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I 30 anni della Biblioteca Nazionale di Francia

Il 14 Luglio del 1988 il presidente francese François Mitterand, da poco rieletto per la seconda volta, annuncia la creazione di una très grande bibliothèque, di quella che per lui dovrà essere la più grande biblioteca del mondo

Sulla lunghezza d’onda dei suoi predecessori, da Napoleone III a Valéry Giscard D’Estaing, passando per Charles de Gaulle e George Pompidou, mantenendo una tradizione quasi da monarchia assoluta, il primo presidente socialista della quinta repubblica lancia il concorso di una maestosa biblioteca. L’era dei grands travaux dell’era Mitterand , nel 1988 era già in pieno corso: l’anno precedente era stato inaugurato sulla riva sinistra della Senna l’Instituto del Mondo Arabo firmato dall’architetto francese Jean Nouvel e nel frattempo, al Louvre, la piramide di Ieoh Ming Pei e l’Opera Bastille disegnata da Carlos Ott non avevano ancora visto la luce.

Il bisogno di una nuova biblioteca, in effetti, era urgente: la vecchia Biblioteca Nazionale in rue Richelieu, nel pieno centro di Parigi, era sull’orlo di una asfissia di personale e le richieste di nuovi volumi e i tempi di attesa per consultarli erano diventati intollerabili. Alla fase fase finale del concorso verranno ammesi 20 progetti (il presidente della giuria è I.M.Pei), tra i quali merita citare i progetti di Mario Botta, Alvaro Siza e Rem Koolhas; l’architetto olandese stupisce tutti immaginando un cubo trasparente di cento metri di altezza con all’interno un intricarsi di pieni e di vuoti, che si sovrappongono alla maniera di una scultura astratta. Alla fine il progetto vincitore, che verrà scelto personalmente dal presidente francese, sarà quello di un giovane sconosciuto, Dominique Perrault. Della sua proposta, Mitterand apprezza il rigore, la purezza quasi classicista: quattro alti volumi a forma di libro aperto, disposti intorno ad un giardino centrale. L’architetto stesso descrive il suo progetto come fosse un chiostro di un monastero, circondato dai quattro campanili di una chiesa chiamata conoscenza. Lo studio di Perrault all’epoca contava solamente otto collaboratori che, sull’onda della vittoria del concorso, si moltiplicarono rapidamente fino ad arrivare, nelle fasi più complicate dello sviluppo del progetto, a centoventi.

Il progetto, che per la parte pubblica si sviluppa sottoterra, prende luce dal “chiostro” centrale, un parco vero e proprio di un ettaro concepito da Perrault insieme al paesaggista Erik Jacobsen. Questo spazio centrale viene pensato come un pezzo di foresta vergine, come un moderno giardino dell’Eden, quindi assolutamente inaccessibile ma visibile dalle quattro grandi facciate sulle quali volgono le 24 sale di lettura.

La biblioteca sarà il primo edificio pubblico francese ad essere munito, già dalla sua inaugurazione nel 1996 di computer per l’accesso pubblico alla consultazione dei volumi, proiettando il circuito bibliotecario francese ed il suo sitsema informatico Gallia tra i più avanzati dell’epoca. La torre dei Numeri, la torre delle Leggi, la torre dei Tempi e la torre delle Lettere sono i quattro volumi pensati per stoccare i 14 milioni di documenti sui 40 totali conservati della biblioteca di francia e che fanno parte dello skyline di questo pezzo di città.

Per l’occasione la  La Bibliothèque nationale de France accoglie una esposizione, concepita e realizzata dallo studio di Dominique Perrault per ricordare i 30 anni dal concorso.

 

About Bernardo Grilli

Si laurea in Architettura all’Università Sapienza di Roma. Studia e lavora a Lisbona per tre anni. Dopo una breve parentesi brasiliana approda a Parigi dove attualmente collabora in qualità di architetto per il Renzo Piano Building Workshop.

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