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Gaia Di Lorenzo

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Valerio Prossomariti

White Man

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Lucrezia Bisignani

India/Pakistan: quando la pace si gioca a cricket

Quando ascolto persone ed anche esperti del settore sul tema del “nucleare iraniano”, aldilà delle preoccupazioni dei filoisraeliani, mi viene da chiedergli se ricordano quel disastro diplomatico che è stato la concessione su voto delle Nazioni Uniti del Nucleare a Pakistan ed India. L’ex “India Britannica” forse è il vero e principale nemico strategico e non ideologico o religioso per l’Iran, e sebbene la fine dell’oro nero sembra allontanarsi sempre di più, tale ragionamento non è valido per quei paesi che hanno come vicini superpotenze atomiche. Queste superpotenze atomiche, in costante crescita economica, da oltre sessantacinque anni sono in perenne stato di conflitto, con al centro la disputa per il Kashmir e le differenze religiose.

Così quando sulle spiagge italiane l’intera popolazione in crisi da quarantanove anni si prende a gavettoni per il “ferragosto”, Pakistan ed India celebrano la “Partition” ovvero l’Indipendenza dalla Gran Bretagna. Come nel rituale italico non vi sarebbe nulla di inconsueto se non nel fatto che dopo sessantacinque anni Pakistan ed India sembrano seriamente intenzionate a riallacciare i negoziati di pace.

A dir il vero i colloqui bilaterali di pace erano partiti anche nel 2006, ma la Strage di Mumbai li aveva sospesi, con il sospetto che a macchinare tale operazione da parte delle autorità Indiane vi fosse parte dell’Intelligence deviata di Islamabad. Negoziati di Pace che oltre la stabilità politica internazionale hanno al loro fine e si fondano sulla reciproca crescita e cooperazione economica, tant’è che il primo obiettivo fissato dalle cancellerie di Nuova Dehli ed Islamabad è quello di raddoppiare gli scambi economici entro il prossimo biennio.

A confermare l’importanza strategica e prettamente vantaggiosa nel campo degli scambi finanziari e di capitali sono le parole del Presidente della Camera di Commercio ed Industria di Islamabad che ha dipinto l’impostazione di una nuova cooperazione economica tra le due ex colonie britanniche come – Un rafforzamento che riavvicinerà le due nazioni – dalle colonne del Daily News pachistano. La partita economica ora si gioca sul riconoscimento dello status di nazione preferita all’India da parte del Pakistan in cambio di forti investimenti e prestiti da parte di Nuova Dehli.

Altra partita non meno importante per la stabilità dell’intero globo, poiché ad essa sono intrinsechi gli interessi dell’intera Asia e di buona parte del Medio Oriente, è legata al Kashmir. La regione da sempre contesa tra le due nazioni nei decenni ha portato a non poche difficoltà tra le popolazioni, alla prolificazione dell’integralismo religioso ed a un perenne stato di guerra, ben diverso dalle pubblicità di Telecom Italia che attraverso scritti del leader di liberazione Gandhi rendono alla popolazione italiana India sinonimo di ricerca di Pace ad ogni costo. Non è così perché le ferite aperte nel paese dove Madre Teresa di Calcutta ha concentrato la propria missione, a causa di una lunghissima guerra sono ancora da rimarginare.

Così l’Hindustan Times di New Dehli ha riportato la dichiarazione dell’ex capitano della Nazionale di cricket, il quale dopo aver rimarcato la sua appartenenza alla città natia e fulcro degli affari indiani Mumbai si è detto stupito dall’urgenza di riprendere rapporti con un paese (il Pakistan n.d.r.) che non sta collaborando con le indagini sugli attentati. E questa è l’ennesima conferma che soldi e buoni propositi possono assopire rabbie ed istinti temporanei, ma per cancellare il sangue versato dai popoli bisogna operare al lungo e con piena consapevolezza. A dar man forte ad i tentavi sia indiani che pachistani di riavvicinamento è il cricket. Sport britannico ed in generale apprezzato da tutto il Commonwealth è paragonabile nell’Oceano Indiano alla passione che vi è per il calcio nei paesi del Mediterraneo. Così di pari passo alla ripresa dei colloqui di pace è ripresa la competizione sportiva tra i due vecchi possedimenti britannici e dopo tre anni la Rappresentativa nazionale pachistana è stata invitata a partecipare ad un torneo internazionale in India.

Ora sarebbe sciocco parlare di strada in discesa per una pacifica convivenza tra le sue potenze atomiche, sono ancora troppo forti le lobby che ricavano benefici da una certa instabilità e l’intolleranza reciproca dimostrata dagli integralisti islamici ed induisti. Ma chi lo sa che il cricket non aiuta a metter a posto quel che i membri delle Nazioni Unite nel 1998 han complicato ancor di più, visto che le sanzioni per i test nucleari effettuati furono stralciati per dar spazio alla globalizzazione.

Pushkar