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Edil Rama, la mostra del premier d’Albania a Firenze

 

Presso La Galleria Eduardo Secci, nella sede espositiva di Piazza Goldoni di Firenze,fino al 8.04.2017 verrà esposta la mostra personale di Edi Rama (Tirana, 1964), artista e Primo Ministro albanese. Una personalità politica sui generis che si è occupata non solo del risanamento economico del suo paese, dopo anni di crisi a seguito della caduta del comunismo, ma anche di farlo grazie a una spiccata sensibilità artistica ed ecologica che l’ha visto impegnato in numerosi processi di riquali cazione sociale, urbanistica ed etica.

La mostra si compone di disegni, sculture e wallpaper che si susseguono negli spazi della galleria senza soluzione di continuità, trasferendo a Firenze l’atmosfera del proprio uf cio a Tirana e termina con la proiezione del video che Anri Sala ha prodotto nel 2000 testimoniando il grande progetto di riquali cazione della città di Tirana promosso dal fraterno amico Edi Rama. In questi lavori si avver- te come Rama combini i suoi aspetti di artista e politico, dilatando la sua arte alla realtà politica, al punto che questi due ambiti sono diventati indistinguibili per lui. Infatti, lui stesso afferma come continui a dipingere durante le riunioni o durante le telefonate di lavoro come metodo di concen- trazione e astrazione allo stesso tempo.

In quest’ottica, sicuramente la serie “Doodles”, prodotta fra il 2000 e il 2012, rappresenta il lone più ampio della sua produzione. Disegni a pennarello abbozzati su semplici fogli della sua agenda in cui sono elencati tutti gli appuntamenti, scarabocchi che ri ettono una sorta di agitazione interiore nella routine quotidiana di un uomo politico. Questi disegni esistono come frammenti di tempo, tro- vato lungo una giornata lavorativa, e possono essere visti come spartiti musicali. Disegni apparen- temente inconsci, che sembrano emergere dalla tradizione surrealista della scrittura automatica, e che si manifestano all’interno del suo tempo di lavoro, come qualcosa che dentro di lui cerca di fuggire dal posto di lavoro. Nello stesso modo le sculture diventano rendering improvvisati dei rifugi reali, caverne e grotte all’interno del subconscio di Rama. Sebbene il suo impegno politico lo assorba nell’ambito del quotidiano e proprio a causa della sua concentrazione in esso, egli trova l’esigenza di sentirsi libero e di fare altre cose contemporaneamente, una necessità che si rivela at- traverso questi disegni. Entrambe le attività hanno una propria temporalità e, a sua volta, portano con sé una propria intenzionalità.

Uno degli aspetti più interessanti di questi lavori è lo spazio sico sospeso tra l’agenda di lavoro e il disegno, quello spazio di astrazione e di attesa. Una dimensione intermedia, in una complessa stratigra a, che rivela lo spazio compresso e sottostante tra gli scarabocchi e i documenti di natura politica. Una zona di pensiero che rivela un’urgenza occulta e in cui Rama diventa un piani catore di realtà, come l’ha de nito l’artista Anri Sala.

Edi Rama (Tirana, 1964) vive e lavora a Tirana. E’ stato professore di pittura presso l’Accademia di Belle Arti e autore di diversi libri, le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive tra cui Biennale di San Paolo (1994), Haus der Kunst a Monaco di Baviera (2004), Centre Pompidou di Parigi (2010), Musée d’Art Contemporain de Montréal (2011), e il Tophane-i Amire Cultura e Art Center di Istanbul (2015).

Date della Mostra: 24.02.2017 – 8.04.2017
Orari d’apertura: Lunedì – Sabato 10.00/13.30 – 14.30/19.00 e su appuntamento Sede: Piazza Carlo Goldoni, 2 / Firenze

 

L’Albania, l’Islanda e le altre: saranno cinque le debuttanti all’Europeo

La nuova formula dell’Europeo prevede la partecipazione di 24 squadre, che saranno divise in sei gironi da 4, dai quali passeranno le prime due e anche le quattro migliori terze. Insomma, un formato che eliminerà solo otto squadre dalla prima fase. E che, chiaramente, aumenta le possibilità di qualificazione per nazionali che in passato avevano sempre fallito l’obiettivo. Anche perché due delle protagoniste degli scorsi Mondiali (Olanda, semifinalista, e Grecia, eliminata ai rigori negli ottavi) hanno ampiamente deluso in fase di qualificazione e non sono riuscite a strappare il pass, liberando due posti che sulla carta sembravano dover essere assegnati. Questo scenario, quindi, ha regalato a cinque nazionali la chance di qualificarsi per la prima volta agli Europei. E un’altra sorpresa potrebbe arrivare dai Playoff, dove l’Ungheria ha voglia di riscatto. Se avessero sconfitto la Grecia nell’ultima giornata, i magiari si sarebbero qualificati in quanto miglior terza.

ALBANIA ─ L’Albania è una delle più piacevoli sorprese della qualificazione. Il traguardo raggiunto dalla nazionale allenata da Gianni De Biasi è storico. Non solo perché l’Albania non aveva mai preso parte a Europei o Mondiali, ma anche perché negli anni c’è stata una vera e propria fuga di talenti, soprattutto in direzione Svizzera. Dzemaili, Shaqiri e Behrami (per quanti nati rispettivamente in Macedonia e Kosovo) sono tre esempi di giocatori di nazionalità albanese che hanno poi giocato nella nazionale svizzera. Ma c’è anche Adnan Januzaj, il grande talento del Manchester United (in prestito al Borussia Dortmund) che ha già giocato 5 partite nel Belgio. La vittoria chiave per gli albanesi è stata probabilmente già la prima, quando hanno sconfitto il Portogallo in trasferta per 1-0. Le due sconfitte nelle ultime tre partite (contro Portogallo e Serbia) non hanno intaccato la situazione di classifica dell’Albania, che ha poi ottenuto la qualificazione sconfiggendo l’Armenia. In rosa, l’Albania può annoverare diversi giocatori visti in Italia: Berisha, Hysaj, Cana, Basha e Memushaj.

AUSTRIA ─ Non è tecnicamente un debutto: l’Austria disputò gli Europei anche nel 2008, in quanto paese ospitante. È la prima volta, però, che i vicini di casa della Germania riescono ad accedere alla fase finale attraverso le qualificazioni. Un dato strano, se si pensa che questa nazionale ha partecipato per sette volte ai Campionati del Mondo, l’ultima delle quali ─ ricorderanno i nostalgici ─ a Francia ’98 con Konsel in porta. Il cammino dell’Austria in queste qualificazioni agli Europei 2016 è stato incredibile e per certi versi inatteso: dopo l’1-1 nella gara inaugurale con la Svezia, gli austriaci non si sono più voltati e hanno vinto le nove restanti partite. Non solo David Alaba: fondamentali sono stati i gol (7) di Marc Janko, attaccante 32enne del Basilea, oltre che le prestazioni di Junuzovic (ala del Werder Brema) e di Marko Arnautovic, vecchia conoscenza del calcio italiano.

GALLES ─ Rispetto all’Austria, il Galles poteva contare su un livello medio della rosa sicuramente meno solido, ma anche su due stelle che nulla hanno da invidiare a molti dei migliori giocatori europei. Non può stupire che il trascinatore assoluto sia stato Gareth Bale, autore di 7 gol e 2 assist. Il Galles ha saputo percorrere la sua strada vincente nonostante un attacco inceppato, che ha saputo produrre solo 11 reti in 10 partite. La costanza e la solidità difensiva sono state le chiavi: i gallesi hanno subito 4 gol, addirittura uno in meno del Belgio che ha vinto il girone. Con un Bale così determinante, unito al talento di Aaron Ramsey e del giocatore del Liverpool Joe Allen, il Galles sogna di poter mettere i bastoni tra le ruote a nazionali più quotate anche nel corso degli Europei. Come ha già fatto con la Bosnia di Dzeko e Pjanic, che sarà costretta ad affrontare i Playoff. Il Galles torna a giocare una grande competizione dopo quasi 60 anni: nel ’58 partecipò ai Mondiali.

IRLANDA DEL NORD ─ Quello dell’Irlanda del Nord si presentava come un girone livellato verso il basso, che poteva decisamente regalare sorprese. E così è stato. La Grecia ─ allenata nelle prime partite da Claudio Ranieri, poi licenziato ─ è stata la grandissima delusione: è stata in grado di totalizzare solamente 6 punti, con un gioco che non ha mai convinto nonostante il valore della rosa. Ne hanno approfittato, quindi, Irlanda del Nord e Ungheria. I magiari si sono dovuti accontentare del terzo posto ─ seconda è arrivata la Romania ─ e dovranno quindi disputare i Playoff. L’Irlanda del Nord, invece, ha vinto il girone, con i gol di un’altra vecchia conoscenza italiana: Kyle Lafferty, che ne ha segnati 7. La nazionale nordirlandese vanta nella sua storia tre partecipazioni ai Mondiali (1958, 1982 e 1986). Nell’82 riuscì anche a superare il girone.

ISLANDA ─ Senza nulla togliere a nazionali che pur hanno fatto un’impresa, la sorpresa maggiore non può che essere l’Islanda. Inserita in un girone con Repubblica Ceca, Olanda, Turchia, Kazakistan e Lettonia, sembrava condannata ad essere una delle prede con cui Repubblica Ceca, Olanda e Turchia avrebbero cercato di ottenere i punti decisivi. Niente da fare: i soli 6 gol subiti hanno permesse alla formazione islandese di chiudere il girone con 20 punti in 10 partite, un bottino che è valso il secondo posto alle spalle della Repubblica Ceca. Eliminata, a sorpresa, l’Olanda, che poco più di un anno fa aveva disputato la semifinale dei Mondiali, perdendo ai rigori contro l’Argentina. Il protagonista principale di questa qualificazione è stato senza dubbio Gylfi Sigurdsson dello Swansea, con 6 gol e 3 assist. E, nella rosa che ha affrontato questo percorso, c’è stato anche un giocatore di enorme esperienza come Eidur Gudjohnsen.

EURO 2016 ─ In attesa che i Playoff consegnino ai prossimi Europei le ultime quattro squadre, ci troviamo davanti ad un panorama leggermente modificato e non solo in virtù dell’ampliamento da 16 a 24 squadre della competizione. Il nuovo format potrà garantire nuove emozioni e nuove sorprese: 16 delle 24 partecipanti accedono alla fase ad eliminazione diretta, dove ─ con la dovuta solidità ─ gli sgambetti sono più facili rispetto alla fase a gironi. Tra le debuttanti, però, non sembra esserci nessuno di particolarmente attrezzato per fare troppa strada. Se dovessimo scommettere su qualcuno, è il Galles che potrebbe sorprendere di più, a patto che Bale arrivi in grande forma alla manifestazione.