Home / Tag Archives: Ex-Siar

Tag Archives: Ex-Siar

Il recupero dei beni abbandonati tramite l’arte: il Forgotten Project

Storia, abbandono ed arte di recupero: sono queste le peculiarità su cui si muove il Forgotten Project, il progetto che mira a recuperare gli edifici abbandonati e “dimenticati”, facendoli riscoprire attraverso l’arte.

Nato nel 2015 quasi per gioco, il progetto è progressivamente cresciuto, alimentandosi anche del particolare contesto storico in cui è venuto alla luce: difatti il connubio arte-abbandono è oramai particolarmente inflazionato, recentemente molto in voga per motivare (o giustificare?) attività che altrimenti rientrerebbero nell’illegalità e sarebbero (o almeno dovrebbero essere) rifiutate e combattute.

Così la storia di un bene viene utilizzata per conseguire un proprio fine, in cui la fruizione pubblica non può che esser lo specchietto delle allodole dietro cui nascondere l’interesse privato.

Ma Forgotten Project è ben altro: gli edifici dismessi divengono oggetto di un’operazione di street art. Un intervento esteriore ma che mira a muovere le coscienze delle persone: il cuore dell’attività non è la sola manifestazione artistica in sé e per sé, ma l’edificio su cui effettuato, volendo creare una riflessione sull’aspetto edilizio-urbanistica della città.

Per questo nella prima edizione erano stati prescelti i principali luoghi sociali di aggregazione, sia lavorativa che più prettamente ludica: così, cinema chiusi e mercati rionali, ma anche ex-fabbriche oramai dismesse o stazioni in stato di abbandono, sono diventati la tela per una nuova rinascita in una nuova veste di fruibilità comunicativa.

Alla commistione tra architettura ed arte figurativa si è voluta sommare l’ulteriore congiunzione tra diverse realtà artistiche: per effettuare tali interventi sono stati chiamati 5 artisti portoghesi: così Daniel Eime si è occupato del Mercato Guido Reni, Bordalo II è intervenuto alla Stazione San Pietro, Frederico Draw ha dato una nuova veste alla ex fabbrica Mira-Lanza, mentre Add Fuel ha dedicato la sua arte all’Ex-Siar, mentre ±MAISMENOS± si è interessato dei cinema abbandonati del Metropolitan, Pasquino e Troisi, situati in luoghi nevralgici della città.

Il connubio tra esperienze artistiche differenti caratterizzerà anche la seconda edizione del progetto che partirà a marzo di quest’anno: per l’occasione alcuni dei più importanti street artist del Regno Unito interverranno su edifici scolastici e sportivi, nonché strutture ospedaliere e teatri in situazioni critiche. Dalla terra madre della street art arriveranno Dan Kitchener, Lucy McLauchlan, My Dog Sighs e Phlegm.

Da una prima fase dedicata più prettamente alle realtà socializzanti Forgotten Project ha quindi deciso ora di concentrarsi sui luoghi di formazione e di cura, fisica e mentale, inaugurando questo nuovo ciclo di interventi con l’intervento di My Dog Sighs sul Nuovo Regina Margherita della ASL Roma 1.

Tale opera di arte urbana avverrà il 17 Marzo, e per l’occasione la Forgotten Project realizzerà a Roma, da un’idea dello stesso artista britannico, il primo Free Art Friday: un evento durante il quale gli artisti, che possono liberamente aderire all’iniziativa mediante un apposito form, lasceranno delle opere a Trastevere che i visitatori potranno portar via gratuitamente.

Oltre a ciò gli ideatori hanno in mente di realizzare varie ulteriori attività per permettere la riscoperta del territorio romano: con il patrocinio dell’Assessorato alla Crescita Culturale di Roma Capitale e della Regione Lazio, nonché grazie al supporto della Casa dell’Architettura di Roma e della British Embassy of Rome e British Council e puntando sul ruolo primario dei vari municipi sostenitori, nel corso del periodo di interventi urbani verranno organizzati tour, urban game, e anche aperitivi- incontri con gli artisti coinvolti.

Il progetto urbano Forgotten è quindi molto di più che una semplice manifestazione artistica: porre in risalto le criticità di edifici spesso situati in zone centrali e densamente frequentati della Capitale che per diverse ragioni di carattere sociale, edilizio ed urbanistico risultano abbandonate o in stato di degrado, perdendo la loro originaria funzione ed importanza e finendo così nel dimenticatoio.

L’arte come recupero della memoria storica della città e riscoperta di ciò che è stato, che ci ha portato ad essere come si è ora, per conoscere la nostra storia e riflettere sui possibili scenari futuri.

Nel leitmotiv della necessità di ridestinare dei beni alla loro originaria funzione alla luce dell’odierna architettura delle città moderne, invase da edifici abbandonati e dimenticati, oramai analizzati approfonditamente e spesso in primo piano nei dibattiti pubblici, Forgotten Project è tra i pochi esempi, che cerchiamo sempre di documentare nella nostra rivista, che mostra un’effettiva coscienza della necessità di fare qualcosa di concreto per invertire la rotta di questi derelitti edilizi e ridestare l’interesse popolare in veste positiva e costruttiva.

Per ulteriori info sul Forgotten Project, sugli interventi e sulle varie ulteriori attività in programma:

http://www.forgottenproject.it/it/