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L’uomo di mare è il Fenomeno del rap: Fabri Fibra

Chissà se Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra, si era mai immaginato di poter avere una carriera tanto scintillante. Già, perché il rapper marchigiano, classe 1976, è al nono album da solista ed ha venduto fino ad oggi più di un milione di copie. Tutto ha avuto inizio a Senigallia intorno alla metà degli anni Novanta, periodo in cui fanno il loro ingresso nella scena rap italiana gli Uomini di Mare, gruppo nato dall’incontro tra Fibra ed il beatmaker Lato. Uomini di Mare, il nomignolo che – come ha spiegato lo stesso rapper in una recente intervista – gli venne attribuito perché Fabri e dj Lato avevano l’abitudine di indossare pantaloncini corti durante i viaggi da Senigallia a Bologna, punto di ritrovo per tutto il movimento hip hop italiano. Il primo lavoro del duo, il demo Dei di mare quest’el gruv, risale al 1997 e venne pubblicato dalla Teste Mobili Records, etichetta discografica indipendente fondata da loro stessi, e registrato presso lo Studio 114 di Senigallia fra il 1995 e il 1996 con il classico Tascam. L’anno del boom è il 1999. Lato e Fibra realizzano infatti il loro primo album ufficiale, Sindrome di fine millennio, oggi un vero e proprio disco di culto e al cui interno si trova una delle canzoni più importanti dell’intera carriera del rapper, Verso altri lidi.

 

Grazie alla popolarità ottenuta, nel 2002 Fibra pubblica il suo primo disco da solista, Turbe Giovanili, prodotto interamente da Neffa, che ebbe il merito di fornire le basi recuperate da un vecchio hard disk, molto grezze e quindi in perfetta sintonia con l’ambientazione cupa ed introspettiva dell’album. Il periodo tra il 2004 ed il 2006 rappresenta la svolta della carriera di Fabri Fibra. Sono infatti gli anni di Mr. Simpatia e di Tradimento, i due dischi che lo hanno consacrato definitivamente. Per quanto riguarda il primo, la copertina ritrae il rapper che si è sparato un colpo in testa, e il «simpatia» è un ironico riferimento alle delusioni della vita.  Nel libro Dietrologia, Fabri Fibra scrive riferendosi al disco Mr. Simpatia: «Voglio dirvi una cosa che penso da molto: Mr. Simpatia l’ho fatto io, l’ho scritto io, l’ho pensato io, l’ho realizzato io, l’ho portato in tour io, Mr. Simpatia sono io. Quel disco ha cambiato la storia del rap italiano, non ci sono cazzi. Quindi non andatelo a scoprire nel 2011 per poi venire nel mio Facebook domani a scrivere: torna Mr. Simpatia! È la più grossa cazzata che possiate pensare e scrivere». Il titolo del secondo album è una chiara allusione al tradimento che il rapper commise agli occhi degli amanti del rap più underground, ovvero la firma con la major Universal, casa discografica che si sarebbe occupata di ogni sua produzione successiva. Proprio in questo disco è presente il singolo Applausi per Fibra – tormentone assoluto, tanto che la cantava anche mia nonna – e che gli conferì visibilità anche in ambito televisivo.

 

Il 7 aprile 2017 è stato pubblicato il nono album di Fibra, Fenomeno, costituito da 17 brani. Poche ma particolari le collaborazioni presenti nel disco. Oltre a quella con il rapper Laioung, alla traccia numero 6 abbiamo il featuring con il gruppo romano dei Thegiornalisti, mentre alla numero 8 ci imbattiamo in uno skit di Roberto Saviano sul tema della legalizzazione della cannabis. La Universal ha sicuramente indotto il rapper, nel corso degli anni, ad includere nei suoi dischi alcuni pezzi così orecchiabili da divenire veri e propri tormentoni. Tranne Te, Vip in trip o Alta Vendita vi dicono nulla? Ma ciò che differenzia Fabri Fibra dai suoi colleghi italiani è di esser riuscito a mantenere e ad accrescere la schiera dei suoi fans, disposti a «perdonargli» anche qualche deviazione nel pop. Questo perché Fibra è sempre rimasto credibile e tormentato, come uomo e come rapper. Si ha quasi sempre la sensazione di trovarsi di fronte ad un ragazzo completamente solo. Ed è paradossale considerato il numero di persone che lo amano. Fenomeno è un disco che riesce ad avere la meglio sulla tendenza all’omologazione dominante nell’industria rap. Nella canzone Nessun aiuto Fibra parla del brutto rapporto con suo fratello Nesli. Bastano poche strofe per percepire concretamente il suo dolore: «Dalle prime rime alle prime foto alle tue prime grafiche / Ero sempre in prima linea con entrambe le mani alzate / Questo come si chiama? La gente nella scena se lo chiedeva / Il tuo primo demo ti ricordi ero l’unico che ci credeva / Ora guardo quello che fai e di mio non ci vedo più niente». Ma soprattutto nel disco è contenuto il pezzo Ringrazio, forse una delle sue canzoni più importanti. Caratterizzata da una base di puro garage rap, è lo sfogo in rime, coraggiosamente raccontato, sul complesso rapporto che il rapper ha con la madre: «Ho perso ogni compagnia / Soffro di claustrofobia appena parlo di mia madre / Non voleva che uscissi con una ragazza mia madre / Mi parlava con gli occhi fissi di una pazza mia madre / Non mi ha mai incoraggiato a fare niente mia madre / Mi diceva / Mi diceva sei impotente mia madre / Ripeteva queste cattiverie per farmi male / Poi di nuovo sembri tuo padre mi fai schifo animale / Mamma lasciami andare / Non mi parlare come un pupazzo / Non so più stare in mezzo alla gente ho i pensieri di un pazzo / Mi sento solo e ringrazio mia madre / La notte sogno che ammazzo mia madre». Sono brani forti. Anche questa volta Fibra è riuscito a sorprendere sia fans che haters con un disco in cui si mette a nudo per rappare al mondo i veri motivi della sua inquietudine, primo fra tutti un travagliato trascorso familiare. Il Ragazzo di mare di ieri è oggi un vero Fenomeno. Bravo Fabri, sei ancora tu il rapper più potente della scena italiana. Certo, di lavoro da fare ce ne è ancora. Successo e dischi d’oro non risolvono ogni aspetto della vita, e in effetti sembra che tu ci stia ancora facendo i conti. Aspettiamo, appassionati, il prossimo capitolo.