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L’intervista a Vincent Tesio, il cantante di Vins-t

Roma è al centro di una rivoluzione musicale, con una crescita esponenziale di band emergenti che in poco tempo riescono ad affermarsi a livello nazionale.

Per questo, sul solco di quanto già fatto con i Santelena, abbiamo deciso di intervistare il creatore di un’altra band capitolina emergente, probabilmente ignota ai più ma che si sta ritagliando il proprio spazio nello scenario romano, in ultimo con il concerto realizzato lo scorso 4 gennaio e che abbiamo già riportato sulle nostre pagine

Stiamo parlando dei Vins-t e del suo cantante Vincent Tesio, che si è prestato a una breve intervista.

Vins-T un nuovo Ep e dei live all’attivo in un posto come Locanda Atlantide, qual è il leitmotiv che lega produzione musicale e live per te?

Portare sempre energia positiva al pubblico. Mi capita spesso di andare a serata Open mic in giro per Roma e le volte buone che ricevo i complimenti la persona che mi ferma è li per dirmi: “ Bravo me l’hai fatta proprio prendere a bene!” o “ Grande hai creato proprio una bella atmosfera!”. Non è da poco! Con la mestizia generale che ha contagiato la musica utlimamente…

I testi sono particolarmente legati al contesto romano. Oltre a Roma quali sono le tue fonti d’ispirazione

La post adolescenza. Sono tutte canzoni che ho scritto un po’ di tempo fa nel periodo universitario. Cercavo di scrivere soprattutto canzoni in cui tutti potessero rivedersi… E poi tutto il punk e l’indie rock degli anni 2000.

Negli ultimi anni nel mercato nazionale si è imposta la scena romana: credi che sia un successo duraturo? Hai qualche punto di riferimento nell’attuale panorama musicale dell’Urbe?

Si è proprio vero! Leggevo l’altro giorno un articolo di Repubblica su questo argomento: “Da Mannarino a Calcutta, tra social e palasport avanza la nuova leva romana”. E’ divertente perché in un certo modo li ho visti tutti crescere artisticamente dal rap di Coez al cantautorato di Calcutta. Coez lo seguivo dai tempi di figlio di nessuno e  i Broken Speakers, l’ho visto anche live alla strada e a lo Zoobar. Di Calcutta invece giravano molti video dei live un po’ di tempo fa. Non saprei darti un punto riferimento la mia musica esce un po’ da tutto il panorama musicale degli ultimi anni sono cresciuto tra il Circolo Degli Artisti, dance hall, concerti hard rock e serate anni ’90. Due realtà che però rispetto molto nella scena romana sono e Chiazzetta, il punk autore e I Mostri.


“L’ignaro ignavo”, Neetaly (Aggiungerei “Moretta”) e Erasmus: quanto c’è di te nei testi?

Ma in verità molto poco! “L’ignaro Ignavo” e “Moretta” sono situazioni che ho in parte vissuto ma che ho esasperato in modo che ci fosse una storia con un finale divertente per stupire l’ascoltatore quasi come una barzelletta. Sono molto bravo a raccontare le barzellette! Per Neetaly (dal termine Neet) ho voluto far parlare un Neet per lamentare la situazione dell’occupazione giovanile in Italia, il cambio di testo tra il primo e l’ultimo ritornello lo dovrebbe spiegare abbastanza bene. Erasmus l’ho scritta immaginando una situazione futura, si può dire che l’unica autobiografica sia “Basta Poco” dove ha aggiunto una strofa il mio amico FLAMA.  


Nei tuoi testi vi sono alcuni riferimenti alla scena e all’istanze politiche romane. Qual è il tuo rapporto con loro?

Sono stato molto attivo nei collettivi del liceo e l’Università senza delle “Sara” in particolare in verità. Le donne sono più il motivo per cui ho iniziato a suonare la chitarra, dicono che si acchiappa parecchio… Ho seguito tutte le mobilitazioni studentesche dai tempi delle proteste contro la Gelmini  fino agli ultimi anni della triennale. Verso la magistrale mi sono un po’ allontanato per concentrarmi un po’ di più agli studi. Rispetto molto la militanza ma ad una certo punto mi sono reso conto che equivaleva ad una scelta di vita vera e propria.  

 Qual è l tua formazione musicale?

Ho preso lezioni di pianoforte da piccolo poi ho iniziato a prendere lezioni di chitarra al liceo continuando un po’ con lezioni private e un po’ da autodidatta. Una delle mie insegnanti è stata Armaud che abitava nel mio palazzo ed ha collaborato alla registrazione del brano Erasmus

Il brano che avresti voluto scrivere?

“If you got the money” di Jamie T però in italiano a Roma e nel 2009.

Il brano che non vorresti mai scrivere?

Una canzone dei Pop X.

Cosa pensi dei talent show? Parteciperesti mai a una selezione di X-Factor?

No in verità non sono interessato. Ho guardato una stagione e ammiro molto il format che ti lascia incollato al televisore e molti artisti che vi hanno partecipato. Non sopporterei però di essere valutato da alcuni giudici di X-Factor lo troverei ingiusto. Insomma sono gente che ha avuto successo e sicuramente ha qualcosa da insegnare ma se non hai studiato musica non penso che tu abbia motivo di stare dall’altra parte della scrivania.

Il luogo dove sogni di esibirti?

Sono nato cresciuto nel quartiere di San Giovanni, il concertone del primo maggio rimane il mio sogno nel cassetto…

Per ascoltare gratuitamente tutte le canzoni del primo Ep dei Vins-t:

https://vins-t.hearnow.com/vins-t

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