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Commodore 64 Day. Intervista a Diego K. Pierini

Il Commodore 64 è un oggetto mitico, la console di ieri ma soprattutto di domani. Abbiamo intervistato Diego K. Pierini che insieme a Emanuele Martorelli ha ideato, concepito e diretto l’evento che celebra questo oggetto meravigliosamente nerd, il C64Day- Previsioni sull’oggi da un computer di ieri.

Apparso sul mercato nel 1982, il Commodore 64 ha segnato l’immaginario collettivo di diverse generazioni. Su questa macchina è stata concepita una moderna idea di musica, software e videogioco, per non parlare delle esperienze cinematografiche e letterarie. Un home computer dove sperimentare un’idea diversa di presente. Una scatola a prezzi modici su cui si è immaginato qualche tipo di futuro, con una spinta in prospettiva tanto forte da vantare una scena ancora attiva.

Abbiamo intervistato Diego K. Pierini che insieme ad Emanuele Martorelli ha deciso di celebrare il Commodore 64 organizzando il Commodore 64 Day. Al Santeria Social Club di Milano, scrittori, giornalisti e musicisti interverranno per raccontare come questo computer abbia segnato l’approccio con il proprio lavoro attraverso incontri, performance e proiezioni, in un evento tra live set e narrazione. Il c64 day è un ponte tra passato e presente, una riflessione sull’oggi attraverso una macchina di ieri. Che ha insegnato a superare in maniera creativa i propri limiti, nell’alt(R)a qualità degli 8bit.

-Il tuo primo approccio al Commodore 64 e il ricordo più caro che leghi a questo oggetto?

Giunto chiaramente alla fase declinante dell’esistenza, le mie memorie sono confuse – e piuttosto spixellate – si sovrappongono, però, alcuni flash: cene da amici di famiglia i cui figli mi facevano sbavare mostrandomi cubettosi giochi di calcio cui non avrei giocato perché il joystick era puntualmente rotto, scatole di scarpe piene di nastri copiati e afrore residuo di calzino adolescenziale. Una parabola piuttosto esemplare della vita: grandi aspettative, legge di Murphy, un bel po’ di cattivi odori.

-In che modo il Commodore 64 ha segnato il tuo lavoro/la tua creatività?

La weltanschauung a 8 bit, fatta di contenuti grezzi e un po’ naif da completare con un ponderoso sforzo immaginativo, ha segnato inesorabilmente il mio percorso, sia nella sfera creativa – che è un ticchettante crogiolo pop e melanconico in cui mi perdo come un’allodola dietro lucine e colori fluo – sia in quella più strettamente lavorativa, dato che sono finito a tradurre videogiochi e masticare linguaggi digitali e affini. Ma soprattutto nella sfera erotica, che è rimasta inchiodata a un rapporto diadico col joystick.

-Come hai scoperto di avere questa passione in comune con Emanuele Martorelli ideatore dell’evento e insieme a te direttore artistico del C64Day?

Ci siamo conosciuti alla presentazione del mio ultimo libro, “Vite infinite”, testo pop semiserio sulla parabola di giochi e giocatori, dove Emanuele, che il Commodore l’ha vissuto in modo più artisticamente produttivo rispetto a me, aveva l’ingrato compito trasformare una conversazione potenzialmente dedicata solo a Bionic Commando e alla semiotica della spada laser in qualcosa di più interessante. C’è riuscito, ricorrendo anche a tecniche di comunicazione evolute quali lo spegnimento del microfono.

-Come è stato organizzare questa giornata, come è nata l’idea?

 Un giorno Emanuele mi invita a pranzo e mi dice di aver avuto una visione: un evento che parli della contemporaneità, ma dedicato al Commodore 64. L’idea pare bislacca, ma c’è del genio: mi lascio coinvolgere con entusiasmo. Dopo un paio d’ore di brainstorming, ci è esploso tutto in mano: temi, nomi, spunti, scintille. Ci siamo guardati pensando che forse stavamo esagerando e… no, non è vero: non l’abbiamo pensato neanche per un minuto. Va da sé, le settimane seguenti sono state un complicatissimo andirivieni di telefonate, bozze di scaletta, qualche porta chiusa in faccia. Ma noi ci siamo fatti le ossa aspettando i caricamenti del Commodore, quindi altro che zen.

-Come penseremo al C64 Day nel futuro?

In quelle tecnologie passate c’è in primis una visione della realtà creativa, un flusso di pensiero, tecniche di espressione inesplorate: non vogliamo solo analizzare, tantomeno ricordare. Vogliamo lanciare una sfida: recuperarne lo stupore, l’amore per il superamento degli argini, per l’invenzione dove pare non essercene. Quindi la speranza è che questo evento metta in moto nuove esperienze creative che riscrivano lo spazio di cui parlare in una manifestazione futura. Forse non sarà più C64. E forse neanche Day.

 

INFO EVENTO

La giornata:

 Il C64Day è un evento che tenta di ricollegare passato e presente interrogandosi sul futuro. Dalle ore 15.00 autori, musicisti, giornalisti e addetti ai lavori si alterneranno offrendo testimonianze dirette sul proprio lavoro con incontri, performance e proiezioni. Una lente di ingrandimento su un’invenzione che ha stimolato per anni la creatività del pubblico, e ancora non del tutto esaurita. A celebrare una spinta dal basso durata quattro decadi che ha visto coinvolti milioni di utenti nella creazione appassionata di una qualche idea.

Dove:

Santeria Social Club.  Una grande piazza indoor, una factory creativa, lo spazio di viale Toscana 31 si inserisce nel piano di rilancio delle aree di interesse culturale e sociale voluto dal Comune di Milano. SSC è un modello unico di intrattenimento, impresa e lavoro, con altissime finalità produttive, culturali e ricreative, per tutta la città.

Intervengono:

Rocco Tanica –tastierista, scrittore, conduttore televisivo
Makkox – fumettista, autore (Propaganda Live, La7),
Kenobit – alias Fabio Bortolotti, musicista chiptune e organizzatore eventi tra Italia ed estero

Matteo Bittanti – scrittore, docente, giornalista (Rolling Stone, Wired, curatore della collana Ludologica)
Emilio Cozzi – giornalista e autore (Wired, Rolling Stone, Il Sole 24 Ore)
Federico Ercole – “il Manifesto”, curatore “Alias”
Andrea Minini Saldini – direttore IGN Italia, ex direttore “Giochi per il Mio Computer”
Lorenzo Fantoni – Fondatore di “N3rdcore”, collaboratore de “La Stampa” e “Wired”
Carlo Santagostino – Fondatore di Retrocampus, ex redattore di Zzap! e The Games Machine
Bonaventura Di Bello – blogger, programmatore, ex direttore Zzap! e The Games Machine
Paolo Tortiglione – compositore informatico, docente di Film Composing al Cons. Giuseppe Verdi di Milano
Diego K. Pierini – Scrittore e autore televisivo
Emanuele Martorelli – scrittore, musicista, giornalista (starmale.net, Fatto Quotidiano, Vice Italia)
Retroedicola Videoludica – associazione di divulgazione della cultura del videogioco

Durante l’evento sarà possibile utilizzare il THEC64® Mini sviluppato da Retro Games Ltd e distribuito da Koch Media, la console in miniatura che segna il ritorno di un’icona.

C64 DAY

Idea&Concept: Emanuele Martorelli

Direz. Artistica: Emanuele Martorelli e Diego K. Pierini

 

 

 

 

About Cecilia Gaudenzi

Nata nel 1991 a Roma dove vivo e che amo, odio, amo. Sono laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali e il mio colore preferito è il viola. Appassionata di arte da sempre, lei l'origine di tutto: musica, cinema, letteratura e serie tv. Non ci sarebbe arte senza l'uomo, ecco perché confido nel suo potenziale. Secondo un proverbio "La curiosità uccide il gatto" io spero proprio di no, amo i felini e sono più curiosa di loro. Mi piace conoscere, capire, raccontare.

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