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“Trent’anni senza”, la mostra per ricordare Andrea Pazienza

L’opera antologica del fumettista in esclusiva nazionale dal 25 maggio al 15 luglio 2018 al Mattatoio di Testaccio

Satira, irriverenza, genialità. Ma non solo, anche una lente sulla società e le generazioni del suo tempo, cinica e puntigliosa. Arf! Festival, giunto alla quarta edizione, ricorda l’artista Andrea Pazienza con una mostra – dal titolo “Trent’anni senza – al Mattatoio di Testaccio, Roma, dal al 25 maggio al 15 luglio 2018 in esclusiva nazionale, proprio a trent’anni dalla morta avvenuta a Montepulciano il 16 giugno del 1988.  Trentadue anni di vita intensa, piena di opere dal fumetto alla pittura, conditi con diverse collaborazione con riviste di settore come “Il Male o “Avaj” (supplemento mensile della rivista Linus). Considerato uno degli artisti più rappresentativi e innovatori della sua generazione, molte sue opere sono rimaste nei cuori di chi ha vissuto la fine degli anni ’70, tanto che molti fra scrittori e cantanti lo ricordano nelle loro opere (Roberto Benigni dedica all’amico Pazienza il film Il piccolo diavolo).

Tra le tavole di Paz, le più famose sono le storie di “Le straordinarie avventure di Pentothal” e i fumetti che hanno come protagonista Massimo Zanardi. Arf! Festival presenta al pubblico molte fra le storie di Zanardi con le tavole di “Giallo scolastico”,”Verde matematico”, “Pacco”, “La prima delle tre”, “Notte di Carnevale”, “Cuore di mamma”, “Cenerentola 1987”, “Lupi” e alcune delle straordinarie pagine di “La vecchiezza è una Roma” e di “Zanardi medievale”. Ma si trovano anche “Tormenta”, le caricature disneyane di “Perché Pippo sembra uno sballato” e “La leggenda di Italianino Liberatore”, “Pertini”, le tavole a colori di “Campofame”, poi “Francesco Stella”, “le Sturiellet”, “Una estate”,  l’incompiuta “Storia di Astarte”, passando per “Il perché della anatre”. A chiudere una collezione fantastica l’immenso “Gli ultimi giorni di Pompeo”, l’opera magna che lo ha fatto entrare a suon di matitate nell’olimpo dei grandi disegnatore del XX Secolo. Dunque un’intera esposizione dedicata a conoscere, e a ricordare, i meandri di Paz, la sua tecnica geniale e complessa, grazie – come ricorda il sito di Arf! Festival – alla preziosa collaborazione di tutti i suoi familiari.