Home / Tag Archives: carcere

Tag Archives: carcere

Carceri: la salute dietro il cancello

L’evento, promosso dal Vice Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Cangemi, organizzato in collaborazione con l’Associazione ‘Gruppo Idee’ e il giornale ‘Dietro il cancello’,  intende approfondire la delicata tematica della sanità nelle  carceri del Lazio dando voce a quanti, ogni giorno, operano all’interno degli istituti penitenziari. “Vogliamo stimolare un confronto costruttivo a tutto campo – spiega Cangemi – per individuare soluzioni utili a migliorare il diritto alla salute nelle carceri, senza compromettere il diritto alla sicurezza”.

Prevenzione e assistenza sanitaria, il trattamento delle dipendenze, le Rems e la salute mentale, la gestione e la prevenzione del rischio suicidario, le malattie infettive, il ruolo della Magistratura di sorveglianza e della Polizia penitenziaria nel diritto alla salute, le nuove frontiere della telemedicina: questi i temi al centro dell’incontro che, dopo i saluti istituzionali del Vice Presidente, Cangemi, e del Vice Presidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, sarà aperto dalla relazione del presidente Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Simeone.

Relatori:

Francesco Basentini, Capo dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Il diritto alla salute e le esigenze di sicurezza della collettività; Stefano Anastasia, Garante dei detenuti del Lazio, La domanda di salute dei detenuti e l’assistenza sanitaria nella Regione Lazio; Maria Antonia Vertaldi, Presidente Tribunale di Sorveglianza di Roma, Il ruolo della Magistratura di Sorveglianza nella tutela della salute del detenuto; Cinzia Calandrino, Provveditore Regionale Amministrazione Penitenziaria, Il rapporto di collaborazione tra i due sistemi: sanità e giustizia; Luigi Persico, Responsabile U.O.S.D. CC Regina Coeli, Medicina e sanità penitenziaria: criticità e proposte; Alessia Forte, Commissario Cord. Nucleo traduzioni e piantonamenti CC Rebibbia NC, Il ruolo della polizia penitenziaria all’interno e all’esterno degli Istituti per la tutela della salute del detenuto e la sicurezza del cittadino; Giuseppe Ducci, Direttore Dipartimento di Salute Mentale ASL RM 1, Il progetto sulla salute mentale della CC di Regina Coeli; Alberto Sbardella, Responsabile U.O.S.D. Dip. Salute Mentale Penitenziaria e P.F. ASL RM 2 , La prevenzione e la gestione del rischio suicidario in ambito penitenziario; Franca Compagnoni, Responsabile U.O.S.D. Patologie da dipendenza in ambito penitenziario – Ser.T. Rebibbia, La tutela del diritto della salute in carcere e il trattamento delle dipendenze; Giuseppe Quintavalle, DG ASL RM 4 – Commissario Straordinario ASL RM 5, L’Esecuzione della Misura di Sicurezza in R.E.M.S.; Samuela Beccaria, Dirigente UOC Medicina Protetta Ospedale Sandro Pertini – L’integrazione tra ospedale e territorio in ambito penitenziario; Giulio Starnini, Direttore UO Medicina Protetta – Malattie Infettive Ospedale Belcolle – Viterbo, Le malattie infettive all’interno degli Istituti Penitenziari del Lazio: prevenzione e controllo; Paola Pancia, Medico incaricato CR Rebibbia Nutrizione e salute in carcere, Nutrizione e salute in carcere; Virna D’Antuono, Psicologa Psicoterapeuta Univ. Cattolica del Sacro Cuore di Roma – FIDAL Lazio , Quando lo sport diventa terapeutico; Raffaele Nudi, Ad Replycare, Smartcare del detenuto nel Lazio; Federico Vespa, Direttore Dietro il cancello – Gruppo Idee-ASI, Il ruolo del volontariato nella tutela della salute in carcere

Europa & Carceri – La vergogna Italiana

Il tema Giustizia in Italia da vent’anni è al centro delle discussioni politiche ed elettorali. Eppure, nonostante i ripetuti tentativi nessuna riforma legislativa è stata porta tata a termini e così il paese che ha dato i Natali a Cesare Beccaria si ritrova ad essere la vergogna d’Europa. Ciò avviene e si svolge attorno la vita e le esistenze di migliaia di persone, in uno stato di emergenza continuo, che vedi gli Istituti Penitenziari italiani essere i peggiori all’interno dell’Unione Europea.

UNIONE EUROPEA E CARCERI – Le politiche messe in campo dalle Istituzioni dell’Unione Europea, se nel campo dell’economia vedono molteplici difficoltà, nel campo dei diritti fondamentali hanno apportato ad un miglioramento sostanziale in qualsiasi campo. Ciò, ad eccezione di Italia e Grecia, è avvenuto anche nel settore carceri. Infatti, Nell’Unione Europea è stato messo in atto un progressivo processo di armonizzazione dei tassi di detenzione. In media il tasso d’incarcerazione in Europa è di 100 detenuti ogni 100.000 abitanti. Il Regno Unito guida la classifica dell’Europa occidentale con 145 detenuti ogni 100.000 abitanti. I paesi scandinavi restano per ora un’eccezione, ma in altri paesi, come i Paesi Bassi, a lungo caratterizzati da una popolazione carceraria esigua, sono in atto importanti processi di carcerizzazione. Questo dimostra come la Corte di Giustizia Europea ed i continui richiami della Commissione e del Consiglio Europeo abbiano apportato sostanziali miglioramenti. Nel recente Libro verde del 14/06/2011 sull´applicazione della normativa dell´UE sulla giustizia penale nel settore della detenzione, la Commissione europea ha allegato un’interessante tabella riguardante la popolazione carceraria dell’Unione europea che ha posto a confronto i dati del biennio 2009-2010 dei ventisette paesi membri dell’UE nel settore della detenzione.Dal Libro Verde del 2011 si evince che, a livello europeo, l’Italia si colloca al quarto posto per quanto riguarda il totale della popolazione carceraria, con 68.795 detenuti, preceduta solo da Inghilterra-Galles (85.206), Polonia (82.794) e Germania (69.385). In un quadro ben lontano dalle aspettative del legislatore europeo si sono distinti i paesi della Penisola Scandinava dove la qualità delle strutture carcerarie e la percentuale di reinserimento sono altissime. Ulteriore dato di merito riguarda la Germania dove solo il 15% della popolazione carceraria è in ” attesa di giudizio”, dato che si scontra con la percentuale italiana che si attesta al 36% ( dato del Dap ).

Bambini e CarcereIL CASO ITALIA E LA CONDANNA INTERNAZIONALE – A Roma è nato il diritto e il primato della società romana nell’organizzazione dello Stato anche rispetto la Grecia. Celebre e quantomai veritiero è il precetto latino “Ubi Ius, Ibi societas”. Differentemente l’Italia da anni è al centro delle polemiche sullo stato dei suoi istituti penitenziari. La condanna pubblica è altissima e la battaglia del Partito Radicale di Marco Pannella è da tempo supportata dalla Chiesa Cattolica e persino dal Papa Francesco. Eppure, nonostante “Piani Carceri”, la recente abolizione del “Reato di clandestinità” la situazione è paragonabile a una bombola a pressione. Lo scorso 27 aprile Il Consiglio Europeo ha mostrato con l’ausilio di dati oggettivi l’impietosa situazione delle carceri italiane. Un’analisi che vede il “Bel Paese” secondo solo alla Serbia per sovraffollamento ( paese in attesa di adesione alla Ue ). Il report diffuso da Strasburgo, relativo a tutti gli stati europei, si riferisce al 2012, quando vennero conteggiati 66.271 detenuti su 45.568 posti disponibili, vale a dire 145 carcerati ogni 100 posti: per avere un rapporto peggiore bisogna andare in Serbia, 160 detenuti ogni 100 posti. Non solo. L’Italia è seconda, dopo la Francia, per numero di suicidi: 63 nel 2011. Ed è prima per presenze di detenuti stranieri: 23.773, il 36%. Circa 124 euro al giorno la spesa sostenuta per ogni carcerato. Questo due anni fa. Ma oggi la situazione è un’altra, replica il Dap. I detenuti sono poco più di 59mila, quelli in custodia cautelare sono passati dal 46% al 36%, i suicidi sono calati dai 57 del 2012 ai 42 nel 2013. Questi dati in controtendenza con il passato sono il frutto dei rimedi messi in campo dall’ex Ministro della Giustizia Cancellieri.

A rendere il nostro Paese ridicolo agli occhi della comunità internazionale, oltre che nella assoluta incapacità ad imporsi più come paese sovrano, vi é stata la condanna con sentenza della Corte di Europea dei diritti umani del 2013. I giudici allora constatarono che il problema del sovraffollamento carcerario nel nostro paese è di natura strutturale, e che il problema della mancanza di spazio nelle celle non riguarda solo gli allora sette ricorrenti: la Corte ha già ricevuto più di 550 ricorsi da altri detenuti che sostengono di essere tenuti in celle dove avrebbero non più di tre metri quadrati a disposizione. I magistrati europei hanno richiamato le autorità italiane a risolvere il problema del sovraffollamento, anche prevedendo pene alternative al carcere. I giudici hanno domandato inoltre all’Italia di dotarsi, entro un anno ( al momento senza alcun riscontro legislativo ), di un sistema di ricorso interno che dia modo ai detenuti di rivolgersi ai tribunali italiani per denunciare le proprie condizioni di vita nelle prigioni e avere un risarcimento per la violazione dei loro diritti.

LA SOLIDARIETA’ E L’IMPEGNO – Nonostante gli innumerevoli problemi in Italia resta forte l’impegno delle Istituzioni Penitenziarie e del Terzo Settore nel lavoro di reinserimento dei detenuti. Esempio ne sono le innumerevoli relazioni dei DAP e dei Sndacati di Polizia Penitenziaria che chiedono riforme urgenti. Altro ecomiabile esempio sono le Cooperative Sociali e le associazioni che si occupano del “reinserimento” come sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Ad esempio da anni è attiva Ristretti Orizzonti che con la sua rete e periodico informa il mondo della vita carceraria e dei suoi problemi. Altra attività che sta facendo scalpore, per la sua attualità e bellezza è il reinserimento operato presso la Casa Circondariale di Frosinone dalla squadra di rugby ” I Bisonti “, la quale sostenuta dall’associazione Gruppo Idee e dalla Federazione Italiana Rugby – Lazio, sta reinserendo e rieducando i detunuti attraverso lo sport. Come a dire che Poliziza Penitenziaria, detenuti e operatori del Terzo Settore operano e spingono affinchè le cose effettivamente cambino.

Quel che emerge dalla condizione carceraria è una capacità dell’Europa di porsi a garante dei diritti, in modo superiore a ciò che avviene negli altri grandi paesi del mondo come Stati Uniti d’America e Russia. Dalla seguente analisi però resta come fardello l’Italia. Italia paese in cui resta aperto un dibattito ove le cosiddette forze progressiste si dichiarano contrarie all’amnistia. Paese che si sente oppresso dall’Europa, ma che a sua volta non rispetta la dignità umana. Italiani che vorrebbero di più dall’Europa, ma che non riescono a gestire se stessi.