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Da Angelina Jolie a Amal. Donne all’ONU

L’ultima a salire in cattedra all’ONU è stata Angelina Jolie ma sono tante le attrici e celebrità che usano la loro popolarità per buone cause

Per Angelina Jolie tutto è iniziato con Lara Croft. Da Tomb Rider non partì solo il successo ma anche l’impegno umanitario. Durante le riprese del film in Cambogia nel 2000 vide con i propri occhi le condizioni di miseria e povertà del paese. Si rivolse all’UNHCR per maggiori informazioni sui focolai di crisi internazionale. Nei mesi successivi ha deciso di visitare personalmente diversi campi profughi sparsi per il mondo, per imparare di più sulla situazione e le condizioni in certe zone. Nel febbraio del 2001 intraprese una missione di 18 giorni tra Sierra Leone e Tanzania, nei mesi successivi tornò in Cambogia per due settimane e in seguito incontrò i rifugiati afgani in Pakistan, donando loro 1 milione di dollari, in risposta all’emergenza internazionale lanciata dall’UNHCR.

Impressionati dal suo interesse e dalla sua devozione per la causa, il 27 agosto 2001 a Ginevra, l’UNHCR la nominò Ambasciatrice di Buona Volontà. Pochi giorni fa, a 16 anni di distanza ha rinnovato il suo impegno promettendo allo staff dell’ Agenzia Onu per i rifugiati: “Rimarrò con voi per sempre”.

L’attrice ha tenuto un lungo discorso all’ONU a Ginevra sui temi come la pace, i conflitti nel mondo, la sicurezza, e sull’immigrazione:

”E’ nostro obbligo, come americani, di creare una nazione che accolga chi scappa dalle sofferenze – ha detto a Ginevra – L’America è grande se compassionevole”.

L’impegno di Angelina nel politico e nel sociale proseguirà a Londra, dove – nel prossimo autunno – insegnerà come visiting professor alla London School of Economics, nell’ambito di un nuovo corso sull’impatto della guerra sulla vita delle donne.

Da sempre impegnata nella difesa dei diritti umani anche Amal Alamuddin. Da settembre 2016 difende Nadia Murad Basee Taha. La ragazza, che è stata candidata al premio Nobel per la pace lo scorso anno, è una delle 5 mila donne yazide fatte prigioniere dall’Isis nel 2014. I jihadisti hanno prima sterminato la sua famiglia, poi l’anno ridotta a “schiava del sesso”. È riuscita a scappare e ora, a perorare la sua causa alla Corte penale internazionale dell’Onu c’è Amal. Lo scopo è ottenere che la comunità internazionale riconosca con il termine “genocidio” la strage di Daesh contro i yazidi e faccia condannare i responsabili.

Il 9 marzo l’avvocatessa libanese è intervenuta durante l’assemblea dell’Onu a New York per chiedere all’Iraq di accettare una commissione d’inchiesta sui crimini commessi dall’Isis. Incinta di due gemelli, elegantissima in giallo, ha chiesto alla platea: ”Come mai non è stato fatto ancora niente? Ci sono fosse comuni non protette, testimoni che fuggono e nessun combattente del Califfato che abbia subito un processo per crimini internazionali”.

“Uccidere i membri dell’Isis sul campo di battaglia non è sufficiente. Dobbiamo uccidere l’idea alla base dell’Isis mostrano la brutalità e portando i singoli davanti alla giustizia”, ha dichiarato la moglie di George Clooney e futura mamma di due gemelli.

Difende i diritti delle donne e soprattutto delle mamme anche Anne Hathaway. E’ stata nominata ambasciatrice globale di buona volontà: a deciderlo è stata la UN Women, agenzia delle Nazioni Unite che promuove l’uguaglianza di genere e l’autoaffermazione delle donne; la motivazione che ha spinto alla scelta è quella di essere una dostenitrice di lunga data dei diritti delle donne e delle adolescenti. Secondo il direttore esecutivo di UN Women Phumzile Mlambo-Ngcuka l’attrice, premio Oscar per Les Miserables, ha avuto il merito di accendere i riflettori sul lavoro domestico delle donne, che si occupano della famiglia, come ostacolo principale all’uguaglianza. L’8 marzo Anne Hathaway ha deciso di celebrare la festa della donna con un discorso alle Nazioni Unite sul congedo parentale, incoraggiando stati e aziende a prevedere maggiori tutele e a retribuirlo:

“Una mamma americana su quattro deve tornare al lavoro due settimane dopo aver partorito, perché non sarebbe in grado di sostenersi stando a casa” ha detto l’attrice.

Dal luglio 2014 anche Emma Watson è Goodwill Ambassador delle Nazioni Unite. L’attrice si dedica a costruire nelle adolescenti che si affacciano alla vita una nuova fiducia in se stesse, spesso difficile da raggiungere a quell’età, sia nel mondo occidentale che nei paesi in via di sviluppo.

“Più ho parlato di femminismo e più mi sono resa conto che troppo spesso battersi per i diritti delle donne era diventato sinonimo di odiare gli uomini. Se c’è una cosa che so con certezza è che questo deve finire. Per la cronaca, il femminismo per definizione è la convinzione che uomini e donne debbano avere pari diritti e opportunità: è la teoria dell’uguaglianza tra i sessi – politica, economica e sociale” disse nel suo primo discorso in cui promuoveva la campagna “He for She”.

È tornata poi a parlare a New York nel settembre 2016, sempre per promuovere l’uguaglianza di genere. Si trattava questa volta dell’iniziativa She Impact 10X10X10 University Parity, un progetto che ha riguardato 10 università:

“Quando, dopo tanta fatica, usciamo per la prima volta di casa per studiare – ha detto l’attrice – non dovremmo sperimentare un doppio standard per i ragazzi e per le ragazze. L’esperienza universitaria deve insegnare alle ragazze che bisogna valorizzare sia le capacità intellettuali sia quelle di leadership”.

Amal, Michelle e le altre: guerra di spose tra le star

I divorzi e le separazioni eclatanti oggi non vanno più di moda. Gli insulti tra ex coniugi su twitter stile Kardashian o le infinite polemiche sugli alimenti di casa Berlusconi  hanno stancato un po’ tutti e oggi la tendenza è quella del “conscious uncoupling”.  Della serie “l’amore è eterno finché dura”, per il bene dei figli o per dignità personale, ci si lascia cordialmente con due baci sulla guancia. Ma che succede se l’altro si risposa? O, peggio, se entrambi mettono la fede al dito a meno di un mese di distanza? Lui lei e l’altra: George, Amal e Eli ma anche Michelle, Marica e Eros. Non fare confronti è impossibile, soprattutto tra gli abiti delle spose..

AMAL ALAMUDDIN E GEORGE CLOONEY – Non è di Sarah Burton (come era stato annunciato) ma di Oscar de La Renta l’abito indossato dall’avvocatessa libanese per il matrimonio con George Clooney lo scorso 29 settembre. Un modello in pizzo francese, ricamato con strass e perle, che è stato definito ‘la quintessenza del romanticismo’. Ma per Amal il weekend di festeggiamenti è stato un defilè a cielo aperto: giunta in Laguna con un abito Dolce&Gabbana, ha sfoggiato per l’addio al nubilato una mise rosso fuoco Alexander McQueen, ha scelto Giambattista Valli per la prima uscita ufficiale da sposata, e un elegantissimo ensemble Stella Mc Cartney per il rito civile a Ca’ Forsetti.

Sugli orientamenti sessuali di George Clooney, ex scapolo impenitente, si è detto di tutto. Dalla sua omosessualità, ai contratti con fidanzate di facciata a scadenza biennale.  Ma era troppo bello (lui) per essere vero, per una forma di negazione nell’immaginario collettivo femminile, si trattava solo di invidie e maldicenze. E le foto di questo matrimonio show da 13 milioni di dollari fanno sperare che forse per George, Amal sia tutta un’altra storia rispetto a un’ex velina o a una lottatrice nel fango. D’altra parte come fa notare Repubblica, Amal  è un avvocato che vive tra Londra e New York, un personaggio conosciuto a livello internazionale per chi si occupa di diritto umanitario e di rifugiati e una delle donne manager più copiate del mondo in fatto si stile (rinomata la sua passione per le scarpe). Insomma questa volta forse è Clooney  l’ex velina.

imagesELISABETTA CANALIS E BRIAN PERRY – Parlando di Elisabetta Canalis, anche lei è recentemente convolata a nozze.  Lo scorso 14 settembre, Eli ha indossato per il suo matrimonio con il chirurgo americano Brian Perri un abito firmato Alessandro Angelozzi Couture.   “Vaporoso, romantico, cucito e ricamato dalle mani esperte di maestranze italiane, il romanticissimo abito della Canalis è un modello a sirena in pizzo chantilly francese color bianco seta” dicono loro, “tanto sciura di Paese” penso io.. Ma non mi pare giusto essere duri con la povera Eli, a oscurare il suo abito ci ha già pensato l’amica Belen Rodriguez che si è presentata nella cattedrale di Alghero con un abito blu elettrico con super scollatura e spacco mozzafiato. Dopo le mille polemiche e le accuse di aver fatto un matrimonio fasullo (i due sposi si sono ‘dimenticati’ di presentarsi in Comune per le pubblicazioni), l’abito della Canalis, è stato messo all’asta per beneficienza: valore stimato 15 mila euro ma il martelletto ha battuto il “venduto” per 5.500 euro.

BRANGELINA – Più che il senso di competizione nel vedere che l’ex amata viaggiava verso l’altare, forse a spingere Clooney verso il grande passo è stato vedere la fede al dito dell’amico Brad Pitt. Il 23 agosto scorso i Brangelina hanno detto sì con una “cerimonia intima nel loro castello” (!?) in Francia, Chateau Miraval. Hanno fatto il giro del mondo le foto dell’abito da sposa di Angelina Jolie: un modello in satin firmato Atelier Versace con un tocco di originalità: il velo era ricamato con i disegni dei figli della coppia.

MICHELLE HUNZIKER E TOMASO TRUSSARDI – Passiamo alle storie di casa nostra. Da ieri, 10 ottobre, Michelle Hunziker e Tomaso Trussardi sono marito e moglie. I due, dopo tre anni d’amore e un secondo figlio in arrivo hanno detto sì a Bergamo davanti a un centinaio di ospiti e al sindaco Giorgio Gori (marito di Cristina Parodi che seguiva la cerimonia La Vita in Diretta.. tutto in famiglia insomma). Al ricevimento, in cucina c’erano ben quattro chef stellati diversi: Carlo Cracco, Antonino Cannavacciuolo, Norbert Niederkofler e il bergamasco Chicco Cerea. E ognuno di loro ha realizzato una portata per i 250 ospiti. Tantissimi i vip. Da Silvio Berlusconi e Francesca Pascale, in un tubino rosso, arrivati direttamente per il party, a Renzo Rosso e Nicola Savino accompagnato dalla moglie. E ancora il testimone della sposa Antonio Ricci e quello dello sposo Vittorio Feltri, Ilary Blasi e Silvia Toffanin. Nel corso della festa, come annunciato, non è mancato il collegamento con Striscia la Notizia, il programma condotto in queste sere dalla showgirl.

EROS RAMAZZOTTI E MARICA PELLEGRINELLI – Un matrimonio in grande stile insomma, tanto da far impallidire quello dell’ex compagno Eros Ramazzotti che lo scorso sei giugno ha sposato Marica Pellegrinelli a Milano, senza neanche un invitato. Ma “l’altra”, Marica, si rifà con il vestito.  Un abito Valentino in tulle color pergamena con bustier drappeggiato e una gonna modello tutù, impreziosita da un ricamo di note musicali e frasi tratte dalla canzone Due Mondi di Lucio Battisti e realizzato completamente a mano. A completare il look di Marica, un velo lungo due metri e un bouquet di camelie stabilizzate e bacche di more, per creare pendant con le note musicali della gonna. Quasi uno spartito, a voler raccontare in musica la storia d’amore della coppia. Mi dispiace Michelle, nonostante il mega fiocco sul retro, il tuo abito bianco e rosa di Antonio Riva non può nulla..