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Primi passi nella fotografia: parte 1 (sensibilità ISO-tempo-diaframma)

“La fotografia è probabilmente fra tutte le forme d’arte la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere, e comunicare, emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione.”

VITTORIO SOTTO LA NEVE
VITTORIO SOTTO LA NEVE – Raimondo Jereb

Le parole del fotografo britannico John Hedgecoe descrivono perfettamente l’amore per questa forma d’arte e la sua massificazione e commercializzazione di questi ultimi anni.  Quante volte camminando per le strade si vedono in giro bande di turisti cariche di macchine fotografiche? Quante volte passeggiando per i parchi ci sono gruppi di ragazzi con svariati tipi di fotocamere che ritraggono la natura o altro? Quante volte semplicemente ci sono persone che immortalano qualsiasi cosa gli passi davanti con il cellulare? Ci troviamo in un periodo storico dove cercare di esprimere la propria individualità ed il proprio carattere è la priorità, per emergere così da questo mondo omologato, ripetitivo, e noioso; apparire prima di essere. Per questi ed altri motivi, schiere di giovani si immergono nel mondo della fotografia cercando di imprimere nelle proprie foto la loro essenza, le loro emozioni. Ma quanti di questi sanno veramente fare fotografia?

“Hai fatto una foto in bianco e nero di una sedia da giardino con la sua ombra e l’hai sviluppata in farmacia, allora sei maledetta e intellettuale!” (Stewe Griffin)

Come qualsiasi forma d’arte anche la fotografia, oltre alla fortuna del momento, necessita di una certa dose di tecnica che troppe volte viene trascurata. Questo non vuol dire fare foto in analogico, sviluppare in camere oscure, utilizzare esposimetri, ma semplicemente cercare di essere un po’ più accorti ed imparare il funzionamento dei tanti comandi presenti nella fotocamera. Ma cominciamo dal principio…

Come prima cosa ovviamente bisogna mettere la modalità in manuale così da avere piena padronanza dell’oggetto; niente viene lasciato al caso. Di primaria importanza è capire il rapporto che c’è tra la sensibilità del sensore (ISO), l’ apertura del diaframma e il tempo di scatto. Quest’ultimo è il più facile da utilizzare. Viene espresso in frazioni di secondo per tempi molto brevi e va da un tempo illimitato (“B” bulb) a scatti velocissimi come 1/8000 s.

ghiera impostata su manuale
ghiera impostata su manuale

Questa impostazione influisce sulla luce, e soprattutto sul movimento. L’apertura del diaframma è strettamente legata al tempo di scatto ed indica la grandezza dell’apertura attraverso la quale passa la luce nell’obbiettivo. Questa funzione oltre a filtrare la quantità luminosa all’ interno della fotocamera serve anche per allungare o diminuire la profondità di fuoco in uno scatto.

tempo impostato a 1/100 S
tempo impostato a 1/100 S

Per quanto concerne la luminosità della foto, e per avere dunque una foto ben esposta (esposizione = intensità luminosa × tempo), è necessario comprendere che le due caratteristiche di cui sopra (il diaframma e tempo) vanno intese come inversamente proporzionali: all’aumentare dell’una, e diminuendo l’altra (e viceversa) il valore resta stabile. Nel prossimo articolo verrà approfondito questo concetto e queste due tematiche.

diaframma con apertura f/18
diaframma con apertura f/18

Vediamo ora la sensibilità o velocità della pellicola (o sensore).

tasto ISO e valore (200)
tasto ISO e valore (200)

Questa impostazione indica la sensibilità alla luce del sensore. Questo vuol dire che con una pellicola con basso valore di sensibilità (ISO) ci vorrà un tempo di esposizione maggiore. Possiamo quindi dire che la velocità del sensore sia inversamente proporzionale al valore di esposizione. Si parlerà quindi di pellicola lenta o veloce a seconda del valore corrispondente; da 25 a 100 ISO è detta lenta, da 100 a 500 media o moderata e da oltre 500 rapida. Quando viene utilizzata una sensibilità rapida si rischia di incappare nel rumore.

Per le pellicole la rapidità, e di conseguenza questo problema, è dettata dalla consistenza della pellicola stessa e dalla sua granulosità (ovvero dalla dimensione dei grani di nitrato d’argento dell’emulsione); quindi a pellicole lente corrispondono grane più fini. Per le fotocamere digitali il discorso è più complesso. Cercando di semplificare il più possibile, il rumore insorge nel momento in cui alle informazioni del sensore, sottoposto ad una sensibilità molto elevata, si sovrappongono altre informazioni indesiderate, scorrete ed estranee. Per foto notturne quindi, dove il valore di esposizione sarà sicuramente minore, bisogna fare attenzione a trovare il giusto valore ISO.

ISO 200
ISO 200
ISO 800
ISO 800
ISO 3200
ISO 3200

Come si può vedere da questi esempi, aumentando il valore ISO e diminuendo il valore della esposizione in modo tale da non cambiare l’illuminazione, si crea un effetto pixel (rumore), ben visibile nel cielo, che rende la foto molto meno limpida; oltretutto i colori perdono drasticamente di vividezza e il contrasto diminuisce.

PONTE SUL NULLA
PONTE SUL NULLA – Raimondo Jereb

La fotografia è arte, è espressione, è idea, ma senza una buona base non si può creare emozione.