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Domestic Boundaries – Verso nuovi limiti dello spazio vissuto a Roma

Domestic Boundaries – La mostra dedicata ai cambiamenti che hanno influenzato nel tempo lo spazio pubblico e privato, a Roma Smistamento dal 10 novembre al 7 dicembre 2018. Un percorso di riflessione del nostro modo di vivere la contemporaneità attraverso installazioni sottili, irriverenti, sensibili, seducenti e disorientanti. Tra neon, Netflix and chill, consensi social e salotti urbani.

 

Domestic Boundariesè realizzato in collaborazione con Open City Roma ed è il primo appuntamento di “Creature – Esperimenti d’Arte in Laboratori Urbani”, il festival della creatività urbana, parte del programma di Contemporaneamente Roma 2018 promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con Siae.

A distanza di un anno dalla vittoria del Premio Creature 2017, Roma Smistamento(sede di TWM Factory) si candida così come parte attiva del contest di quest’anno, inserendosi nel palinsesto dei laboratori urbani volti a rigenerare la città.

 

Il progetto nasce da un’idea di Flavio Martella,Maria Vittoria Tesei e Marta Rigato, collettivo di tre architetti che opera tra Roma e Madrid, che attraverso la loro ricerca architettonica e sociale, indagano il cambiamento dei confini ormai labili  tra spazio pubblico e privato.Una riflessione sui nuovi codici etici e progettuali, influenzati dall’incessante sviluppo tecnologico e della comunicazione.

 

L’allestimento di Domestic Boundaries si sviluppa dall’osservazione dei cambiamenti della nuova epoca, in cui le trasformazioniche influenzano struttura familiare, organizzazione del lavoro, tecnologie, comunità e comunicazione, si riflettono in una rivoluzione urbana che unisce lo spazio domestico a quello cittadino.

 

Domestic Boundaries vuole quindi svelare una realtà in cui siamo già effettivamente immersi, attraverso un vero e propriopercorso conoscitivo che mostra le mutazioni della nostra epoca in maniera tangibile. Un quadro generale sensibile e critico offerto al visitatore, che si troverà a vivere attivamente questa rinnovata consapevolezza. Un percorso seducente che mostra rituali odierni, confini labili, spazi in cui infine riconoscersi comprendendo di non essere più solo uno spettatore, ma il protagonista forse passivo di questa mutazione spaziale e sociale.

 

Il concetto di casa come luogo sicuro, dimora fissa, si smaterializza, mentre lo spazio pubblico diventa da generico a sempre più personale e vissuto h24. Mutano le relazioni e la convivialità, l’idea di abitazione sivanisce, accoglie addirittura lavori che non necessitano di spostarsi dalla propria scrivania, eliminando quel confine che lascia fuori dalla propria porta le preoccupazioni esterne.

 

Le sedi di lavoro accolgono momenti di convivialità domestica e confinano i propri dipendenti per 12 ore, i media domesticiisolano nelle proprie camere, dove abbiamo già tutto. Cambia l’idea di migrazione, l’uomo diventa a-topico, nomade, non dipende da alcun luogo ed è in grado di ricreare il proprio habitat ovunque. La casa si trasforma in città, la città tende alla casa.