Home / Tag Archives: Biografia

Tag Archives: Biografia

Brunori Sas – Atto Primo

C’è un giovane uomo di nome Dario, nato quarantuno anni fa a Cosenza.

Ho la sensazione – forse per aver recentemente letto un certo romanzo contemporaneo – che la sua vita sia stata salvata e coronata dalla Passione. Questo è ciò che lo accomuna e allontana allo stesso tempo da Stoner, il protagonista dell’omonimo romanzo di John Williams.

I genitori hanno una società edile, la Brunori SAS, alla quale Dario deve molto, personalmente e professionalmente, tanto da definirsi egli stesso “cantautore in accomandita musicale” (L’Isola della Musica Italiana – Andrea Romeo intervista Brunori).

“Brunori S.A.S. perché ho scritto i brani in un periodo in cui lavoravo presso la vera Brunori, ditta dei miei che è emblema di una saga familiare legata al mattone e ai materiali da costruzione. Loro hanno pagato le registrazioni e io ho messo il nome sul disco, come fosse uno sponsor”.

In questa intervista, risalente ai tempi del suo esordio, parlando del progetto Brunori S.A.S., ha spiegato il concetto di accomandita semplice: l’accomandatario risponde con tutto il suo patrimonio, mentre gli altri soci solo con la loro quota.

Dunque raccontò che il progetto successivo sarebbe stato un omaggio al suo amico e “mecenate” pasticcere, che in cambio delle spese di incisione avrebbe ricevuto il titolo dell’album: “Antica pasticceria del corso”.

Dopo la maturità decide di lasciare il cosentino per approdare in Toscana con due obiettivi: l’Università e l’accademia musicale.

“Mio padre voleva che facessi il ragioniere | ma io impertinente risposi: “giammai!” | avevo vent’anni e coi miei capelli lunghi | a guisa di dandy bevevo cognac”

Cantava in Vol. 1, la sua opera prima.

E’ qui il punto di distacco fra Dario e Stoner: non ci sono colpi di scena, nella vita di Stoner, che scorre quasi noiosa.

Quella di Stoner è una storia che parla di resistenza, in un tempo incerto: è per questo che non si allontana mai per più di 150 km dal paesino rurale in cui è nato; mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita; per quasi quarant’anni è infelicemente sposato alla stessa donna; per i suoi genitori è praticamente un estraneo e ha solo due amici, di cui uno scomparso giovane.

Non sembrerebbe affatto materia di romanzo, eppure Williams riesce a farne un capolavoro dei tempi contemporanei.

Dario invece il romanzo lo vive in prima persona. La sua è una storia di tormenti, che decide di raccontare nel 2009 attraverso un naturale connubio di carta, penna e note.

Con Vol. 1, Dario abbandona il ragioniere cosentino che rischiava di essere per sempre, e diventa Brunori S.A.S.

Diversamente da Stoner, una volta arrivato in Toscana, Brunori – che fino a quel momento diceva di aver iniziato a suonare la chitarra come “rimedio alla noia invernale, nella speranza di attrarre il gentil sesso” – si è scontrato con la Passione “quella vera, quella che ti inchioda sulla chitarra per ore ed ore”, lontano da casa.

Entra a far parte di una band fiorentina, esplora il mondo della musica elettronica e della produzione musicale.

Si affina.

Si scopre un ragazzo certamente non ordinario, attento osservatore delle persone e sensibile alla diversità.

“Mia madre sfogliava Novella 2000 | ed io ai suoi piedi leggevo Prevert | avevo dieci anni ma pensavo già alle donne | e chiuso nel mio bagno amavo Edwige Fenech | a scuola i ragazzi giocavano a calcio | ed io sul muretto citavo Verlaine 

(Italian dandy – Vol. 1)

 

Raccontava di sé a vent’anni, ma ne aveva trenta. E chissà se sia ancora pentito di quell’amore lasciato andare, che lo aveva portato in un bar di Berlino a fumare Pall Mall, o in quel ristorante di Marsiglia dove inebriato dal Barbera mangiò escargot.

Insomma, Vol. 1 racconta una storia normale, di un ragazzo alle prese con sé stesso e con il mondo che trova rifugio nella Musica e che si salverà – senza ancora averne piena coscienza – con la Passione.

“Come stai? | è la frase d’esordio nel mondo che ho intorno | tutto bene, ho una casa | e sto lavorando ogni giorno | che cosa vuoi che dica? | Di cosa vuoi che parli? | E’ il mutuo il pensiero peggiore del mondo che ho intorno.”

Sul booklet (canzoniere?) di Vol 1., dopo sette righe di “distinti saluti” ad amici, “zii tutti e cugggini”, c’è scritto, dopo uno spazio che assomiglia quasi ad un respiro profondo: “QUESTO DISCO E’ PER BABBO”.

Quel Babbo che lo voleva ragioniere, che lo mandò a studiare economia a Pisa, lo stesso che gli pagò il primo disco, morì durante l’evolversi del progetto.

 

“Cosa vuoi che scriva? Di cosa vuoi che canti? | Naaaa-na-na-na | Di comè facile andare quando non sai guidare | di come è triste il Natale senza mio padre?”

(Come stai – Vol. 1)

In una intervista di Massimo Vitali a Dario Brunori, che immagino straordinariamente profonda e divertente (erano a pranzo, forse un po’ alticci, a Bologna, in estate), si affronta proprio il tema della morte del padre.

Brunori: “Quando prima del progetto Bunori SAS ho perso mio padre, quella perdita mi ha dato subito la sensazione di uno schiaffo. Uno schiaffo buono, però. Uno schiaffone che mi ha detto: “Oh, Dario, adesso ti riprendi e capisci davvero cosa è importante”. Così ho iniziato a pensarci. Io sono uno che pensa moltissimo, passo molto del mio tempo a pensare e spesso in questo pensare mi sfuggono delle cose. Dopo un evento del genere, anche se sei portato a perderti in altri pensieri ti accorgi comunque, ad esempio nella scrittura, di quanto sia necessario il desiderio di essere attento a osservare quello che è importante. Non è detto che siano solo piccole cose, però molto spesso sono cose semplici.”

 In Vol. 2 – Poveri Cristi, Brunori SAS non è più il pugile di quando aveva vent’anni.

“La devi smettere di darmi pugni | non sono mica un pugile | ma tu non capisci la poesia | sei solamente un tecnico” (Il pugile – Vol. 1 )

 

Si è riscattato, è cresiuto, non ha più troppo tempo per pensare a quanto fosse diverso dai suoi coetanei, dagli altri in generale.

Rappresenta un passo avanti