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Il Quirinale non è la Casa Bianca. Ma anche l’Italia ha le sue First Lady

 Il dodicesimo presidente della Repubblica Sergio Mattarella è vedovo da quasi tre anni. Chissà se a fare le veci della first lady ci sarà la figlia Laura. D’altronde il nuovo inquilino del Colle ha seguito il voto proprio dalla casa dell’unica figlia femmina. Laura però sembra già molto impegnata: è un avvocato affermato e ha tre bambini. Di sicuro, non sarebbe la prima first daughter della storia del Quirinale. Le donne al Quirinale sono state undici e non hanno niente da invidiare alle colleghe americane.

Ida Pellegrini, moglie di Luigi Einaudi
Ida Pellegrini, moglie di Luigi Einaudi

La prima first lady è la moglie di Luigi Einaudi: Ida Pellegrini, nobildonna veronese.

LA RICORDIAMO PERCHÉ: È sua l’idea di aprire le porte del palazzo del Quirinale in occasione della festa del 2 giugno. Un’usanza che dura ancora oggi. Forse aveva copiato l’idea alla “collega” Mamie Eisenhower. La moglie del 34esimo presidente degli Stati Uniti aveva inaugurato il mandato del marito Dwight con un party alla White House. Donna Ida, proprio come Mamie, è ammiratissima per il suo stile tutto abiti di seta e collane di perle a tre fili. Per lei Einaudi, già suo professore al liceo, fa avvicinare i letti del Colle, fino ad allora tenuti distanti.

Carla Bissatini e Giovanni Gronchi
Carla Bissatini e Giovanni Gronchi

Dal 1955 è il turno di Carla Bissatini che accompagna Giovanni Gronchi. Tra i due ci sono quasi trent’anni di differenza: 26 lei e 55 lui al momento delle nozze.

LA RICORDIAMO PERCHÉ: Donna Carla è bella ed elegante, e non abbandona mai il marito nelle occasioni ufficiali. Gronchi però ha fama di latin lover e teme gli scandali. Fa di tutto per tenere la moglie nell’ombra. In occasione dell’addio al Quirinale, invitano tutti gli ottomila sindaci d’Italia. Si presentano in 800 e spariscono 600 cucchiai d’argento con lo stemma sabaudo.

Laura Carta Caprino e Antonio Segni
Laura Carta Caprino e Antonio Segni

Laura Carta Caprino, consorte di Antonio Segni.

LA RICORDIAMO PERCHÉ: nei due travagliati anni di permanenza al Colle ha un atteggiamento molto più defilato rispetto a ci l’ha preceduta. Si occupa dei quattro figli e dei pini del parco, dopo essersi accorta che gli alberi sono malati.

Ernestina Saragat il giorno delle nozze (Luce)
Ernestina Saragat il giorno delle nozze (Luce)

La first lady di Giuseppe Saragat è la figlia Ernestina. La moglie del leader socialdemocratico è morta quattro anni prima.

LA RICORDIAMO PERCHÉ: La secondogenita al momento dell’elezione ha 36 anni, conosce bene le lingue e accompagna il padre nelle occasioni speciali.

Vittoria Michitto, moglie di Giovanni Leone
Vittoria Michitto, moglie di Giovanni Leone

La più first lady di tutte arriva al Quirinale nel 1971. È Vittoria Michitto, il marito è Giovanni Leone.

LA RICORDIAMO PERCHÉ: È la Jackie Kennedy italiana. Alcuni anni prima del trasloco al Colle, il presidente americano John Fitzgerald Kennedy le dice: “Adesso capisco il successo di suo marito”. Lei taglia corto, ma è ben consapevole del potere del suo aspetto. Bella, capelli sempre curati e abiti impeccabili. Non parte mai per un viaggio ufficiale senza estetista e parrucchiere al seguito. Molto più giovane del marito, quando si sposano ha solo 17 anni contro i 38 del fidanzato. Ama frequentare i locali di Roma. Proprio come i figli, conosciuti come “i monelli del Quirinale”.

Carla Voltolina con Sandro Pertini
Carla Voltolina con Sandro Pertini

La musica cambia con Carla Voltolina, consorte dell’amatissimo presidente Sandro Pertini.

LA RICORDIAMO PERCHÉ: Ex partigiana e giornalista torinese, la Voltolina è quasi allergica al suo ruolo: la coppia rimane a vivere in una mansarda di 35 metri quadrati davanti alla Fontana di Trevi. Sposati con il solo rito civile, Carla non vuole che il suo nome sia preceduto dall’odiato appellativo “donna”. E assume il cognome del marito solo alla sua morte perché, dice, “di Pertini ce n’è uno solo”. Pubblica con Linda Merlin il volume “Lettere dalle case chiuse”. A una prima al teatro Argentina indossa uno smoking da uomo.

Giuseppa Sigurani, moglie travagliata di Francesco Cossiga
Giuseppa Sigurani, moglie travagliata di Francesco Cossiga

Giuseppa Sigurani e Francesco Cossiga sono la prima coppia in crisi del Quirinale.

LA RICORDIAMO PERCHÉ: la notte in cui il marito Francesco Cossiga diventa presidente della Repubblica, si fa trovare a letto con le luci spente. Questo è quello che raccontano e forse è solo una leggenda, ma il loro amore è finito ben prima di quel 1985. Per salvare le apparenze i due si separano poco dopo la fine del mandato. Arriva persino l’annullamento dalla Sacra Rota negli anni di Benedetto XVI.

Marianna Scalfaro e il padre Oscar Luigi
Marianna Scalfaro e il padre Oscar Luigi

Marianna Scalfaro è stata un’altra first daughter, accanto al padre Oscar Luigi tra il ‘92 e il ’99. La madre è morta mettendola al mondo nel 1944 e lei ne ha preso il nome.

LA RICORDIAMO PERCHÉ: laureata in psicologia, fervente cattolica e molto riservata, recentemente Marianna è tornata sui giornali. Pare che usufruisca ancora della scorta che le è stata assegnata ai tempi del Quirinale.

Franca Pilla: lui però non è Carlo Azeglio Ciampi
Franca Pilla: lui però non è Carlo Azeglio Ciampi

Se c’è stata una donna forte alle spalle di un presidente quella è sicuramente Franca Pilla, la signora Ciampi.

LA RICORDIAMO PERCHÉ: è stata lei a spingere il marito – laureato in filologia e giurisprudenza alla Normale di Pisa – a lasciare il posto da professore di liceo per una sfavillante carriera in Banca d’Italia: da semplice impiegato diventa Governatore. Sempre mano nella mano con il marito, Franca detiene lo scettro della più presente alle occasioni ufficiali e non. Fa istituire anche il Premio Consorte del Presidente. Pur non parlando bene l’inglese è capace di parlare ore con la regina Elisabetta d’Inghilterra (oltre che con l’attore Hugh Grant). Indimenticabili le sue invettive contro la televisione commerciale definita “tv deficiente”. È la first lady del terzo millennio.

Clio Bittoni si concede una sigaretta dopo il caffè con il marito Giorgio Napolitano
Clio Bittoni si concede una sigaretta dopo il caffè con il marito Giorgio Napolitano

L’ultima è quella che ha vissuto per più tempo al Colle: è la marchigiana Clio Bittoni, consorte di re Giorgio Napolitano.

LA RICORDIAMO PERCHÉavvocato, esperta in diritto del lavoro, cura le cause dei braccianti agricoli campani. Spirito libero e anticonformista, è allergica ai cerimoniali di corte. La coppia è di casa a Stromboli, nelle isole Eolie, dove si reca in vacanza quasi ogni anno. Qui – secondo le rivelazione degli stilisti Dolce e Gabbana – la signora Napolitano un pomeriggio si sarebbe adirata con i designer e i loro rumorosi ospiti. In particolare con la super top model Naomi Campbell. L’avrebbe apostrofato con un epiteto da far invidia al leghista Roberto Calderoli.

Anna contro Ann: se il diavolo veste la Obama

vogueUnisci i puntini è sempre stato uno dei miei giochi preferiti, e se in certi casi ciò che verrà fuori è imprevedibile, in altri il disegno è chiaro fin da subito. Vogue America elegge Michelle Obama tra le donne meglio vestite. Barack Obama, rilascia un’intervista alla rivista Glamour, sorella minore di Vogue. Tory Burch, Alexander Wang, Jason Wu, Vera Wang, Thakoon, Prabal Gurung e Narciso Rodriguez sono tra gli endorsement della  candidatura dell’attuale Presidente al secondo mandato.

Dai puntini si delinea un inconfondibile caschetto ed ecco apparire gli occhi di ghiaccio di Anna Wintour. La direttrice di Vogue, si sa, è un’obamiana di ferro. In queste ultime fasi, la Wintour, in odore di “promozione” ad ambasciatrice americana di Gran Bretagna, sta organizzando cene e eventi per raccogliere fondi per il suo presidente, certa di poter contare sull’appoggio di molte star, tra cui Scarlett Johannsson, Eva Longoria, Bruce Springsteen, Sarah Jessica Parker. Pare che abbia anche “incoraggiato” stilisti del calibro di Marc Jacobs e Thakoon Panichgul a disegnare gadget pro-Obama..

Ma ciò non le sembrava abbastanza e, in una guerra senza esclusioni di colpi, la Wintour ha chiamato a sé il suo ann-romney-styleesercito: gli stilisti. I maligni dicono che la musa ispiratrice de Il diavolo veste Prada abbia fatto pressioni sugli stilisti per far sì che questi non regalino o vestano Ann, la bella moglie di Mitt Romney. Quelli ancora più maligni dicono che la Wintour abbia scelto Obama dopo aver rotto i rapporti con Romney una volta fallite le trattative per mettere la moglie Ann sulla copertina di Vogue. Bandita dal regno della moda, ostracizzata sul web. Il blog di moda Fashionista racconta di aver ricevuto un comunicato stampa in cui si legge che il guardaroba della Obama sfoggiato in questi ultimi dibattiti è diventato l’obiettivo dei principali stilisti.

E la Romney? Non pervenuta. Dopo l’ultimo dibattito Thom Browne su Twitter si dichiarava “onorato di vedere la First Lady Michelle Obama indossare un abito della collezione della sua collezione Primavera-Estate 2013. Quando Ann indossava una splendida mise rossa di Oscar de la Renta, non c’era un pigolio dal  team di PR dello stilista. Quando la Romney indossava un abito stampato di involucro di Diane von Furstenberg, il team di PR di DVF ha, non solo ignorato, ma anche   preso effettivamente le distanze da lei dicendo di non essere abbastanza sicuro di come avesse  ottenuto il vestito…

Obama-and-Michelle-CropChe la moda vezzeggi invece Michelle Obama è evidente. Dall’abito di Isabel Toledo indossato all’insediamento del marito a quello di Duro Olowu scelto per salire sul palco della seconda campagna elettorale, passando per il total white di Tom Ford indossato per la visita alla Regina Elisabetta.  Lo Smithsonian di Washington ha inaugurato una mostra dedicata agli abiti e agli oggetti appartenuti alle first lady americane. Protagonista al centro della sala l’abito di chiphon firmato da Jason Wu che Michelle Obama indossò per il ballo inaugurale alla cerimonia d’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca. Non c’è look che l’atletica Michelle sfoggi che non venga poi esaltato dai giornali e dai fotografi. Le case di moda fanno a gara per vestirla nelle occasioni pubbliche (tra i suoi preferiti, l’italiano Moschino), ma Michelle non disdegna le catene low cost. Furba lei che fa attenzione a non allontanarsi dal gusto del popolo, ricordando l’appeal del  “primus inter pares”, al bando ogni eccesso di glamour hollywoodiano e ammiccamenti sexy. Casomai, bisogna essere più simili a rassicuranti zie che accolgono gli ospiti la sera di Natale. Ma facciamo un breve riassunto.

AP300066769992 1 7fc38ebcefd5f149e275a875ef480848Primo dibattito, primo round. La veterana fashionista Michelle sfoggia gonna a vita alta e bolero corto di Justin Thornton e Thea Bregazzi Fall collection 2011. Colore: blu shocking. La ragazza ha studiato. Ann ripiega su un tailleur chiaro, con la piega alla Hilary Clinton e con al collo un doppio filo di perle. Un po’ banale. 1 a 0 per la squadra di casa.

Secondo dibattito. La guerra delle pink ladies.  Entrambe le sfidanti scelgono un total look rosa shocking:  Oscar de la Renta a maniche corte con accessori verdi per la moglie del candidato repubblicano, Michael Kors con una giacca in tinta per la signora Obama. Andare a una festa e trovare una con il tuo stesso vestito…uno smacco per entrambe.

Ultima sfida. Ann opta per un top di seta verde, con gonna a fiori su sfondo crema. Anche in questo caso scelta studiata: con il caschetto di capelli biondi, la gonna a campana ricorda una casalinga americana anni Cinquanta. Impara in fretta la novellina…Per Michelle abito grigio con pizzo nero di Thom Browne. Non sbaglia un colpo..

In quattro anni Michelle Obama è diventata un’icona di stile, tanto che i meno fantasiosi la paragonano a Jacky Kennedy. Ma non ti preoccupare piccola Ann, in caso di vittoria quest’oscurità durerà ben poco. Dopotutto ogni stilista sogna di vestire una first lady..