Home / Architettura / La Tour Montparnasse: futura icona della Parigi del XXI secolo o ennesimo flop?

La Tour Montparnasse: futura icona della Parigi del XXI secolo o ennesimo flop?

La Tour Montparnasse oggi e, in copertina, il progetto vincitore del concorso

Il 19 Settembre 2017, un collettivo formato da tre noti studi di architettura parigini (Franklin Azzi Architecture, Chartier Dalix Architectes e Hardel et Le Bihan Architectes) si laurea vincitrice del concorso per la riabilitazione della Tour Montparnasse, fino alla costruzione del Nuovo Palazzo di Giustizia firmata da Renzo Piano, unico edificio di grande altezza all’interno delle mura parigine.
Il concorso, lanciato nel giugno del 2016, aveva una finalità ambiziosa: ridare a questo manufatto fortemente emblematico, mal riuscito e mai veramente amato dai francesi, il posto che si meritava. Era necessario inventare un edificio piu’ gradevole per le numerose persone che ci lavorano ogni giorno, per i visitatori richiamati dal panorama unico che é possibile ammirare dagli oltre 200 metri di altezza e per tutti coloro che, da quasi tutti i punti di Parigi, volenti o nolenti incorciano lo sguardo con l’edificio che con la torre Eiffel e la chiesa del Sacro Cuore sulla collina di Montemartre, rappresentano lo skyline della capitale francese. In fin dei conti si trattava di far riscoprire e amare questa torre agli abitanti ed ai visitatori di Parigi.

A destra, il progetto dell’olandese OMA, al centro quello del francese Dominique Perrault e a sinistra quello dello studio cinese MAD

Con queste finalità, sette equipe internazionali, tra le quali spiccano OMA, Dominique Perrault e MAD, sono state selezionate per la fase finale del concorso, la cui realizzazione dovrebbe coincidere con l’inizio dei giochi olimpici del 2024 e il cui costo orbita sui 300 milioni di euro, a totale carico dei coproprietari. Addio quindi alla tetra silhouette, vergogna dei parigini, che sovrasta parigi dal 1973. La torre considerata letteralmente  “una verruca nel cielo della capitale” cambierà finalmente d’aspetto. La risposta data dal comitato dei coproprietari della torre è una risposta a coloro che ne reclamavano la demolizione, una soluzione radicale, effettivamente non percorribile, stimata un miliardo di euro. Il collettivo vincitore ha ripensato il manufatto in funzione alla sua relazione con il contesto: i primi tredici piani, che corrispondono alla base della torre, verranno allargati creando una serie di terrazze e giardini pensili, in perfetto stile boeriano, in modo da aggiungere una qualità a coloro che non lavorando ai piani alti della torre non potranno sfruttare della bellezza del panorama. Secondo la giuria il progetto scelto é il piu’ rispettoso del patrimonio urbano esistente e il piu’ ambizioso dimenticando forse pero’ che il successo o il fallimento di un progetto vanno di pari passo con le dinamiche urbane del contesto e fino ad adesso nessuno sembra preoccuparsi di capire cosa succeda nel quartiere una volta spente le luci della torre e del circo mediatico che si creerà intorno alla città di Parigi fino allo scoccare della fine dei giochi olimpici del 2024. Basterà un’operazione di lifting a far cambiare idea ai parigini?

About Bernardo Grilli

Bernardo Grilli
Si laurea in Architettura all’Università Sapienza di Roma. Studia e lavora a Lisbona per tre anni. Dopo una breve parentesi brasiliana approda a Parigi dove attualmente collabora in qualità di architetto per il Renzo Piano Building Workshop.

Check Also

La dimensione architettonica del ponte: Carrilho da Graça a Covilhã

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra. – Ma qual è la pietra che ...