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Giochi di Ruolo, da dove iniziare?

La scorsa volta abbiamo parlato del perché il gioco di ruolo è più divertente di un qualunque videogioco sul mercato (senza però togliere nulla a quest’ultimi). Se la cosa vi interessa, ma non avete punti di riferimento per iniziare, questo articolo fa per voi. Indicherò un paio di giochi di ruolo da tavolo entry-level a mio parere, ma che vanno bene in realtà anche per i più esperti. Il criterio non è né più né meno quello di giochi veloci, semplici da imparare e modulari. Privi di tonnellate di regole e lasciano ampio spazio alla fantasia e all’interpretazione. E soprattutto generici: ovvero non legati ad una singola ambientazione, bensì universali e compatibili con qualsiasi genere, dal fantasy all’horror. Perché alla fine è quello l’importante, aldilà di tabelle e tiri di dadi: creare un mondo condiviso e dei personaggi incredibili. E questi giochi, a parere di questa sede, cadono proprio a pennello. Oltre a non pesare sul portafoglio.

Non necessariamente dovrete essere voi i Game Master (l’arbitro che interpreta le comparse e crea il mondo di gioco). È possibile che convinciate uno dei vostri amici a leggere il manuale e ad assumere questo compito, nel caso in cui abbiate voglia solo di giocare un singolo personaggio.

Savage Worlds (12,95€\PDF 4,95€)

Savage Worlds: Edizione da BattagliaFurioso, Rapido e Divertente! Savage Worlds è a mio parere il gioco di ruolo definitivo. È ottimo sia per i veterani stanchi di troppe cose da ricordare per giocare, sia per i neofiti alle prime armi. Inoltre sfrutta materiali originali come carte e fiches (o segnalini). Ammetto di essere un fan sfegatato del sistema, ma fidatevi: è davvero divertente. Oltre a disporre di tonnellate di ambientazioni ufficiali (definiti Mondi Selvaggi!) e materiale realizzato dai Fan italiani e inglesi. I personaggi del gioco, indipendentemente dal fatto che siano maghi, centurioni romani o pirati spaziali sono definiti da Tratti. Un tratto è un dado multi-faccia (d4, d6, d8, d10, d12 e così via) che definisce quanto l’eroe sia bravo nel fare qualcosa. Oltre ad essere caratterizzati da Svantaggi (cose in negativo come fobie, handicap fisici, ecc.) e Vantaggi che funzionano come delle vere e proprie capacità speciali a cui il personaggio può attingere.

Per superare una prova viene richiesto un tiro di un Tratto particolare (come Forza o Combattere per esempio) e se si totalizza un valore di 4 o più l’eroe riesce nell’azione. Ad ogni tiro però i protagonisti lanceranno un dado speciale chiamato Dado del destino, un semplice d6, prendendo fra questo e il dado del Tratto il valore più alto. Se uno dei dadi ottiene il valore massimo, per intenderci un 6 su un d6 e un 8 su un d8 e via dicendo, si rilancia e si aggiunge di nuovo al risultato totale; per ogni multiplo di 4 si totalizza un Incremento e l’azione riesce ancora meglio del previsto. In tutto questo, i  personaggi hanno a disposizione ad ogni sessione tre Benny, ovvero segnalini da spendere come moneta per ritentare dei tiri di dado o per eseguire azioni speciali. Mentre il combattimento, cosa fantastica sempre a mio parere, basato sull’uso di carte da poker: si pesca una carta e il seme e il numero rappresentano l’ordine di azione. Fine, le regole fondamentali sono tutte qui. Facile e veloce no?

Inoltre il manuale contiene consigli e guide per creare la propria ambientazione (o convertirne una già esistente), regole e vantaggi in modo totalmente modulare. Rispetto a ciò che offre, 12.95€ Savage Worlds è un ottimo affare. Lo trovate qui.

FATE: Accelerato (10,00€\PDF Gratis!)

FATE: AcceleratoFATE è un altro dei sistemi generici per gioco di ruolo più diffusi attualmente. FATE: Accelerato non è altro che la versione essenziale e ridotta all’osso del fratello maggiore. Ogni personaggio è descritto da una serie di Aspetti, Talenti e Approcci. Gli Aspetti non sono altro che brevi frasi che definiscono il personaggio, come “Ha una spada magica” oppure “Viene dal pianeta desertico di Volkgan”. Il Master e i giocatori sono invogliati a collaborare per creare insieme degli Aspetti. In secondo luogo i Talenti, che similmente ai Vantaggi di Savage Worlds aggiungono bonus in circostanze particolari. Infine gli Approcci, i quali si dividono in Attento, Ingegnoso, Appariscente, Energico, Rapido, Elusivo, sono definiti da una scala che va da -2 a +8. Per intenderci meglio, un Ladro Elusivo +3, Attento e Rapido +2, Ingegnoso e Appariscente +1, Energico +0. Caratterizzandolo in maniera particolare rispetto agli altri. Tutto questo come funziona in gioco?

FATE: Accelerato utilizza un tipo di dadi a sei facce chiamato FUDGE (non molto costosi intorno ai 5€ a set completo), su cui sono rappresentati 3 possibili simboli: +, – o “ “ (vuoto). Le azioni che un personaggio può compiere sono (1) creare un vantaggio per sé o per la squadra (disattivare un sistema d’allarme), (2) superare un ostacolo (saltare oltre il nemico per raggiungere una pistola), (3) attaccare e (4) difendersi.  Si aggiungono bonus derivanti da talenti e si decide come con che Approccio farlo e il relativo bonus. Si lanciano i dadi FUDGE; ogni + va aggiunto ai – per ottenere un risultato fra -1 e +2. Dopodiché se inerente al contesto dell’azione si può spendere un Punto Fato per utilizzare un Aspetto e aggiungere un ulteriore bonus al risultato. Se tutta questa accozzaglia numerica supera una difficoltà decisa dal Game Master, l’azione ha successo. Se uguale, vi è un pareggio e l’azione continua e un valore minore significherà  un fallimento del tentativo. Ecco tutte le regole su cui si basa Fate: Accelerato. Il resto come sempre sono consigli per creare nuovi aspetti, talenti e scenari\ambientazioni per i vostri amici. Il prezzo è molto aggressivo: 10€ (+ 5 per i dadi speciali FUDGE) per la versione cartacea, oppure gratis senza spendere un centesimo per il PDF. Trovate qui.

Questi due sono i migliori entry-level in circolazione. Nel caso in cui l’esperienza non vi piaccia non avrete buttato via cifre da capogiro. Cosa che potrebbe accadare con un manuale da 35-50€ come Dungeons & Dragons o Pathfinder. Che rimangono lo standard un po’ ovunque, ma in ogni caso molto dispendiosi.

L’estate è almeno per liceali e universitari un ottimo periodo per giocare,  dopo i sabati invernali, perché non provate qualcosa di nuovo al posto del solito Risiko o Monopoli?

Perché preferisco il Tabletop

Il videogioco e in generale il divertimento elettronico si è tramutato sostanzialmente in un fenomeno di massa: si è conquistato fasce d’etá impensabili (come la generazione dei trentenni di oggi), creato un giro d’affari pari (se non superiore) a Hollywood e se prima stigmatizzato e contestato da genitori e insegnanti, dopo tanto tempo è finalmente accettato nella cultura popolare. Testate come Repubblica o il Corriere della Sera dedicano spesso all’argomento perfino degli articoli, se non delle vere e proprie rubriche. Probabilmente, tale successo è dato dal fatto che è un passatempo virtuale facile, veloce e soprattutto fruibile da soli in tranquillità, senza impegno e molto accattivante per giunta.

Intendiamoci, mi ritengo un giocatore e tuttora gioco ai videogame; ciononostante vedo come questa forma di svago stia inglobando un po’ tutto il settore ludico. Ma cosa ancora più importante: seppur amante dei videogiochi, non sono il mio hobby principale, né lo saranno mai in vita mia. Questo perché il primo posto nella classifica spetta ai Giochi di Ruolo Tabletop (o all’italiana da Tavolo o Cartacei).

Carta, penna e dadi. Non serve altro per divertirsi.
Carta, penna e dadi. Non serve altro per divertirsi.

Si tratta di una categoria di giochi da tavolo in cui due o più giocatori “interpretano” dei personaggi immaginari, come se fossero a teatro, i quali agiscono in un mondo fittizio. Mentre un giocatore speciale, chiamato generalmente Game Master, descrive la scena e modifica tale descrizione in base all’agire dei giocatori. Il tutto mediato da una serie di regole e dai tiri di dadi poliedrici per determinare se un protagonista riesce in un impresa o meno. Nessuno vince, nessuno perde: si forgia collegialmente una storia.

Oggi vorrei semplicemente elencare perché per me, i miei amici e moltissimi appassionati un manuale di regole, una manciata di dadi, un foglio e una matita sono più emozionanti di qualsiasi Playstation 4, Xbox One o PC messi insieme. Siete pronti?

  1. La socialità, lo stare in compagnia. Avrei potuto elencare qualsiasi altra cosa come prima motivazione, ma credo che questa sia la più importante. Nell’era di Facebook, Twitter, WhatsApp, ecc. è raro trovare un momento in cui la gente spenga per un momento lo smartphone e si sieda ad un tavolino, interagendo genuinamente con altre persone faccia a faccia, attraverso il tono di voce e la gestualità. Il gioco di ruolo è un’attività sociale dal vivo, che aiuta a creare amicizie e perché no, ad avere più fiducia in noi stessi. Qualcuno potrebbe obiettare che i videogiochi moderni siano dotati di funzionalità multiplayer, che mettono in relazione con altri giocatori per sfidarsi tutti assieme. Ma un microfono e un nickname sono una socialità autentica?
  2. Più economici di una console o computer. Per giocare ai videogiochi è necessaria una console da collegare alla TV, oppure un PC sufficientemente potente. Quindi una spesa che oscilla circa fra 199€-400€ per una console, se non un migliaio di euro per un personal computer ad hoc. Oltre al prezzo del software. Giocare un gioco di ruolo con gli amici, invece, richiede semplicemente il manuale del gioco prescelto (dipende dal gioco, ma fra i 12€ e i 40€), carta, gomma, matita e un set di dadi poliedrici (non più di una decina di euro). Per rendere il gioco ancora più stimolante, si possono usare delle miniature su una mappa quadrettata, oppure acquistare dei “supplementi” per arricchire il gioco; ma tutto questo è assolutamente opzionale e facoltativo. Basta, nient’altro. Con un risparmio notevole di denaro, è possibile vivere esperienze indimenticabili, al livello di un libro o di un film.
  3. Stimolano la fantasia. I giochi di ruolo sfruttano l’hardware più potente in circolazione: la nostra mente. Ce n’è per tutti i gusti: esistono ambientazioni che vanno dal fantasy classico alla fantascienza. Usando la fantasia si possono creare mondi avvincenti, vivere avventure infinite e divertirsi per molto tempo. Nessuna console potrà mai raggiungere il livello di dettaglio che questo strumento può offrire.
  4. Interattività. Per quanto avanzati, le limitazioni tecnologiche e di budget si fanno sentire. Alla fine le scelte e le azioni possibili in un videogioco sono determinate da ciò che i programmatori hanno potuto o deciso di implementare. Nei giochi di ruolo, proprio perché il mondo è narrato e definito da un essere umano, le possibilità e l’interattività è limitata solamente dalla volontà e dall’immaginazione dei partecipanti. Cosa che un computer non potrà mai fare. Il giocatore è realmente il protagonista e le sue azioni sono libere e contano per davvero!
  5. Divertimento senza fine. Il videogame ad un certo punto termina, o comunque perde di interesse. Il gioco di ruolo è virtualmente infinito, perché si può giocare una stessa avventura per anni e il Game master può sviluppare nuove trame e ampliare liberamente lo scenario. Non è raro infatti trovare gruppi di gioco con campagne che procedono già da tempo e di cui non si sono ancora stancati.

Queste sono le ragioni per cui una sessione ad un gioco di ruolo fra amici è più eccitante di un qualsiasi pomeriggio passato con il Joypad in mano. Non che le due cose non possano coesistere pacificamente. Ma banalmente, per raggiungere lo stesso risultato i videogiochi dovrebbero prendere esempio dai GDR carta e penna, piuttosto che concentrarsi su spettacolarità e grafica tridimensionale.