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David Lynch: The Art Life

A Venezia, nella sezione classici, è stato presentato il documentario che racconta il regista più visionario della storia del cinema: David Lynch.

The  Art Life è frutto di un lavoro decennale, realizzato attraverso una campagna di crowdfunding ed è atteso in sala a gennaio mentre ne è prevista la trasmissione su Sky Arte a Marzo del prossimo anno.

Non si tratta della solita intervista, piuttosto di un racconto, che con i metodi di una seduta psicoanalitica ripercorre gli anni che vanno dall’infanzia del regista fino al successo del primo film, Eraserhead.

David Lynch, non assomiglia affatto ai personaggi dei suoi film, anzi: come ogni vero professionista è un uomo totalmente dedito al lavoro, ordinato e metodico. Firmato da Jon Nguyen e Olivia Neergaard-Holm, collaboratori abituali di Lynch, The Art Life si apre con l’immagine del regista, già settantenne, impegnato a dipingere, affianco la figlia minore, Lula nata nel 2012, alla quale è dedicato il documentario. Prima dell’incontro con il cinema Lynch inizia la sua carriera di artista come pittore: sarà lui stesso a confessare che a far scoccare la scintilla nei confronti della pittura fu l’incontro con un compagno di scuola sedicenne il cui padre faceva di mestiere il pittore. L’incontro si tradusse in un vero e proprio shock:  scoprire che l’arte potesse essere un mestiere, cambiò per sempre il corso della sua vita.

Il titolo del film fa riferimento ad uno stato di felicità: “The Art Life – dice Lynch – è quel modo di passare la vita non facendo altro che bere caffè, fumare sigarette e dipingere. E’ lì che provi felicità infinita”. Jon Nguyen (come riporta adnkronos) ha raccontato come “Dal 2006, da quando cioè si sono concluse le riprese di ‘Inland Empire’, David Lynch si è dedicato totalmente alla sua attività prediletta sin dai tempi del liceo: la pittura. Negli ultimi 10 anni infatti -sottolinea- le sue giornate si sono svolte per lo più sempre nello stesso modo: dalla mattina alla sera David si rifugia nel suo studio e dipinge tutto il giorno. Solo l’inizio delle riprese della terza serie di ‘Twin Peaks’, iniziate quest’anno, hanno interrotto questa routine. Non posso dire nulla su questa terza serie -conclude Jon Nguyen- ma posso assicurarvi che David è nel suo momento creativo più alto”.

I 10 migliori look del Festival di Venezia

“L’ho toccato! L’ho toccato!” urla con una voce che supera di molti decibel il livello di sicurezza e le lacrime agli occhi. Non è una fan di Justin Bieber ma un’elegante signora sulla quarantina in abito haute couture. Anche lei, i-phone alla mano, spinge davanti alle transenne del red carpet del Festival di Venezia per vedere Johnny Depp. Accanto a lei c’è una ragazza sui sedici anni, chignon in testa e trucco da gran sera, è venuta al Lido con il papà che grazie alle suo ruolo istituzionale non meglio specificato, riesce a braccare attori e attrici e a convincerli a fare un selfie con la figliola.

Ci sono due tipi di biglietti: quelli che ti permettono di fare l’entrata trionfale sul tappeto rosso e di finire sotto la pioggia di flash di fotografi anche se non hai lasciato la tua impronta sull’Hollywood Boulevard, e quelli con scritto “ingresso laterale”, non sei vip ma puoi avere i vip più a portata di mano della folla appostata davanti al Palazzo del Cinema.

In quasi dieci giorni di Festival, da Venezia sono passati tutti, con entrate più o meno trionfali. L’accesso di serie B è toccato per esempio al ministro Dario Franceschini nonostante lo smoking, mentre red carpet per la neo presidente della Rai Monica Maggioni.

Il pubblico dietro le barriere è colto da frenesia fotografica. Non è necessario riconoscere colui o colei che viene istagrammato, poi lo cercheranno su google. Occhi fissi sull’ingresso tanto che è capitato che nessuno si accorgesse di una Alessandra Ambrosio al bar subito dietro di loro o di Malika Ayane che sorseggia spritz a meno di un metro.

Uno dei criteri utilizzati per distinguere attori e celebrità è la regola del “se si fotografa non è da fotografare” in riferimento a tutti gli invitati “comuni” che non resistono all’autoscatto sul tappeto rosso. Il metodo non è infallibile, Stanley Tucci e Mark Ruffalo non hanno per esempio saputo resistere a farsi un selfie prima della proiezione di Spotlight.

Oggi si conclude Venezia 72. È tempo quindi di bilanci e di premi, cinematografici ma anche stilistici. Toni di grigio-beige a parte, si è visto tanto nero (come per l’abito in pizzo di Maria Grazia Cucinotta, del presidente della Rai Monica Maggioni ad una delle sue prime uscite pubbliche, di Malika Ayane) e sprazzi di rosso (Nastassja Kinski e Daniela Santanchè). Ecco i 10 migliori look del Festival di Venezia.

 

1. ELISA SEDNAOUI IN GIORGIO ARMANI PRIVÉ

Semplicemnete incantevole, la madrina della Mostra sul tappeto rosso ha centrato un look dopo l’altro. Una certezza, in un’annata – ammettiamolo – un po’ povera di glamour.

Elisa Sednaoui - Look Venezia 72
Elisa Sednaoui – Look Venezia 72

2. ALESSANDRA AMBROSIO IN PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI

Sexy e virginale allo stesso tempo

Alessandra Ambrosio - Look Venezia 72
Alessandra Ambrosio – Look Venezia 72

3. TILDA SWINTON IN HAIDER ACKERMANN

La bellezza, la classe e il fascino di Tilda Swinton sul red carpet di A Bigger Splash sono semplicemente insuperabili.

Tilda Swinton - Look Venezia 72
Tilda Swinton – Look Venezia 72

4. AMBER HEARD IN STELLA MCCARTNEY E JOHNNY DEPP IN DIOR HOMME

Lei impeccabile fasciata in nero. Lui decisamente meno: i suoi pantaloni hanno più strascico dell’abito della compagna… Accade sul red carpet del film Black Mass. Il giorno dopo la scena si ripete, Amber splende in un abito bustier nero con stampa floreale by Alexander McQueen nonostante l’acconciatura un po’ da signora, Johnny in caduta libera.

Johnny Depp e Amber Heard - Look Venezia 72
Johnny Depp e Amber Heard – Look Venezia 72

5. DATOKA JOHNSON IN PRADA

Un semplice abito, ma che su lei diventa un abito super chic.

Dakota Johnson - Look Venezia 72
Dakota Johnson – Look Venezia 72

6. JAKE GYLLENHALL IN SALVATORE FERRAGAMO

Velloto nero per il tappeto rosso.

Jake Gyllenhall - Look Venezia 72
Jake Gyllenhall – Look Venezia 72

7. ELIZABETH BANKS IN ANDREW GN

Un look ardito ma nel complesso riuscito.

Elisabeth Banks - Look Venezia 72
Elisabeth Banks – Look Venezia 72

8. HILARY RHODA IN KAUFMANFRANCO

Sarà l’abito, saranno i gioeilli, sarà lei. Fatto sta che la modella è semplicemente splendente

Hilary Rhoda - Look Venezia 72
Hilary Rhoda – Look Venezia 72

9. VALERIA BILELLO IN CHANEL

Elegantissima e super chic sul red carpet di Remember ha indossato un abito total black Chanel abbinato a sandali Roger Vivier.

Valeria Bilello - Look Venezia 72
Valeria Bilello – Look Venezia 72

10. VALERIA GOLINO IN PRADA

L’ultimo red carpet del Festival è tutto per Valeria Golino avvolta nell’acquamarina di Prada (clutch gioiello inclusa). E sopratutto per come non ci siano che rare foto di lei da sola, perché è sempre stretta, mano nella mano, a Riccardo Scamarcio.

Valeria Golino e Riccardo Scamarcio - Look Venezia 72
Valeria Golino e Riccardo Scamarcio – Look Venezia 72

Palestra, diete e capelli: tutti i buoni propositi del rientro

Traffico, parcheggi impossibili, persone nervose in coda in banca o al supermercato: è passata solo una settimana dalla fine delle vacanze e le città, che prima sembravano il set di “La città verrà distrutta all’alba”, sono già tornate alla normalità. Ma se volete avere davvero il senso del “grande rientro”, fatevi un giro lunedì 8 settembre per palestre e parrucchieri.

Vacanze di natale e vacanze estive, nulla come i sensi di colpa affolla i tapis roulan. L’estate, si sa, si è tutti più belli. Il sole schiarisce i capelli, i tuffi azzardati nell’acqua gelata sterminano la cellulite e rendono più toniche, l’afa riduce l’appetito. I tratti del viso sono riposati, meno smog e più ore di sonno. Eppure, mi chiedo, come è possibile che questo stato di grazia finisca così rapidamente? Non hai fatto neanche in tempo a svuotare la valigia che improvvisamente la chioma fluente ti sembra paglia e sull’abbronzatura dorata che hai conquistato con sessioni strategiche di sole (mezz’ora avanti, bagno, mezz’ora dietro), iniziano a comparire le prime avvisaglie di spellatura. Ecco quindi che mentre ti cospargi di Biafin per salvare il salvabile, su qualunque forum o rivista spuntano articoli del tipo: “Come mantenere più a lungo la tintarella”, “Come prolungare i benefici del sole”, “Capelli al top dopo le vacanze”, “Buoni propositi beauty per settembre”.

Se in molti consigli c’è sicuramente del vero, c’è da dire che alcuni suggerimenti sono quantomeno fantasiosi: “Per proteggere le lunghezze, in città girate con un cappellino, meglio se comprato in farmacia (!?) sarà meno alla moda ma proteggerà di più!”. “Per ridare luminosità alla pelle, tappatevi la narice sinistra con la mano destra e respirate profondamente per 30 minuti”.
Per quanto riguarda i capelli, dare una spuntatina è cosa buona e giusta. Se vi sentite più coraggiose, voci di corridoio ( o meglio di Red Carpet) dicono che il taglio must della prossima stagione sia il “long bob”, versione moderna del tradizionale carrè. È un taglio medio, all’apparenza molto semplice, rigorosamente pari. Da provare ultra liscio con la riga laterale o mosso. L’hanno scelto Nicole Kidman, Taylor Swift e Beyonce. A Venezia l’ha sfoggiato anche Emma Stone.

Io personalmente, ogni anno parto con grandi propositi: “A settembre mi taglio i capelli corti”. Settembre è passato 23 volte nella mia vita e ancora non è successo. Se siete pavide come me, quello che vi ci vuole è quantomeno un trattamento ristrutturante. Se i capelli sono diventati secchi, e magari anche un po’ crespi, puoi reidratarli con impacchi di oli naturali come quelli di semi di lino o di karité, con balsami e maschere specifiche. Attenzione, poi, allo shampoo: quando fa tanta schiuma e/o è molto profumato, potrebbe essere troppo aggressivo. Se, invece, i capelli sono sfibrati, meglio puntare su impacchi a base di olio di cocco e argan, e limitare i trattamenti aggressivi come tinte, permanenti e stirature finché le chiome non saranno tornate in salute. A casa occorrono dai 5 a 10 minuti dopo lo shampoo. L’optimum lo si raggiunge avvolgendo i capelli in una pellicola trasparente oppure in un asciugamano riscaldato dal phon.

Che dire della palestra, questo è il mese dei buoni propositi. GAG, Yoga e Pilates sono ormai dei must. Sdoganati anche Zumba e la Box con vari prefissi e suffissi. Se vuoi abbandonare il vecchio corso e trovare nuovi stimoli puoi provare BootCamp (che a me che faceva venire in mente solo X-Factor): Allenamento ispirato a quello dei Marines – squat, flessioni, affondi e saltelli – prevede un lavoro a circuito in cui si alternano fasi di elevata intensità cardiovascolare, esercizi di resistenza e di forza ed esercizi funzionali. C’è anche Dainami che mixa la filosofia ayurvedica con alcuni esercizi dello yoga portando armonia e calma mentale.

Sembra banale, ma il primo passo è iscriversi. Ora o mai più. “Settembre passa veloce, ancora ti senti in vacanza, a Ottobre ci sono gli esami-lavoro-università e una volta che si avvicina Dicembre che ti pare che fai l’abbonamento per un solo mese?”
E fu così che divenne gennaio..Siamo già passati ai consigli per il rientro dalle vacanze di Natale..