Home / Tag Archives: fashion

Tag Archives: fashion

Michael Kors annuncia l’acquisizione di Versace per 2 miliardi di dollari

E’ ufficiale, Versace è stata acquistata dal gruppo americano Michael Kors per circa due miliardi di dollari rappresentando uno degli ultimi marchi europei entrati a far parte della gestione di un conglomerato globale di moda.

Il brand, fondato nel 1978 dall’indimenticato Gianni Versace, è sempre stato noto per il suo essere irriverente, esagerato: a lui, inoltre, va riconosciuto il merito di aver portato in passerella tutte le top model del momento, a sfilare con indosso i suoi abiti di alta moda.

Nominò vice presidente del marchio la sorella Donatella, mentre il fratello maggiore Santo, si occupava dell’aspetto finanziario. Grazie alla crescita dell’azienda, Gianni Versace ha contribuito a rendere la moda più mainstream, facendo indossare a celebrità come Prince, Elton John e Madonna i disegni del marchio; inoltre, Versace fu uno dei primi marchi ad invitare le celebrità alle sue sfilate.

In seguito alla tragica scomparsa dello stilista, ucciso nel 1997 davanti alla sua villa di Miami Beach dal serial killer Andrew Cunanan, Donatella Versace ha assunto il ruolo di stilista e direttore creativo dell’azienda, mentre Santo Versace fu nominato CEO.

Il controllo dell’azienda è rimasto in mano alla famiglia per circa 20 anni dopo la morte di Gianni Versace, fino al 2014, anno in cui la società di private equità Blackstone acquistò il 20% delle azioni del marchio. Nel 2016 infine, vi è stato un cambio al vertice, con la nomina di Jonathan Akeroyd come nuovo CEO dell’azienda.

Michael Kors, che di recente ha acquisito anche il marchio londinese Jimmy Choo, ha annunciato che fonderài tre marchi in un’unica società, che prenderà il nome di Capri Holdings Limited. Donatella Versace rimarrà il direttore creativo della maison nonché azionista del nuovo gruppo, insieme al fratello Santo e alla figlia Allegra, con una quota pari al valore di 150 milioni di euro.

“Questo è un momento molto eccitante per Versace”, ha detto Donatella Versace in una recente intervista, aggiungendo che la vendita è stato un passaggio obbligato per poter permettere al brand di aggiungere il suo potenziale massimo. Il direttore creativo, ci informa inoltre che la decisione di diventare azionisti del nuovo gruppo Capri Holdings Limited, mostra la convinzione nel successo a lungo termine di Versace insieme a grandi aspettative per questo nuovo gruppo globale del lusso.

Anche John Idol, presidente e amministratore delegato del gruppo Michael Kors, è altrettanto entusiasta di poter aggiungere la maison Versace alla famiglia di marchi di lusso che detiene il brand, assicurando agli azionisti una crescita degli utili.

Tra i progetti per Versace, ora parte del gruppo USA, c’è quello di aumentare la produzione di scarpe e accessori, e rafforzare la presenza online.

Gianvera Bertè

Vero o falso? Moda made in China

Se pensate che il cinese con la macchina fotografica in mano sia un luogo comune come il panino con la lasagna beh sappiate che non lo è. Nelle grandi città della Cina non c’è uomo, donna o bambino che non abbia un cellulare e un selfie stick in mano. Ho visto una ragazza di Pechino organizzare una sorpresa al fidanzato per il compleanno, l’ha portato in un ristorante lussuoso e panoramico con vista sulla città e gli ha fatto trovare una torta enorme. Prima di ringraziarla, prima di spegnere le candeline, prima di essere sorpreso, aveva il telefono in mano. La ragazza non se l’è presa perché tanto stava facendo una foto anche lei.

La fotografia d’altra parte può essere considerata un aspetto dell’arte in cui i cinesi sono maestri: la riproduzione della realtà. La moda made in China ne è un esempio.

Come in occidente, anche gli stilisti cinesi si occupano di prêt à porter e di alta moda. Non c’è però ancora una uniformità nel loro stile, un qualcosa che renda “il look cinese” identificabile come “il look alla francese” o “all’inglese”. Tutto questo perché la Rivoluzione culturale promossa da Mao Tse-Tung ha cancellato molti aspetti tradizionali e culturali del paese, compresa la storia del costume. Mao ha per esempio introdotto lo zhongshan, una giacca-divisa con quattro tasche e il colletto alla coreana che tutti dovevano indossare allo stesso modo. Solo le riforme che sono state fatte dagli anni Ottanta in poi hanno permesso la nascita dell’industria della moda e quindi l’affermarsi di stilisti, ognuno con una sua interpretazione personale dello stile tradizionale cinese.

Wang Yiyang
Wang Yiyang

Nell’attesa che Wang Yiyang, Laurence Xu o Yiyang si affermino a pieno nella scena internazionale, è nei Fake Market, i mercati del falso, che si esplica la massima creatività della moda made in China. Sono molte la fabbriche che si trovano in Cina e non è raro che i dipendenti riescano a sottrarre qualche pezzo, magari fallato o in sovrapproduzione, per rivenderlo poi a prezzi stracciati. Per avere un’idea, una borsa dal costo di 3000 euro viene venduta a 300. Naturalmente è tutto falso, ma un falso in grande stile, con tanto di numero di serie, scatola e cartellino di originalità. Spesso la merce migliore è nascosta nei magazzini e solo quando il negoziante pensa di avere davanti un acquirente interessato le tira fuori. La contrattazione poi è tutto. Un portafoglio Ferragamo in pelle: prezzo iniziale richiesto 39 euro, aggiudicato dopo il consueto tira-e-molla a 10 euro. Una cintura in cuoio Armani: prezzo di partenza 45 euro, accordo finale a 10 euro. Un paio di mocassini Tod’s da uomo, in pelle marrone. Si parte da 98 euro, si chiude l’affare a quota 39. Cinque magliette Dolce & Gabbana per 40 euro in tutto.

Nelle grandi città del Paese l’80% delle persone che incontrerete per strada hanno una borsa di Chanel dell’ultimo modello o una Birkin di Hermès.

Susie Lau, Style Bubble
Susie Lau, Style Bubble

In Cina anche le fashion blogger sono un fenomeno recente. Sempre attente a quello che succede nei paesi occidentali e stufe di quello che propone il sito “mainstream” di Vogue China, si sono cominciate a dare da fare, cercando un approccio più personale al tema della moda. Il nome di Susie Lau probabilmente non vi dirà nulla eppure è la più famosa nel suo paese: il suo stylebubble, nato nel 2006, conta 30.000 visitatori il giorno. Un altro esempio di blogging è quello di Nancy (Xiaoxi) Yang, giovane cinese che vive e lavora a Berlino.

La via da seguire non è quella dei social tradizionali che in Cina non sono autorizzati, quindi al posto di facebook e twitter, si usa Weibo. Simil-twitter, ma usato come Simil-facebook. In un Paese con oltre un miliardo di abitanti essere famose non è una cosa da poco.