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Una Cinderella nella Repubblica Democratica del Congo

Il progetto della Fondazione Cariello Corbino

Ho sempre pensato che, se un impiegato di una casa editrice (ovviamente digitale o ultra digitale) del futuro dovesse trovarsi di fronte al compito di definire la nostra epoca avrebbe poca difficoltà e prima di riaddentare il suo ultra panino bio-digitale ,se la caverebbe banalmente con uno Sfittismo. Slide 150 “Lo sfittismo”:

Sì, un’epoca di sogni sfitti e abusivamente occupati da un caos panico, digitale e non, che ci distoglie costantemente dal contenuto proponendoci nuovi contenuti, secondo la legge antica della matrioska e alla fine rimane una scatola vuota di altre scatole vuote. Un caos che occupa abusivamente gli istinti più naturali e umani del fermarsi per la strada perché Mario, il vecchino che non conoscevi, è caduto  e a tutti quelli che gli chiedono se sta bene dice di sì perché si vergogna o fare un complimento alla signore della metro che hanno gli occhi tristi, una porticina per farle sfogare un po. Un occupante abusivo che infine stende il tappeto rosso a tutte le dimore della paura, frustrazione, della diffidenza nelle quali si entra a braccetto con a solitudine che finisce per cannibalizzarci tutti in questi non luoghi dove, sotto sotto, non si sente a casa nessuno.

Nel nostro sfittismo però esistono ancora quelle persone che sono andate a riprendere i propri sogni e che ci promettono di disintossicarci tutti dal vandalismo cannibale del caos regalando il difficile ma non l’impossibile. Delle Cinderelle che,  senza cavallo bianco, rendono lieto un fine che ci redimerà tutti, con coraggio e gentilezza, come vuole la favola.

Per questa ragione meritano di essere raccontate le azioni e i progetti come quelli che porta avanti la Fondazione Cariello Corbino che ho avuto il piacere di contattare. La Fondazione, nata nel 2017, istituzionalizza lo spontaneismo benefattore di Silvana Cariello che nel corso della sua vita, supportata da tutta la famiglia, è stata in grado di ridare la fiducia nei sogni con supporto e assistenza poliedrica ma costante.

Oltre le attività in Italia e nel territorio campano è degno di attenzione un progetto “coraggioso e gentile”  in Repubblica Democratica del Congo che ci permette di apprendere molto sulla situazione attuale del paese di cui, sfortunatamente, si parla così poco sulla stampa italiana.

Non molti sanno infatti che con le immense risorse minerarie di cui dispone (oro, diamanti, petrolio, coltan, rame, legname) la Repubblica Democratica del Congo ha la potenzialità di essere uno dei paesi più ricchi al mondo. Nonostante ciò, la diffusa rete criminale organizzata ha trovato lo spazio sufficiente per assorbire questa ricchezza per quasi il 98% (Secondo l’Unep (Agenzia Ambiente della Nazioni Unite). I conflitti e la violenza tra tribù sono estremamente diffuse e, nel Nord Kivu, regione in cui la Fondazione ha deciso di operare, dal 2004 si trascina una grave crisi tra governo e ribelli, che ha dato e dà origine a migliaia di morti, e razzie di adolescenti rapiti per “servire” le truppe ribelli.

In questa regione nasce la storia di una Cinderella che, come dicevo prima, ci salverà tutti. Si tratta di Passy Mahano, figlia di un ranger che decide deliberatamente di lasciare gli studi e accogliere gli orfani dell’area, vittime dei conflitti. Passy si fa aiutare da chi può, non può contare su risorse fisse all’inizio e ospita sempre più bambini in una baracca di legno.

 Il crescente numero di bambini da ospitare e da sfamare e l’instabilità delle risorse rendono la sua missione, una sfida contro il tempo, il disagio diffuso e infine la vita. Ma considerando che è l’uomo a salvare l’uomo quando non si bunkera in fatiscenti lochi di diletto della paura, non è il destino a far incontrare Passy con quelli che saranno i suoi benefattori ma la stessa consapevolezza che nessuno si può salvare da solo.

È così che PAssy viene in contatto con una filantropa svizzera, Malene Zähner che le assicura maggiori risorse. L’aumentare dei bambini che arrivano a 63, diventa tuttavia di nuovo insostenibile e a questa nuova sfida risponde Alberto Corbino, il cuore della Fondazione. Il giorno dopo la firma dell’atto di fondazione della Fondazione Alberto Corbino è già in Congo. Pochi mesi dopo Alberto aveva acquistato già due lotti di terra in un’area più sicura, alle porte del Parco Nazionale del Virunga, per costruire un edificio con dormitori, mensa, scuola, foresteria, infermeria, laboratori e un’area esterna per coltivare e allevare animali.

Ad oggi, uno dei quattro edifici, il dormitorio femminile, è in fase di completamento e i bambini sono in procinto di essere trasferiti, finalmente al sicuro e in un ambiente dignitoso e sano.

 

Per tutti coloro che vogliono salvarsi da se stessi e uscire dalla fatiscente dimora della frustrazione, la fondazione Cariello Corbino è impegnata a completare il suo progetto di costruzione, consapevole dell’impegno che dovrà mantenerà anche per assicurare la sostenibilità della struttura.

 

SITO: http://fondazionecariellocorbino.org

PER DONAZIONI: http://fondazionecariellocorbino.org/sostienici/ :