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Luchino Visconti – Alla ricerca del tempo perduto

Alla ricerca del tempo perduto: una trasposizione in scene e costumi del capolavoro di Proust

Dal 19 febbraio al 19 marzo in mostra alla Casa del Cinema i bozzetti degli allievi del CSC ispirati al grande film incompiuto di Luchino Visconti

Un viaggio alla ricerca di Proust, passando per il suo romanzo epocale e le atmosfere di un immaginario che ispirò il progetto di trasposizione cinematografica mai compiuto da Luchino Visconti. Alla Casa del Cinema di Roma va in mostra dal 19 febbraio al 19 marzo La recherche proustiana vista attraverso le opere degli allievi del secondo e terzo anno del corso di Scenografia e Costume della Scuola Nazionale di Cinema.

 

Diretto da Francesco Frigeri e Maurizio Millenotti con i tutor Carlo Rescigno e Giovanna Arena, il lavoro di pre-visualizzazione ha rappresentato per i ragazzi una grande occasione di confronto con un monumento immenso della letteratura del Novecento. Gli studenti hanno ricostruito ambienti, paesaggi, atmosfere, vestiti da giorno e da sera, seguendo un metodo di lavoro antico, seppure adeguato alla tecnologia di oggi: il bozzetto. Questo strumento rigoroso e preciso è il primo passo verso l’immedesimazione nella storia filmica e ha il compito di raccontare una scena nei minimi dettagli affinché tutti i reparti concorrano a caratterizzare al meglio lo spazio rappresentato.

Le opere in mostra passano in rassegna i luoghi della Recherche come il celebre Grand Hotel Balbec, dove Proust trascorreva le vacanze estive, rappresentato attraverso i diversi stili degli allievi: la terrazza sul mare di Giuliana Pavesi ha una luce dorata al tramonto che strizza l’occhio alla pittura impressionista, mentre la stanza di Marcel di Cristiana Di Giampietro è un connubio tra un’alcova del rinascimento e una anonima stanza parigina di fine ottocento. Il ristorante elegante sulla costa di Marta Montani gioca sull’alternanza tra il tratto e il colore per restituire alle spiagge proustiane il sapore della memoria e del riflesso della luce.

 

Anche i personaggi del romanzo rivivono grazie alla precisione nei dettagli dei giovani costumisti della Scuola. Il volto altero e bellissimo di Oriane de Guermantes trova la giusta connotazione nel disegno di Silvia Romualdi, che usa il filtro del Ritratto della marchesa Luisa Casati realizzato nel 1908 da Giovanni Boldini, per colpire dritto come un’occhiata fugace. Da un parte la verosimiglianza e la naturalezza del costume in sé, dall’altra il carattere del personaggio che lo indossa colto nei suoi tratti e nel suo portamento. Come l’Odette très charmante di Francesco Ceo, che usa di nuovo Boldini come riferimento diretto, prendendo in prestito il noto Ritratto di Lady Colin Campbell della National Portrait Gallery di Londra, datato al 1894.

 

Ognuno dei bozzetti della mostra ha una sua precisa connotazione stilistica, frutto dell’assemblaggio di citazioni, invenzioni e conoscenze che hanno contribuito a ricreare il clima intenso dell’epoca in cui il romanzo è ambientato. Quella stessa intensità che guidò Luchino Visconti, al quale la mostra è dedicata, nella preparazione meticolosa di Alla ricerca del tempo perduto, probabilmente il più noto incompiuto della storia del cinema.

 

CASA DEL CINEMA
Spazio culturale di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale
Gestione Zètema Progetto Cultura
Direzione Giorgio Gosetti
in collaborazione con Rai; Rai Cinema 01 distribution
INDIRIZZO Largo Marcello Mastroianni, 1
INFO tel. 060608 www.casadelcinema.it www.060608.it
INGRESSO GRATUITO

About Giangiorgio Macdonald

Studioso di diritto ma appassionato di arte e di beni comuni, ed in generale di tutto ciò che è cultura ed innovazione sociale, cerco di conciliare tali ambiti che, in realtà, non sono così distanti

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