film preferiti. Uno stilista per le donne che vogliono il lusso senza eccesso di sfoggio, ma che non disdegnava di produrre anche per il pret-a-porter.

“Posso iniziare a progettare un abito o una giacca per una collezione specifica e finire quella fase dieci anni dopo. opponendo il ritmo superficiale delle stagioni e delle sfilate, sono stato uno dei pochi a osare, a tentare di rompere con questo calendario che disprezza la creazione in favore del rendimento”

Lo stilista con Elle McPherson

About Maria Teresa Squillaci

Maria Teresa Squillaci
Caporedattore Moda&Costume. Giornalista. Ho lavorato a La Stampa, Rai News24 e Sky Tg24. Nata a Roma, ho vissuto a Madrid dove lavoravo come ufficio stampa e social media manager. Scrivo di tutto quello che mi capita, dalla politica, alle sfilate, ai bigliettini di auguri, ma la cosa più difficile che ho fatto è stata scrivere questa auto-biografia. Twitter: @MTSquillaci

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