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The Haus of Gaga: ti piace vincere facile?

gagaNessuno sa esattamente dove sia. C’è chi dice in un grande loft a poche miglia dall’aereoporto JFK di New York, chi in un bunker sotterraneo collegato alla dimora losangelina di Miss Germanotta, alias Lady Gaga. L’unica cosa certa è che la Haus of Gaga esiste. Un team di stilisti, designer, ballerini, coreografi, truccatori e parrucchieri responsabili in tutto e per tutto del mondoGaga, Lady compresa. Una scatola magica in cui entra Angelina Germanotta, ragazzotta con una bella voce e la passione per i Queen ed esce Lady Gaga, una delle celebrità più influenti del mondo con 30.059.418 follower su twitter. Il trucco c’è e si vede. C’è un’ intera squadra che ha trasformato una cantante in un fenomeno mondiale. Immanginate, voi persone comuni che fate cose comuni, di avere ogni giorno qualcuno che vi dica cosa indossare (che non è vostra madre ma Mr. Nicola Formichetti, direttore creativo di Thierry Mugler), vi dia una chioma fluente e un viso perfetto. Quello che noi chiamiamo ritoccare la matita sbavata e correggere le occhiaie ( con la nostra unica matita e l’unico correttore di cui andiamo così fiere) per Gaga è “reinventare la sua faccia ogni mattina”. Qualche ora lì dentro e vi assicuro che saremmo da copertina di Vogue.

Ovviamente il passaggio da liceale a pop-star non è così immediato. Se quelli della Haus sono i suoi “mostriciattoli” ( anche tutta questa vicenda dei mostri e mostriciattoli non è un idea sua ma della creativa Tara Savelo), Miss Germanotta è il mostro di Lockness, è lo yeti delle nevi, il Grinch. Una donna intelligente, che studia pianoforte da quando ha imparato a camminare, che respira musical e teatralità fin dal liceo (privato), una donna con una voce potentissima che può permettersi di avere la sua Factory come Andy Worhol senza sembrare eccessivamente mitomane. Non è tutto fumo. Ma, la questione dell’immagine è un’altra cosa.

wlady-gaga-fashion-picture.jpg.pagespeed.ic.78zCFOxR6JJohn Sheldrick, studente della New York University, al tempo collega di Gaga ha dichiarato:

“Quando nelle interviste dice: ‘Io vivo e respiro moda’… non so quanti ci possono cascare, ma io no di certo. Non voglio dare l’idea di minimizzare il personaggio, ma era un tipo assolutamente normale. Non era un tipo che spiccava e si sbatteva per emergere, e non vestiva eccentrico. Era una da T-shirt, pantaloni della tuta e roba così.”

Nel giugno del 2011, Lady Gaga è stata premiata dal Council of Fashion Designers of America col premio “Icona della moda”, è giornalista di moda per la rivista “V”, ha come icona Donatella Versace e indossa abiti di bistecche (idea sua? ovviamente no). A fare la pop-star ci si prende gusto..

Prendiamo l’ultima storia, quella legata al suo aumento di peso. Madonna si sbatte per conservare la forma

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? Lei mette i chili in vista, rivela il suo passato da bulimica, si propone paladina delle taglie forti, messe al bando dalla dittatura dei magri. E’ la rivoluzione del corpo imperfetto, che si aggiunge alla lunga lista delle cause che cavalca, consapevole della regola che vuole che il messaggio sia il contenuto: la diversità, quella sessuale e quella religiosa, la libertà di espressione, la lotta contro le armi. Gaga ha fatto ciò che fa sempre, avendo capito subito che poche strategie di marketing sono efficaci quanto l’ infanzia infelice.

gggaHa detto che sì, è ingrassata 11 kg, ma si rifiuta di vergognarsene. Ha messo sul suo sito degli autoscatti in biancheria e ha invitato le fan a fare lo stesso, come tappa per l’ accettazione del proprio corpo.. Ha messo sotto le sue foto una didascalia che dice “bulimia e anoressia da quando avevo 15 anni”. Perchè una popstar non può semplicemente ingrassare..Una cosa tipo: “vedete sono come voi, ho solo molti più soldi che, lasciate che ve lo spieghi, non fanno la felicità”. Una donna, un genio ( avrete capito che non parlo di Gaga ma di Tara Savelo ideatrice della cosa).

La Campagna Body Revolution ha avuto un successo immediato, centinaia di giovani hanno pubblicato sul sito Littelemonsters.com le foto dei loro difetti fisici. è paradossale che non ci sia abito di carne, spalle appuntite o cappello ad aragosta che abbia fatto notizia più della sua (normalissima) taglia 44. C’è solo un universo in cui la normalità può essere una notizia, ed è quello in cui la normalità sparisce.