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Stephen Hawking, i Pink Floyd e il bisogno di continuare a parlarci

Stephen Hawking ha segnato, oltre che la storia dell’umanità, anche la musica fino a divenire una delle fonti d’ispirazione dei Pink Floyd.

Personaggio amato da molti, di cui la maggior parte incapace o totalmente ignara dei suoi studi e di quanto teorizzato da esso, è stato un simbolo di speranza. Speranza per milioni di persone portatrici di una malattia, che più che fisica, l’attuale e progredita società contemporanea rende colpevoli le persone malate di fronte a un’impostazione eugenetica che fa dell’uomo un modello per i sui tratti fisici e non per l’intelletto.

Corre l’anno 2014 quando esce nelle sale cinematografiche “The Theory Of Everything” pellicola diretta da James Marsh e interpretata da Eddie Redmayne, che racconta la storia del giovane Stephen Hawking. Il film è un adattamento di Travelling to Infinity: My Life With Stephen, scritta da Jane Wilde Hawking, ex-moglie del fisico. Per l’interpretazione Redmayne si è aggiudicato il Premio Oscar come miglior attore. Vi starete domandandono cosa c’entri questo riferimento alla settima musa con la musica; ebbene The Theory of Everything è stata celebrata dalla sapiente e impareggiabile scrittura musicale di Jóhann Jóhannsson, il compositore islandese recentemente scomparso, che con la superbia del suo piano vinse con la stessa pellicola un Golden Globe nel 2015 per la miglior colonna sonora originale.

 

Ora, per celebrare un gigante della scienza nulla può essere obiettato al fatto che solo e esclusivamente la scrittura musicale e il genio dei Pink Floyd lo avrebbe potuto fare. Così, se The Division Bell (1994) vide l’assenza di Roger Waters, resta un capolavoro di David Gilmour che con la sapienza di una composizione dai tempi cinematografici volle consegnare la voce di Stephen Hawking alla storia della musica nel brano High Hopes/Keep Talking. Scritto da Gilmour insieme al tastierista Richard Wright, Keep Talking è uno dei pochi brani in cui Gilmour esegue un assolo con la talk box, elemento utilizzato nell’album Animals e nel tour seguente del 1977-78. All’inizio del brano e al suo termine sono presenti registrazioni generate dal sintetizzatore vocale di Stephen Hawking. La voce di Stephen Hawking era stata precedentemente utilizzata in una pubblicità della British Telecom.

“Mi sono messo a piangere, è lo spot televisivo più potente che io abbia mai visto”, ha dichiarò David Gilmour.

 

Vent’anni dopo The Division Bell è il turno di The Endless River, in cui sono contenuti alcuni magici giri di Richard Wright, deceduto nel 2008. Così come in The Division Bell, con una continuità di idee e sonorità, capaci di susseguirsi in album e periodi diversi, la voce di Stephen Hawking torna a essere utilizzata da Gilmour in  Talkin’ Hawkin.

La frase pronunciata da Hawking nei brani recita:

«For millions of years mankind lived just like the animals. Then something happened which unleashed the power of our imagination: we learned to talk” and “It doesn’t have to be like this. All we need to do is make sure we keep talking». Per milioni di anni, l’umanità ha vissuto proprio come gli animali. Poi avvenne qualcosa che diede libero sfogo al potere della nostra immaginazione. Imparammo a parlare”.

 

“Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è continuare a parlare”

 

Ne abbiamo un disperato bisogno, assieme a fermarsi ad ascoltare.