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Salariaè, Terra di Amatrice e la Via del Sale per ripartire dall’emergenza terremoto

Sono ormai passati quasi 2 anni dal terremoto che ha sconvolto l’intera Italia centrale, distruggendo non soltanto muri ed edifici, ma anche le vite di coloro che abitavano tali paesi, trovatosi improvvisamente senza un tetto sulla testa e costretti ad abbandonare i posti che hanno vissuto ed animato per tutta una esistenza.

Se le ricostruzioni “ufficiali”, mattone per mattone, procedono ad una propria velocità (diversamente considerata a seconda del punto di vista con il quale la si analizza; diatriba estranea allo scopo di questo articolo), si è verificata un’immediata nascita di vari enti no profit, costituiti da indigeni messisi in prima linea per il recupero delle proprie terre e rispondere all’emergenza terremoto.

Una deiscenza spontanea nell’origine e nelle peculiarità, intrisa di quello spirito di solidarietà che marchia, volenti o nolenti, il popolo italiano.

Nel florilegio di tali manifestazioni, sapendo di narrare una storia solamente parziale, carente del giusto rilievo che meriterebbero tutti gli enti che, in base alle proprie possibilità, stanno cercando con tutte le proprie forze di far rinascere le comunità locali, si vogliono narrare alcune realtà che, per conoscenza diretta o per ritenute peculiarità, meritano una specifica menzione.

Tra queste vi è la Terra di Amatrice Onlus, uno degli enti nati dopo il terremoto e tra le più attive realtà nel territorio reatino. Non solo l’emergenza abitativa, ma anche il recupero di zone nevralgiche per la vita del paese come i luoghi di culto e specifici centri di aggregazione rappresentano i principali progetti posti in essere dalla Terra di Amatrice Onlus per ricreare immediatamente un presente per la comunità locale; al “futuro” invece guarda il finanziamento del Progetto di recupero Agro-alimentare avviato in collaborazione con l’Università della Tuscia e volto a premiare gli studenti che si distingueranno con progetti di sviluppo per la Conca Amatriciana (già oggetto di intervento della stessa Onlus in un altro progetto).

Altra realtà sorta per rispondere allo stato di emergenza è la Via del Sale Onlus, un ente di cui abbiamo già parlato nato dall’iniziativa di donne e uomini diversamente connessi alla terra di Cittareale ma che ha esteso la propria attività anche a comuni limitrofi (come nel caso del progetto “Una casetta per Aurora”, volto a dare una sistemazione adeguata alla 14enne originaria di Colleposta, frazione di Accumoli, che praticamente dalla nascita soffre di alcune patologie necessitanti di continua assistenza).

L’Onlus è riuscita a raccogliere più di 300mila euro e a fornire 40 casette per dare un tetto sulla testa agli sfollati, oltre a finanziare di diverse attività locali essenziali per cercare di riportare alla “normalità” la vita degli abitanti. È il caso della macelleria incentrata sullo slowfood o del progetto “un parrucchiere per amatrice” per garantire tale servizio gratuitamente ed a domicilio agli abitanti dei comuni colpiti dal sisma.

Infine, ma solamente per il più recente rilievo che ha avuto la sua iniziativa, non può non citarsi l’attività del Consorzio Salariaè, promotore del progetto “Alte terre – La natura su misura”.

Tale progetto mira a rilanciare le economie locali avvicinando gli italiani ai territori sconvolti dal terremoto del 2016 mediante una filiera che promuova le eccellenze locali autoctone.

Le 21 aziende costituenti il Consorzio, dislocate nelle 4 macro aree di oltre 600 chilometri quadrati che coinvolgono il progetto, propongono così tour enogastronomici basati sui tipici piatti locali e gite fuori porta per ammirare le bellezze e i paesaggi incontaminati che percorrono l’Italia.

Nell’ambito delle diverse iniziative è stato proposta l’idea di un “pic-nic diffuso”: “cestini” con all’interno le eccellenze enogastronomiche che i turisti potranno comprare per gustarseli di ritorno alla propria città oppure direttamente in loco, soggiornando in stabilimenti aderenti all’iniziativa.

Esperienze che mostrano come enti nati dal basso, figli della sventura che li ha colpiti e che vogliono, con le proprie forze, ricostruire il loro habitat, siano la vera forza motrice di questi territori, il cui andamento bifasico pubblico-privato potrebbe volgere ad un’effettiva e rafforzata partecipazione attiva delle associazioni nelle stesse decisioni pubbliche, dando il contributo essenziale per un’effettiva consapevolezza delle peculiari necessità di ricostruzione, fisica ed identitaria.

Di seguito i link alle singole realtà:

La Via del Sale Onlus; Facebook.

Terra di Amatrice Onlus;Facebook.

Alte terre;Facebook;Per un approfondimento del progetto “Alte terre” e per i contatti degli imprenditori coinvolti.

About Giangiorgio Macdonald

Giangiorgio Macdonald
Studioso di diritto ma appassionato di arte e di beni comuni, ed in generale di tutto ciò che è cultura ed innovazione sociale, cerco di conciliare tali ambiti che, in realtà, non sono così distanti

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