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Merkel appesa a un filo

Le ore più importanti per l’Unione Europea e Angela Merkel

Sono le ore più importanti per l’Europa intera a Angela Merkel da almeno un decennio a questa parte. Escludete il richiamo alla Brexit, la questione in questo caso non è esclusivamente legata al mercato, ma alla stessa esistenza dell’Unione Europea. I circoli progressisti per anni hanno sostenuto, foraggiati da un acritico esercito di intellettuali, l’idea che la globalizzazione e l’immigrazione fossero le basi comunitarie. Nulla di più sbagliato. Lo rivelano i fatti e le curve di andamento economico (si veda figura 1 e richiamo). L’Europa immaginata e voluta da èlite più o meno legittimate sta per morire per colpa degli errori di chi l’ha guidata a livello dottrinale negli ultimi vent’anni.

globalizzazione grafico ricchezza

La CEE e l’Unione Europea infatti nascono da un altro disegno, avverso al progressista pensiero continentale, ideato dai 3 padri fondatori cattolici. Cattolici e quindi abituati al dialogo e non al senso di superiorità intriso nelle non risposte dell’elite progressista. Tre cattolici, tre uomini di frontiera, tre perseguitati dalle dittature nazifasciste: il francese Robert Schuman, il tedesco Konrad Adenauer, l’italiano Alcide De Gasperi; questi sono i padri fondatori dell’Unione europea.

ACCORDO SUI MIGRANTI O FINE – Giambattista Vico teorizzo la circolarità della storia ben quattro secoli addietro. Ora come nel caso dell’Impero Romano anche l’Unione Europea rischia di cessare di esistere a causa di migrazioni. Infatti, se non si troverà un accordo europeo sulla gestione di rifugiati e migranti economici il prossimo vertice rischia infatti di scatenare un disastroso effetto domino che alla fine potrebbe travolgere l’intera costruzione europea. I rischi del disaccordo sono ampio raggio e la probabile chiusura delle frontiere tedesche e a cascata austriache vedrebbe l’Italia di fatto esclusa da Schengen.

Se salta Schengen, il mercato unico non tiene e la vita dell’euro diventerebbe più precaria. Le 4 libertà fondamentali dell’Unione Europea cesserebbero di esistere e tutto si complicherebbe irrimediabilmente.

 

NEL BUNKER DI ANGELA – Chissà se tre anni fa, quando con un gesto unilaterale decise di aprire senza limiti le porte della Germania ai profughi siriani in fuga dalla guerra, Angela Merkel avrebbe immaginato di bruciarsi la carriera, di stravolgere gli equilibri politici del paese rischiando di spaccare l’alleanza Cdu-Csu. La CDU infatti senza CSU non ha alcuna possibilità di governare. Nella sua storia non l’hai mai avuta.

La Csu non ammette più strappi all’impostazione conservatrice e perciò forte del Ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer ha posto una condizione alla durata del governo della merkel ossia il rifiuto di ogni accordo su nuovi migranti in Germania.

L’ITALIA S’E’ DESTA? –  Dimenticatevi l’Italia di Berlusconi forte di Russia e Usa e sbeffeggiata da Bruxelles. Dimenticatevi l’Italia dei governi PD, troppo impegnati (con l’eccezione di Minniti e Gentiloni) a piacere a chi non avrebbe perseguito nulla se non interessi stranieri. Questa volta l’Italia di Giuseppe Conte si presenta con un atteggiamento duro al tavolo negoziale: vuole un accordo europeo (e con Berlino) ma minaccia di porre il veto qualora le sue buone ragioni siano ignorate. Il neo governo “sovranista o quasi” si dice disposto a metter un freno ai cosiddetti movimenti secondari dei rifugiati già registrati in un paese Ue, Italia in prevalenza, ma in cambio pretende il riconoscimento della responsabilità condivisa sui salvataggi in mare: chi arriva in Italia di fatto sbarca in Europa, quindi i migranti che non avranno diritto a restare andranno rimpatriati con i fondi Ue ma quelli che hanno diritto di restare andranno distribuiti almeno tra gli altri paesi rivieraschi del Mediterraneo. La posizione italiana è corretta e le labili voci interne di protesta appartengono a chi dall’immigrazione ha guadagnato e molto. Non mi riferisco naturalmente ai movimenti antagonisti, i quali sono gli unici oppositori della nuova posizione italiana non per convenienza economica, ma per ideologia. Finora scarica tutti gli oneri sul paese di prima accoglienza fa troppo comodo a troppi paesi.

L’ITALIA COME UN CARCERE? – Il Presidente Macron che spesso su richiama all’ideologia che ha guidato e condotto l’Europa degli ultimi vent’anni, sebbene faccia proclami umanamente ineccepibili, nella pratica ha sostenuto un governo sotto al Presidenza Hollande che a Calais ha compiuto cariche a suon di lacrimogeni sui migranti e che da Bardonecchia a Ventimiglia si è dimostrato, per usare un eufemismo, “poco attento ai diritti basilari dei migranti”.

Il piano francese vorrebbe fare dell’Italia il più grande centro europeo di detenzione dei migranti, naturalmente foraggiato con aiuti Ue in denaro e personale di smistamento. Un piano che farebbe dell’Italia un nuovo Libano. E sappiamo che il Libano è stato distrutto dai campi profughi, anche in quel caso ineccepibili a parole, che lo hanno portato a decenni di guerre civili e un’instabilità che da Montecarlo del Medio Oriente lo hanno trasformato in un Paese sempre sull’orlo di crisi economiche e militari.

L’Europa è aggrappata a un soffio. A salvarla e a doversi salvare in prima persona dovrà essere la Merkel pena il tramonto sull’intera Europa o una nuova alba, di cui non si vede al momento un solo bagliore.

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