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L’Auditorium delle meraviglie: arte e musica vanno in scena

Roma- Nel lontano 1992, ai piedi del Monte Parioli fu scoperta una sontuosa villa romana. Nel 2010 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo ha acquistato 161 opere del Maestro Giuseppe Sinopoli, a cui una sala dell’Auditorium è stata dedicata. Grazie al Maestro e alla sua passione per le arti, ha preso vita il Museo Aristaios, letteralmente “il migliore”, con l’accordo di valorizzazione tra il Mibact, Roma Capitale e la Fondazione Musica per Roma. Nella mitologia greca Aristeo era figlio di Apollo e insegnò agli uomini la coltivazione della vite e dell’olivo e l’apicoltura: nell’antica Roma la residenza romana era infatti legata a una serie di attività produttive, in particolare alla filiera dell’olio.

Le opere esposte, importanti reperti di natura archeologica, si estendono da un periodo che va dalla ceramica minoica del 3200 a.C. ad opere d’arte provenienti dalla Magna Grecia del 300 a.C., testimoni di varie fasi di passaggio che hanno determinato la nascita e lo sviluppo delle diverse culture.

In esposizione, in grandi teche trasparenti, esemplari della produzione minoica, micenea, geometrica, corinzia, laconica, greco – orientale, attica a figure nere e rosse, italiota a figure rosse e produzioni ceramiche indigene della Daunia (Apulia). Inoltre, anche un vaso in marmo di produzione cicladica (3200-2700 a.C.), vasellame in bronzo etrusco e magno-greco e una serie cospicua di statuette prevalentemente votive, raffiguranti divinità e devoti, ma anche animali. Di qualità eccezionale i reperti riferibili alla produzione attica: sono presenti opere dei principali pittori a figure nere, tra cui Lydos, il Pittore di Lysippides, esponenti della cerchia di Nikostenes, e dei pittori attici a figure rosse, come il Pittore di Syleus e di Eretria.

Tra i reperti si distinguono, fra gli altri, alcuni pezzi insoliti come un cubo di terracotta dipinta a lati concavi di incerta destinazione d’uso, forse un gioco per bambini o una brocchetta di impasto con beccuccio, forse da identificare con un poppatoio.

Dopo l’escursus nell’archeologia, si aprono le danze per il Museo degli Strumenti Musicali dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, istituito nel 1895 con l’intento di fornire un panorama delle tipologie di strumenti della tradizione sia colta che popolare, sia europea che extraeuropea. Sembra di tuffarsi nel passato alla vista degli strumenti appartenuti alla Regina Margherita di Savoia, 26 esemplari di liuteria, fra i quali spicca una collezione di mandolini di grandissimo pregio. Nell’esposizione è presente anche il preziosissimo violino Stradivari datato 1690, detto “Toscano”, perché parte del quintetto costruito per il Granprincipe Ferdinando de’ Medici.

Una visita in questo posto magico quindi non può certo mancare, prima o dopo uno spettacolo (controllate gli orari di apertura, ingresso gratuito), adatta a tutti e da consigliare a chi vuole approfondire le bellezze artistico-musicali della nostra affascinante Capitale. Enjoy!

About Alessandra Scafuri

Alessandra Scafuri
Giurista da sempre innamorata dell'arte. Ama viaggiare, leggere e fotografare. In borsa porta una penna per scrivere pensieri e emozioni. Secondo lei non dovrebbero mai mancare il sole e il sorriso. Il suo elemento naturale è il mare, che rispecchia la sua personalità.