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Quattro detenuti diventano guide culturali a Milano

Quattro detenuti sono diventati guide culturali a Milano, a fianco di tutor museali volontari grazie a un progetto di reinserimento sociale, promosso da DentroFuori Ars e realizzato in collaborazione tra la Casa di reclusione di Milano Bollate, il Touring Club Italiano e il Comune di Milano.

Tutte quelle volte che ci perdiamo e disperdiamo, planando nel vuoto senza mai cadere davvero sentendoci di vivere senza sapere di vivere davvero, di essere senza sapere come e cosa essere, di dover volere qualcosa ma senza volerla dovere abbiamo generalmente due presunti scenari, planare per sempre nella speranza recondita di cadere davvero un giorno o ritornare a vivere quello che non pensavamo potesse vivere più con un progetto, un’idea condita di voglia di farcela davvero. A questo momento di assoluto entusiasmo gasato e pieno di quasi stupefacente delirio di onnipotenza generalmente segue il classico SBEM! Fallimento, poi planare senza cadere, poi idea e ancora SBEM! Così in tondo finché un giorno, succede, qualcuno ci crede.

Questo è quello che è successo ad alcuni detenuti del carcere di Bollate che hanno avuto la possibilità di uscire dal cerchio magico e criptato che si è a lungo alimentato di silenzio nichilista e staticità. “Nelle carceri ci si sente inutili – spiega Julian Dosti, albanese, in carcere da diversi anni – Si capisce di non contare per la società, e quindi essa non conta per i detenuti”.

Per svincolare questo binomio micidiale, il Touring club italiano (https://www.touringclub.it/chisiamo/chi-siamo) con il Comune di Milano, lo scorso dicembre ha rotto simbolicamente le catene con lo strumento più potente, l’arte. Parte così una iniziativa pilota di tre mesi che comprende un primo corso di formazione culturale a quattro detenuti e un successivo momento di attività di volontariato culturale già svolte nella chiesa di San Fedele e nella Casa Museo Boschi Di Stefano dove i detenuti hanno potuto accogliere e assistere il pubblico dei visitatori, insieme ai propri tutor. Julian Tosti commenta ancora “questo progetto che ci ha arricchito e avvicinato alla gente, vincendo il reciproco pregiudizio”.

Il gruppo di detenuti è solo un apripista e si progetta prossimi mesi il coinvolgimento di altri detenuti reclusi di Milano Opera. “Mi piacerebbe allargare il progetto nelle carceri di ogni regione -dice Patrizia Rossetti, presidente di DentroFuori Ars – ci sono molti detenuti che vogliono riscattarsi e dobbiamo dare loro questa progetto pilota reinserimento sociale”.

Basta planare, lasciamo alla bellezza salvare il mondo e tutti noi.

About ana sbutega

ana sbutega
Laureata in Lingue e poi in relazioni internazionali, sempre mille lavoretti qua e là, da hostess, baby sitter a ONG, Nazioni Unite e ora il mondo delle costruzioni in affari internazionali. Nata in Montenegro, fuggita dal conflitto in Italia poi dalla noia a Madrid, Mosca, un po’ Buenos Aires, Los Angeles, Serbia, poi di nuovo Roma e poi chi vivrà vedrà. Ho una mamma ortodossa, un papà cattolico, un cognato israeliano ed ebreo, una cognata coreana e tre cittadinanze. Se mi chiedi “di dove sei”? Non so rispondere, inizio a sudare e mi viene la stramaledetta fronte lucida. Anche per questo mi occupo di questioni di geopolitica internazionale, analisi di politiche identitarie e immigrazione.

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