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Le Siavs: cosa sono le Startup innovative a vocazione sociale

Welfare, cultura ed accessibilità. Tali ambiti sono sempre più centrali nei dibattiti moderni invadendo ogni campo della società. Fino a quello delle Startup con le Siavs.

Le Startup innovative a vocazione sociale, riassunte nell’acronimo Siavs, sono cresciute nell’ultimo anno, sebbene con un andamento minore rispetto alla nascita esponenziale di startup che caratterizzano la nostra penisola, con concentrazioni importanti nel nord che solamente il Lazio, tra le regioni del centrosud, riesce a mantenere il passo.

La rilevanza di tale forma d’impresa si manifesta sin dalla loro creazione: basti pensare che sono le uniche startup tra quelle tecnologiche ad avere un’apposita e peculiare definizione.

È anche vero, come spiegano molti esperti del settore, che il numero limitato di startup prettamente specificate come sociali rispecchi da un lato l’effettiva differenza numerica fisiologica tra imprese operanti nel sociale e quelle prettamente for profit, dall’altro derivi dall’esistenza di startup che, sebbene non definite quali Siavs, operano in settori perlomeno contigui, si pensi all’educazione o alla formazione in senso ampio; startup quindi “potenzialmente” di innovazione a vocazione sociale, probabilmente senza saperlo. D’altronde altro punto critico è la stessa concezione di “innovazione” alla base dell’idea di startup: storicamente tale forma d’impresa viene globalmente intesa nell’accezione tecnologica, ma la vera e più penetrante innovazione è proprio quella sociale, come d’altronde da tempo si è accertato negli studi del Terzo Settore.

La fortuna di un tale nuovo strumento di innovazione sociale potrà risiedere nel suo carattere trasversale: solamente una minoranza delle attuali 154 Siavs è infatti manifestazione di cooperative sociali, mentre la maggior parte delle attività ha prescelto la forma della società (prettamente s.r.l.), così da poter combinare gli strumenti economici con lo scopo sociale. Ciò a favorito anche la partecipazione economica di privati, anche professionali, di certo più propensi a finanziare strumenti che rispettino le regole di mercato e più prettamente confacenti al proprio ambito.

Il passaggio ulteriore potrà essere quello di riuscire le potenzialità dei due settori, for profit e not for profit, con appositi strumenti, quali incubatori sociali che possano esser aperte alla miriade di enti, non solo le Siavs indicate ma anche adatto alle cooperative ed alle imprese sociali.

 

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