Home / Tag Archives: festival

Tag Archives: festival

Roma torna a divertirsi con il Just Music Festival

Dal 20 Giugno al 9 Luglio 2017 torna il Just Music Festival, a trasformare la capitale nel palcoscenico di un nuovo grande evento di musica e cultura contemporanea: otto giorni di DJ set, concerti, performance con i più importanti artisti a livello mondiale. Alla sua terza edizione, il Just Music Festival divide il suo programma artistico in tre location di grande fascino – l’Ex Dogana, il Museo MAXXI e lo Spazio Novecento – attraversando stili, generi e nazioni, per esplorare nuovi contesti e nuovi pubblici.

Dall’avanguardia di Nicholas Jaar, artista newyorkese ma di origine cilena, famoso in tutto il mondo per la sua elettronica in bilico tra suggestioni techno, rnb, jazz e world, fino al nuovo soul-blues ibrido del britannico RagnBone Man, cantautore cresciuto nell’underground inglese, arrivato quest’anno al successo planetario grazie alla famosissima hit Human. Dal poliedrico e carismatico Paul Kalkbrenner, padre indiscusso di quel suono e quell’estetica che portano la firma Berlino-anni-2000, all’intramontabile Fatboyslim, artista dal talento inarrivabile nel mischiare generi e registri, che con le sue produzioni ha segnato una pagina intera di storia dell’elettronica e del pop. Fino ad alcune stelle indiscusse del DJing mondiale: l’inglese Carl Cox, tra i più influenti artisti house e techno in assoluto, il canadese Richie Hawtin, custode incontrastato della techno minimale di prima generazione e artista che da sempre riesce a spostare il confine tra DJ set e performance live, o il bosniaco, ma tedesco d’adozione, Solomun, che del nuovo suono dance minimale è forse l’erede più contemporaneo.

Il Just Music Festival è ovviamente molto altro ancora, con i set visionari di Damian Lazarus, l’eclettismo di Butch o gli ipnotici UK grooves di Daddy G, storico membro fondatore dei Massive Attack. Sempre in consolle, vedremo anche due personaggi che hanno fatto la storia della dance nostrana, DJ Ralf e Cirillo, oltre ad alcune “promesse” che sembrano già ampiamente mantenute, come i britannici Jackmaster e Jasper James o gli italianissimi Howl Ensamble e i romani e apprezzati Dumfound.

Ma, soprattutto, quest’anno è la volta di una grande novità al Just Music Festival: una giornata interamente dedicata ad una delle culture musicali contemporanee più importanti e influenti al mondo. “Roots In The City è un festival nel festival, un nuovo format dedicato ai suoni reggae, dub e dancehall. Il 2 luglio, in un’unica lunga maratona musicale, si esibiranno sullo stesso palco alcuni dei più importanti interpreti legati alla tradizione “roots” e alla musica popolare giamaicana, in tutte le sue varianti e interpretazioni. Primo tra tutti Sizzla, tra i massimi esponenti di quel reggae nato negli anni 90 che ha ritrovato nella radice rastafariana l’orizzonte del contemporaneo e che ha saputo uscire dai confini giamaicani per conquistare il mondo, accompagnato in questa occasione dalla titanica Firehouse Band. O i leggendari Lee Scratch Perry e Mad Professor, due vecchi maestri che, per una notte, si ritroveranno a Roma di nuovo insieme sul palco per ridare vita ad un capitolo intero della storia del reggae e della dub music; ma ci saranno anche interpreti affermati della nuova generazione, provenienti da paesi satellite rispetto al suono giamaicano, come il guyanese Promise No Promises, o l’astro nascente australiano Nattali Rize, con il suo reggae impegnato contaminato dai linguaggi del nuovo hip-hop. Ad essi si aggiungeranno guest, sound system e crew di Roma, per mettere in connessione l’olimpo del reggae con le migliori esperienze locali.

Il Just Music Festival è infatti prima di tutto il tentativo di creare uno spazio nuovo nella città di Roma, in cui diversi generi e diverse tradizioni contemporanee si incontrino. Un festival per un pubblico non più di nicchia, ma misto, trasversale e multietnico: appassionati di elettronica e pop, devoti del roots reggae, fan della techno, amanti dell’house music, adepti del nuovo movimento dancehall e fedeli dellhip hop, tutti insieme sotto uno stesso tetto, non più divisi da barriere di genere e contesto, che in definitiva sono anche barriere culturali e sociali.

La musica è anche loccasione per indagare altri linguaggi: ad accompagnare il festival, alcuni singolari incroci con le arti visive, per gettare ponti tra la musica contemporanea e le più importanti esperienze artistiche internazionali. Come per esempio le opere ambientali di Graziano Locatelli, che interagiscono con il contesto spaziale del festival, o un progetto speciale, senza precedenti, con un misterioso artista inglese noto in tutto il mondo. Un progetto di cui non possiamo dire altro, ma che sveleremo con una comunicazione a sé a ridosso dell’evento.

Tutto questo e altro ancora si andrà ad aggiungere alla storia già raccontata dalle due edizioni passate, che hanno visto tra gli altri sul palco – in location come l’Auditorium e le Terrazze del Palazzo dei Congressi di Roma– artisti internazionali del calibro di Bjork, Massive Attack, Public Enemy, Burt Bacharach, Pet Shop Boys, Jean Michel Jarre, Disclosure, Róisín Murphy, Travis, Thievery Corporation, St. Germain, e James Morrison.

Per il Just Music Festival la musica non è solo musica, ma un linguaggio universale che “da solo” è in grado di reinventare le relazioni umane e creare nuove comunità. Il Just Music Festival 2017 è unesperienza che cancella le differenze e costruisce uno spazio di autentica condivisione:

“…music is the primary essence of human respect.

Il Girogirocorto Film Festival sbarca a Roma

Arriva a Roma il Girogirocorto Film festival dedicato ai cortometraggi internazionali realizzati da giovani registi.

Il prossimo 27 e 28 ottobre a Roma, presso la Libreria Altroquando, una delle storiche librerie di Roma situata a Via del Governo Vecchio, andrà in scena la prima edizione del Girogirocorto Film Festival, un format nato dall’idea di Matteo Bonanni e del regista Gianlorenzo Lombardi che ha come scopo quello di portare sulla scena capitolina i migliori cortometraggi prodotti dai più meritevoli registi emergenti.

Un festival che vuole dare il giusto risalto ai giovani registi, troppo spesso esclusi dagli ordinari circuiti di diffusione e relegati per anni a ruoli-ombra, avulsi dal proprio meritato ed agognato scenario, rendendo il proprio lavoro accessibile e fruibile al pubblico comune.

Il concorso, aperto a qualsiasi giovane regista, ha visto adesioni da tutto il mondo,

Una riscoperta del Cortometraggio, della sua essenza e della sua autonoma di cui Polinice si fa promotore e portavoce, scegliendo di coadiuvare tale progetto in qualità di media partner.

Una manifestazione cinematografica a 360 gradi rispettosa di una eterogeneità sia di nazionalità d’ordine che di genere cinematografico rappresentato: nelle due giorni di proiezioni si susseguiranno thriller e corti comici; trame leggere e più impegnate e introspettive; pellicole di indagine sociale, romantiche e toccanti così come verrà soddisfatti gli amanti del genere fantastico e del finto documentario irriverente.

Tra le numerosissime adesione giunte da ogni parte del mondo, sono state decretati i cortometraggi finalisti, che verranno valutati da una giuria d’eccellenza: vi faranno parte il celeberrimo attore Luchino Giordana e i registi Michele Picchi, autore di Diario di un maniaco per bene, e Luigi Pane, regista di Black Comedy con cui ha vinto l’ultima edizione del The Valley Film Festival di Los Angeles, una delle più importanti rassegne cinematografiche a livello mondiale.

Di seguito una disamina dei vari cortometraggi in concorso

Les yeux d’Eloïse di Nicolas Lincy

Film realizzato da Nicolas Lincy nel quadro del Master réalisation dell’università di Paris 8 e vincitore del premio Serge Daney come miglior cortometraggio studentesco alla Cinematheque, “Les yeux d’Eloïse – Gli occhi di Eloïse” racconta di Antoine, un fotografo professionista sessantenne diagnosticato con un tumore al cervello che comincia ad alterargli la visione. In questo stato inizia a ricordarsi di un amore di giovinezza sempre tenuto segreto: Eloïse, una ragazza cieca, che incontrò 30 anni fa.
Consigliato specialmente agli appassionati di thriller.

Les Yeux d’Eloïse – Extrait – English subtitles from Nicolas Lincy on Vimeo.

 

La terza riva di Giuliana Fantoni

Remo è un uomo anziano separato dalla moglie, 
che continua a sperare nel suo ritorno, anche a distanza di anni. 
Con il fglio non ha più legami e dei nipoti conosce appena i nomi, nonostante ogni giorno li osservi da lontano giocare e diventare grandi. Ispirato dalla riva di un lago, riesce a trovare un modo tutto suo, 
per entrare a far parte dei loro ricordi e del loro immaginario.

Per spettatori in cerca di poesia.

locandina-film

Laisse-moi di Tommaso Gorani

“Laisse-moi – Lasciami” è il progetto di diploma di Tommaso Gorani per l’Ecole de la cité di Parigi gestita da Luc Besson. Dopo un tentativo di suicidio fermato all’ultimo minuto, Lucie vive in uno stato di totale apatia. Suo figlio Sam è deciso ad aiutarla a rimettersi in piedi, ma dopotutto questa non è forse la sua lotta.

Per chi è in cerca di drammi a tinte forti.

laisse-moi-still-2

Hashtag di Marco Scuderi

Dario, hacker professionale, assieme ad anonimi utenti rintracciati sul web, ha dato vita ad un sistema di assalti mediatici nei confronti di famose personalità del web. Le cose cominciano a peggiorare quando una famosa youtuber romana, incapace di affrontare i pesanti attacchi che la rendono lo zimbello del web, decide di impiccarsi durante un Live su Youtube.

Tra thriller e dramma sociale un cortometraggio utile per capire ancora una volta l’importanza del web nelle nostre vite.

locandina

La panda di Angelo Sateriale

Una commedia a tinte forti ispirata a un monologo teatrale dello stesso regista.
Tutto inizia quando un vecchio padre di famiglia trova la propria automobile, la panda del titolo, imbrattata di verderame: senza dubbio è il macellaio del quartiere, con cui spesso la sua famiglia ha avuto dei problemi. Viene mandato dunque l’imbranato figlio a chiedere spiegazioni. Eppure non è tutto come sembra.

(Per chi vuole ridere in maniera intelligente.)

la-panda-copertina

Acabo de tener un sueño di Javi Navarro

Girato in lingua spagnola e araba da Javi Navarro, il cortometraggio che ha fatto già il giro dei festival del mondo intero, giunge finalmente a Roma.
 Lo stesso sogno vissuto da due bambine appartenenti a classi sociali opposte puo’ avere un impatto del tutto diverso su entrambe.

Per chi è in cerca di fiabe comunque ben collocate nell’attualità.

poster-spanish

Due giorni d’estate di Luca Dal Canto
Andrea, 16 anni, bocciato a scuola, ragazzo svogliato, ha trascorso tutta l’estate con in genitori

nel casolare di campagna.

Suo padre sta per vendere la casa al cugino, imprenditore che arriva al casolare con la giovane fidanzata, una bella e ormai disillusa ragazza che, secondo Andrea, assomiglia ad una famosa modella di Amedeo Modigliani.

In quegli ultimi due giorni d’estate, insieme, vivranno un’incredibile avventura immersi nella assolata campagna toscana.

Un ‘romance’ inaspettato e tenero, che non mancherà di conquistarvi.


La morte del sarago di Alessandro Zizzo

È inverno, tutto tace, siamo lontani anni luce dai rumori della città, si sente soltanto il rumore del mare a Maruggio: qui è nato e cresciuto Mario, così come un sarago, che in mare nasce e vive. Ma può succedere a entrambi, di trovarsi di fronte, un giorno, un pescecane…

Una toccante parabola sul destino di uomini e pesci, di fronte alla bellezza del mare che promette o nega sogni a chi è in procinto di costruirsi un futuro.


Tra le dita di Cristina Ki Casini

“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ma la macchina di Felice riesce a fotografarlo.
Così, in poche parole potrebbe essere riassunto il visionario corto della regista Casini, già passato in numerosi festival. 
Poetico e fiabesco come pochi, si tratta del cortometraggio più romantico del festival che non disdegna uno sguardo al cinema di genere fantastico, con un coraggio che vorremo vedere di più nel cinema italiano.


Bajo el jardin di Eliana Oviedo

Una bambina sognatrice, Rocìo, vive nella provincia di Bogotà, circondata una natura ospitale e lontano dal caos della città. La madre lavora in una fattoria e non ha tanto tempo per occuparsi della figlia. Un giorno la bambina nasconde una bambola nel proprio campo, convinta che il campo che dia vita a decine di fiori e frutti possa dar vita anche a un essere umano…

Scandito da immagini di rara bellezza, come solo il cinema sudamericano sa offrire, una fiaba a contatto con la realtà del territorio da un giovane talento colombiano.

14813031_10153836084312064_1240390451_o

Vegan Love di Giorgio Amato

Un uomo e una donna si ritrovano per un primo appuntamento.
Cosa succede però se la seconda è vegana e non puo’ ordinare niente di quello che le viene proposto? L’uomo puo’ scendere al compromesso di non mangiare più quello che preferisce per amore di una donna?
Una tagliente commedia dagli equivoci su una delle mode culinarie più eccentriche degli ultimi tempi: e se fosse tutto un capriccio?

VEGAN LOVE – trailer from giorgioamato on Vimeo.

Father Mario di Luca Guaiano

Unico ‘mockumentary’ (finto documentario) del festival.
Padre Mario vista l’incombenza di più e più demoni che ricominciano a possedere uomini e donne indifesi decide di cominciare una serie di tutorial per far capire come funziona un esorcismo.
Tra horror e commedia, un film che saprà farvi saltare sulla sedia… con una risata.

Fuori Concorso

Les mecs n’ont pas de chance di Gianlorenzo Lombardi
 Girato tra Francia e Italia, è il primo cortometraggio semi-professionale del giovane autore. Enrico ha ancora difficoltà a integrarsi all’università di Parigi: un giorno incontra lo snob Jean- Pierre, ma i due cominciano a capirsi… finché tra i due non arriva l’italo-francese Alba a scompigliare tutto.
Una commedia bilingue eccentrica e cinofila.

Tema “L’integrazione in Italia al cinema” Nera è la notte di Saverio Caracciolo

Il talentuoso regista Saverio Caracciolo è stato settimane in un rifugio di immigrati nel Sud-Italia per capire il modo di vita di africani, medio-orientali e altre etnie a contatto per la prima volta col nostro paese, in condizioni estreme. 
Coraggioso e diretto, è il cortometraggio ideale per proseguire le riflessioni fatte in seguito al grande documentario dell’anno “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi.

locandina-2

Kandia (Voices) di Jean Hamado Tiemtorè

Puo’ la musica facilitare l’integrazione degli stranieri in Italia?
È la domanda che ci pone il regista Jean Hamado Tiemtorè, lui stesso neo immigrato nel nostro paese, che filma in diretta le sessioni di coro in una chiesa di Lecce, dove italiani e persone appartenenti a tutte le nazioni cantano per la messa.
Come dice lo stesso regista “Il desiderio alla base di questo progetto è quello di mostrare un tipo di rapporto tra “migranti” e “autoctoni” diverso da quello proposto dai media, al di là dei luoghi comuni polarizzanti e criminalizzanti”.

 

Festival della filosofia 2012

Da venerdì 14 a domenica 16 settembre si terrà, tra le città di Modena, Carpi e Sassuolo la dodicesima edizione del festivalfilosofia.Il tema è “Le Cose”.

Perché dedicare attenzione alle “cose”? In effetti ci si può trovare facilmente spiazzati. Io stesso non saprei bene come articolare la questione in maniera sistematica. Provo comunque a proporvi due righe. Spero abbiano una loro intelligibiltà (leggi “ci si capisca qualcosa”).

Anzitutto l’etimologia. “Cosa” deriva dal latino causa. Cos’è una causa? Banalmente è la ragione di un evento, la ragione per cui si discute, si parla o si agisce. Insomma: se si parla di “qualcosa” è perché c’è una cosa che causa la discussione. Mettiamola in questi termini: le cose hanno un enorme potere causale sul nostro agire.

Alla luce di questo si capisce bene come l’interazione con le cose sia un elemento centrale dell’esistenza umana. In effetti l’ambiente in cui ci collochiamo è interamente costruito di cose.

Martin Heidegger osservava come l’esistenza avesse il potere di inchiodare l’uomo in un luogo e in un tempo ben preciso. In un qui-ed-ora univocamente determinato. L’uomo, in altri termini è un essere-che-sta-qui-ed-ora, un esser-ci, un Da-sein.

Che senso ha trovarsi qui-ed-ora se non si caratterizza questo qui-ed-ora in qualche modo? Io sono qui-ed-ora in pizzeria per interagire qui-ed-ora con una pizza che, avendo io un sacco di fame qui-ed-ora, ho intenzione di divorare.

Le cose ci circondano. Sono a-portata-di-mano (Vorhandenheit) e, soprattutto, le maneggiamo-nel-quotidiano (Zuhandenheit).

Insomma, caro lettore, il tuo mondo è fatto di altre persone come te e di cose. Tu sei solito interagire con entrambe. Il festivalfilosofiadi quest’anno si sofferma sulle seconde.