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Viaggio noir fra i monumenti e l’arte cimiteriale di Milano

La guida turistica Valeria Celsi organizza tour fra i luoghi meno conosciuti del Capoluogo lombardo

C’è un angolo di Milano sconosciuto ai più, dove è possibile scoprire storie noir e paesaggi misteriosi, un viaggio insolito fra l’arte cimiteriale e i luoghi dove riposano i defunti. Per la verità tanti sono i cimiteri in giro per l’Italia, ognuno con le sue vicende e i suoi aneddoti, ma non tutti sanno che essi raccolgono opere artistiche di sopraffina qualità. Dal Monumentale di Milano, al Verano di Roma, da quello di Sassari a quello di Vigevano (l’unico senza una facciata, dove la parte antica è stata inglobata da quelle successive). Tutti luoghi dove poter respirare storie di vite vissute, stranezze e curiosità, con un tocco di ironia per nulla cupa. A fare da tramite – o meglio da guida – è Valeria Celsi, titolare del blog ‘Percorsi d’arte funeraria’. “Sono visite abbastanza diverse – racconta – vanno dalle storie sui fantasmi alla cronaca nera, dalla peste ai templari. Il Monumentale è un cimitero che conosco bene perché è lì che ho svolto il servizio civile. Sono visite generiche per chi non lo ha mai visto. O più specifiche, basate su tematiche che riguardano la moda. Ci sono infatti tombe con immagini di uomini o donne dell’800”. È grazie a questi monumenti che possiamo vedere il vestiario dell’epoca, capire l’importanza di una famiglia dalla maestosità della tomba, o anche il peso artistico dei monumenti anonimi, circondati da un alone di mistero.

 

 

“Mi piace scoprire la storia di qualsiasi persona dalla tomba”, aggiunge Celsi. “Spesso riesco a capire chi erano, facendo anche delle ricerche dall’anno di morte di una persona. Per me i cimiteri sono come un libro”. Le famiglie ricche infatti amavamo mostrare il loro status sociale non soltanto in vita, ma anche da morti tanto da ingaggiare artisti – anche famosi – per costruire imponenti tombe. Monumenti spesso usati come vetrina, dove gli artisti apponevano la propria sigla sulla lapide. Una netta differenza rispetto a oggi, dove le tombe sono anonime e tutte uguali e le grandi città si fanno concorrenza nel gioco “dimentica” il morto. Una partita di sicuro a cui non partecipano i piccoli centri, ancorati alle vecchie tradizioni e ai ricordi dei cari scomparsi. Purtroppo, come sottolinea la Celsi, a partire dalla II Guerra Mondiale l’arte funeraria è considerata molto meno, quasi non esiste più. “Se all’inizio c’era stato un avvicinamento verso la morte, oggi ci siamo staccati”, dice la guida turistica. “Si va meno al cimitero per pregare, si portano meno fiori. Nei paesi è diverso, a Milano, parlo per esperienza personale, questa abitudine è meno sentita. Al cimitero si va giusto nel periodo dei morti. Ma, ad esempio, questo a Vigevano è più sentito. Pensiamo che ci sono alcune famiglie che pagano i fioristi esterni per mantenere i fiori delle tombe e pulire le lapidi, poi magari loro vengono 1 volta ogni 3 anni a trovare i propri cari morti”. Dunque, per un itinerario insolito, ma dal volto affascinante, è possibile seguire Valeria Celsi fra i suoi innumerevoli tour, a cominciare da quello al Monumentale di Milano ‘casa eterna’ di personaggi famosi come Alessandro Manzoni, Dario Fò, Filippo Tommaso Marinetti, Arturo Toscanini, Alda Merini solo per citare alcuni. Non resta che mettersi in cammino.

About Alessandro Moschini

Giornalista campestre non praticante, viaggiatore interstellare e frequentatore di pianeti in altre dimensioni insieme alla mia fidissima psicogatta (purtroppo non molto socievole). Amo avere una visione olistica delle cose, e ho una credenza deistica personale dell'universo. Ho serie difficoltà nello scegliere la mia serie tv Netflix preferita, brano musicale o film, ma sicuramente la medaglia d'oro nella competizione scrittori va a Bukowski. Per tutto il resto c'è Marx.

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