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L’Orchestra di Tor Pignattara vince il Best Practices Award: un successo su più fronti

L’Orchestra di Tor Pignattara è un progetto di solidarietà e integrazione, è una bella storia da raccontare mentre si ascolta la loro musica, esuberante e travolgente.

Le voci, i suoni e i colori dei ragazzi dell’Orchestra di Tor Pignattara, “immigrati di seconda generazione” e “romani”, tra i 13 e i 18 anni sono il simbolo della Roma che vuole lanciare un felice messaggio di rinascita e cambiamento. Il teatro del Lido di Ostia li aveva ospitati poche settimane fa per una serata evento davvero speciale e ricca di emozioni per grandi e piccini, mentre adesso questi ragazzi vincono la seconda edizione del “Best Practices Awards- Mamma Roma e i suoi figli migliori”, la cui premiazione si è svolta a Testaccio nel giorno del Natale di Roma.

Per la sezione “Roma accoglie bene” l’Orchestra ha visto riconosciute le proprie qualità e la buona riuscita del progetto volto all’integrazione dei ragazzi che la compongono. L’Orchestra è nata nel 2012 grazie all’idea di Domenico Coduto, produttore e musicista di Benevento che si è trasferito in uno dei quartieri più multietnici di Roma. I ragazzi sono diretti da Pino Pecorelli, una delle anime fondatrici dell’Orchestra di Piazza Vittorio, alla direzione musicale di questa avventura multietnica che raduna giovanissimi musicisti provenienti da Italia, Egitto, Senegal, Eritrea, Nigeria, Cuba, Argentina, Perù, Bangladesh, Filippine.

L’Orchestra racchiude ben 14 paesi riuniti nelle personalità di questi “nuovi italiani”.

La professionalità dei giovani artisti si evince dalla passione con cui scrivono i testi, animati dalla volontà di denunciare le difficoltà dei nostri tempi: razzismo, discriminazioni e degrado sono spazzati via a ritmo di rap con le loro note. Pur essendo giovani hanno partecipato a diversi concerti tra cui al MAXXI di Roma alla presenza del Ministro dell’Integrazione, al TedxRoma e al festival Arezzo Wave, al MACRO di Roma, ricevendo il Premio Simpatia consegnato in Campidoglio ed il premio Cultura Contro le Mafie al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza.

“Basta! Non sopporto più la falsità di questa società che non accetta la diversità” è una strofa della canzone “Under”, inno della lotta alle emarginazioni che conducono tutti insieme questi ragazzi.  Contro la violenza, oltre qualunque barriera socio-culturale, i ragazzi si impegnano nella creazione di musica di buon livello che dona emozioni a chiunque li ascolti.

Spero che durante la lettura vi sia venuta voglia di ascoltare un loro pezzo…Perché chi lotta incessantemente contro le emarginazioni vince!

“Non esiste un vincitore né un perdente”, ma questa volta i veri vincitori sono loro! Complimenti a questi ragazzi, la cui ironia e bravura può riuscire sempre più a conquistare il cuore di tutti, oltre ogni pregiudizio.

Underrate, non non credo
dopo tutti st’anni
ancora la storia del nero?
ma siamo al medioevo
non mi sento sottomesso
il colore non è lo stesso allo specchio
ma poi noti che spesso
l’accento è da Roma che provengo
la situazione non mi è chiara
sparando i pregiudizi
io finisco l’amatriciana
me ne torno a casa direzione Lido
passando per Magliana
diamine lo so che non è facile
tornare a casa mia, ma c’è sciopero a Piramide
non è che non mi tange,
non è che non è importante
ma preferisco andare avanti
che dar retta a qualche ignorante
non fate i bigotti
so’ cresciuto coi cucchiai di Totti
i film di Alberto Sordi
ed acquista un po’ di raziocinio
aguzza la vista
per venirti incontro parlo la tua stessa lingua

About Alessandra Scafuri

Giurista da sempre innamorata dell'arte. Ama viaggiare, leggere e fotografare. In borsa porta una penna per scrivere pensieri e emozioni. Secondo lei non dovrebbero mai mancare il sole e il sorriso. Il suo elemento naturale è il mare, che rispecchia la sua personalità.

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