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Il fascino del Grande Gatsby

Sulla scia hipster arriva puntuale il remake cinematografico del romanzo di Fitzgerald, che rispolvera la moda degli anni ruggenti e si sposa bene con le tendenze vintage che hanno appena finito di contagiare il vecchio e il nuovo continente.

E’ uscito nelle nostre sale l’attesissimo remake di The Great Gatsby, ad opera di Baz Lhurmann, il visionario regista australiano di Moulin Rouge e dello stoico flop Australia, che con Leonardo di Caprio nei panni del romantico e misterioso miliardario di West Egg, rispolvera il romanzo capolavoro di Francis Scott Fitzgerlad, e con esso tutta l’euforia, la spensieratezza e lo sfarzo dei “Roaring Twentys”, quegli anni ruggenti che tra la fine della prima guerra mondiale e la grande depressione del ’29 hanno fatto leggenda. Ed è proprio quello lo “sfarzo” che le maison Ralph Lauren e Prada, rispettivamente per gli interpreti maschili e femminili, si sono impegnate a ricreare.

Certo c’è chi già dice (me compreso) che l’eleganza del nuovo Gatsby su pellicola non sarà mai paragonabile a quella di Robert Redford, che indossava anche lui Ralph allora, ma un altro Ralph Lauren, quello non ancora contaminato dalle linee prêt-à-porter che finiscono negli armadi di sgraziati magnati russi e degli sceicchi arabi, che con il vecchio caro Gatsby, non hanno molto in comune, se non le sconfinate ricchezze.

 

Ma vediamo come questa riscoperta del romanzo di Fitzgerald, finalmente fruibile dal grande pubblico grazie a questo colossal cinematografico attesissimo, possa sposarsi puntualmente con le ultime tendenze. In linea con le più classiche (a tratti sfocianti nel ridicolo) sub-culture hipster metropolitane 2.0 , quella che potrebbe incarnarsi nella “tendenza alla Gatsby” non farebbe altro che accentuare lo style retrò ed istituzionalizzare l’ormai dissacrato(ahimè) taglio di capelli anni ’20: quello con la sfumatura fatta con la macchinetta ai lati e dietro, che lascia i capelli più lunghi al di sopra dell’orecchio da aggiustare con la cera (un taglio ben più marziale dell’adattamento Borriello in da House), l’uso e abuso delle stringate inglesi dalla più classica forgia, indossate con disinvolta in ogni occasione (magari finalmente con un cenno più classico, che gayO) , le camicie oxford button-down che erano già tornate grazie allo stile Ivy e Preppy prima della scorsa estate, le giacche spezzate da giorno anche i per “giovanotti” che l’ultima giacca l’avevano vista il giorno della Comunione, degli occhiali con le montature vintage tonde(oggetto d’ordinanza per l’alternativo che si rispetti), gli orli dei pantaloni meditati (ma non ancora abbastanza purtroppo) e lo sdoganamento dell’esilarante “farfallino”, se volete chiamarlo cosi, anche senza dove indossare per forza con lo smoking; che è un altro dei punti fermi del guardaroba di un Gatsby che si rispetti, insieme all’ormai sempre meno richiesto frak, anacronistico e troppo noblesse oblige per molti(troppi).
Ma chissà.. che non si torni ai vecchi fasti della moda per una volta?Infondo la tendenza è un continuo tornare e ritornare, e anche se come diceva Oscar Wilde «la moda è una forma di bruttezza tale che ha bisogno di essere cambiata ogni sei mesi» ; in questo caso potremmo gioirne per una volta dicendo, noi che ne siamo profondi amanti, che l’eleganza di un grande Gatsby non passa mai di moda.