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Il viaggio di Nabil: emozioni nella terra flegrea

La suggestiva e naturale scenografia delle Stufe di Nerone nel cuore dei Campi Flegrei ha ospitato il racconto de Il viaggio di Nabil, una intensa e innovativa piece teatrale per la rassegna TEATROallaDERIVA (il teatro sulla zattera), ideata da Ernesto Colutta e Giovanni Meola, che ne firma la direzione artistica per il settimo anno.

Tratta dall’omonimo poema epico contemporaneo di Daniele Virgillito, la rappresentazione ha emozionato e colpito per il linguaggio chiaro e diretto. Il regista ha scelto il modulo comunicativo della poesia a rima alternata per permettere al pubblico di seguire più facilmente il filone delle tormentate vicende che si susseguono sulla zattera del viaggio della speranza verso la terra europea.

Il giovane Nabil deve ricongiungersi alla fidanzata Yara che si trova a Pordenone, città per lui sconosciuta. Nabil è novello Ulisse, che si differenzia da questi in quanto vuole recarsi in una terra straniera, scommettendo sul suo futuro. Secondo la mitologia Ulisse solcò i mari partenopei, così lo spettacolo ambientato nei Campi Flegrei rievoca le paure e le speranze del giovane migrante. Pronto a tutto pur di rivedere la sua amata, Nabil si imbatte in personaggi senza scrupoli per potersi imbarcare. Conosce uno scafista e così ha inizio il tormentato viaggio, specchio delle emozioni controverse che prova nel corso della sua navigata.

Il famoso barcone della libertà, libertà effimera… Nabil e i suoi compagni di viaggio sono insidiati dallo scafista che li minaccia e tortura, approfittando della sua posizione di potere. Così gli spettatori sono colpiti dalle storie di ciascun migrante: chi aspetta un bambino che poi muore o chi ha solo il ricordo di una maglietta del fratello scomparso. Purtroppo ciò scuote le menti e richiama le tragedie quotidiane di tutti coloro che migrano dalla propria terra per cercare in Europa ‘la terra della promessa e di riscatto’, fatta anche di odio, pregiudizio e paure per il diverso.

La grande dote della sceneggiatura è quella di non voler affrontare la delicata tematica sul versante politico ma sulla reale portata della tragedia umana. Nabil è un ragazzo come tanti, un ragazzo che vuole rivedere la sua amata e si batte per amore, mettendo persino a repentaglio la propria vita.

Un altro grande espediente tecnico è stato proporre la Impersonificazione del mare, padre della tragedia e al contempo della speranza. Il Mare è l’altro protagonista, colui che raccoglie i sogni e le paure dei migranti e decide le loro sorti.

In seguito a un incidente sul gommone, scoppia la tragedia e il Mare decide chi deve ancora vivere. La speranza di Nabil è ben riposta: le braccia di un operatore della capitaneria di porto lo accolgono. L’uomo lo afferra e lo riporta alla Vita. Il viaggio della speranza, della libertà e delle paure è terminato per Nabil, anche se un nuovo viaggio lo attende sulla terraferma.



About Alessandra Scafuri

Giurista da sempre innamorata dell'arte. Ama viaggiare, leggere e fotografare. In borsa porta una penna per scrivere pensieri e emozioni. Secondo lei non dovrebbero mai mancare il sole e il sorriso. Il suo elemento naturale è il mare, che rispecchia la sua personalità.

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