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“Anna Magnani, la vita e il cinema”, l’omaggio all’attrice, simbolo del cinema italiano

Si è conclusa oggi, domenica 22 ottobre, la mostra fotografica ospitata nella Sala Zanardelli del Complesso del Vittoriano, a Roma e dedicata agli oltre 40 anni di carriera artistica di Anna Magnani, attrice simbolo del cinema italiano.

L’esposizione delle fotografie, curata da Mario Sesti, regista, giornalista e critico di cinema, ha reso possibile l’approfondimento di questa grande icona cinematografica del passato, non solo attraverso le illustrazioni delle sue grandi interpretazioni (diverse le fotografie che la ritraggono sul set dei film), ma anche con stampe che testimoniano la partecipazione della Magnani alla vita sociale e culturale dell’epoca.

Le immagini, ricavate dagli archivi fotografici della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia, disposte ed organizzate in ordine cronologico lungo tutto il percorso espositivo, hanno saputo rendere omaggio ad una donna così intensa, come Anna Magnani, la cui forte personalità e l’acuta espressività hanno regalato, ai tanti ruoli da lei interpretati, l’autenticità richiesta.

Imbattutasi nel mondo dello spettacolo all’età di 19 anni, iniziando a frequentare la scuola di arte drammatica Eleonora Duse (che solo in un secondo momento diverrà la a tutti nota Scuola Nazionale di Arte Drammatica), diretta da Silvio D’Amico, la giovane Anna Magnani ottiene ben presto i primi successi. Dal 1941, infatti, è al fianco di Totò per una felice collaborazione in spettacoli teatrali e, sempre nel 1941 verrà chiamata da Vittorio De Sica per interpretare Loretta Prima, nel film Teresa Venerdì.

É, tuttavia, solo nel 1945 che Anna Magnani raggiunge una più vasta popolarità: con il regista Roberto Rossellini, infatti, viene coinvolta per la realizzazione della pellicola Roma città aperta. É proprio di questo film la celebre scena che la vede correre, nei panni di Pina, madre di un bimbo, dietro un camion dei tedeschi nel tentativo, fallito, di raggiungere il marito.

Nel 1962 lavorerà anche per Pier Paolo Pasolini nel film Mamma Roma, definendo il proprio contributo come “deludente“, mentre la stessa cosa non poté di certo affermare quando, nel 1956, vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista nel film La rosa tatuata, diretto dal regista Daniel Mann.

La rassegna fotografica, tributo a questo grande personaggio femminile della cinematografia italiana, non poteva che essere ospitata presso il Complesso del Vittoriano, monumento di grande valore simbolico per la nazione, unico luogo in grado di accogliere le testimonianze audiovisive di una donna che ha saputo raccontare, con le sue capacità artistiche, i drammi dell’Italia del ‘900.