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Bandiere di Leonardo Crudi presso Sala1

Bandiere di Leonardo Crudi. A cura di Sara Esposito e in collaborazione con L’Amletico presso Sala 1, Centro Internazionale d’Arte Contemporanea Piazza di Porta San Giovanni, 10 – 00185 – Roma. Dal 12 ottobre al 16 novembre 2018 ogni giorno dal martedì al sabato dalle ore 16:30 alle 18:30- Inaugurazione: venerdì 12 ottobre 2018, ore 18:00

Il 12 ottobre viene inaugurata a Sala 1 la personale di Leonardo Crudi Bandiere, che esporrà per la prima volta il lavoro dell’artista su alcune personalità del Bauhaus che hanno avuto punti di contatto con le avanguardie russe. Alla vigilia del centenario della fondazione del Bauhaus a Wiemar nel 1919, Leonardo ripensa in senso pittorico, fotografico e grafico l’importanza di tale istituzione: una serie di personalità “bandiera” dell’innovazione artistica, generatasi nel fervido ambiente della scuola tedesca, rivestiranno le pareti della storica galleria romana Sala 1.

Anni Albers, Gertrud Arndt, Otti Berger, Max Bill, Marianne Brandt, Sonia Terk Delaunay, Walter Gropius, Johannes Itten, Vasilij Vasil’evič Kandinskij, László Moholy-Nagy, Oskar Schlemmer, sono le figure scelte da Leonardo e rappresentate sui manifesti di stoffa: un richiamo militante ai principi fondatori dell’arte e della grafica moderna.

I grandi artisti del passato si frammentano in un complicato montaggio di forme astratte e geometriche dai colori piatti, a cui si alternano parti del corpo frastagliate nelle loro gradazioni cromatiche tracciate con una semplice penna Bic. Le figure così realizzate compongono una serie di danzatori le cui posizioni mimano le mosse biomeccaniche del teatro di Vsevolod Meyerhold.

BIO DELL’ARTISTA

Leonardo Crudi fin da giovanissimo scopre il mondo dei graffiti e intraprende la sua ricerca artistica in maniera autonoma e autodidatta. È nel mondo della strada che si forma imparando a calibrare colori e a costruire composizioni in cui geometrie e lettere si modulano in inedite soluzioni grafiche. Dai primi studi sul cinema neorealista italiano, arriva ad approfondire le avanguardie russe e la comunicazione propagandistica alle grandi masse con una particolare attenzione ai manifesti stradali. Dal 2012, si dedica alla produzione delle sue prime opere su carta, e ritrova nelle avanguardie pittoriche e fotografiche del Suprematismo, Costruttivismo, Futurismo russo e nelle personalità di Ejzenštejn, El Lissitzky, Malevič, Rodčenko e Vertov,un linguaggio capace di veicolare contenuti etici e politici.

Oltre alla produzione di manifesti da affiggere sui muri della città per il centenario della Rivoluzione d’Ottobre e di film italiani d’avanguardia e sperimentazione underground degli anni ’60 e ‘70, ha esposto i suoi lavori in varie gallerie; tra queste ricordiamo le personali a Spazio Cerere (2016) e Porta Blu Gallery (2014), nonché la partecipazione nel 2018 all’Outdoor Festival al MACRO di Roma.

Il progetto sarà documentato in un catalogo digitale a cura della Sala 1, con testo della curatrice Sara Esposito, Claudio Sagliocco della redazione L’Amletico e di Giovanni Argan.

Leonardo Crudi: l’artista che omaggia il centenario della Rivoluzione d’ottobre con manifesti neoralisti.

Il 7 novembre 1917 avveniva la Rivoluzione d’ottobre, epilogo dell’impero zar russo, e in occasione del suo centenario Leonardo Crudi ha deciso di rendere omaggio a uno degli eventi che maggiormente segnò la storia del regno sovietico.

Leonardo Crudi è un artista autodidatta, si è dedicato alla pittura approcciandosi dapprima al mondo dei graffiti. La sua produzione artistica, iniziata nel 2012, è incentrata sull’indagine dello spazio e delle geometrie, fatte convivere con personaggi e volti carichi di significati sociali.

E’ questo infatti il leitmotiv che caratterizza l’evoluzione della produzione artistica di Crudi, che si muove verso un’indagine sociale in cui si coniugano il suprematismo e il futuristico tipicamente sovietici e le indagini socio-culturali.

Le opere dell’ultimo periodo artistico di Crudi hanno come soggetto il mondo sovietico, istantanee di un novecento comunista in cui si coniugano un profondo neorealismo e le influenze della produzione cinematografica di allora.

In commemorazione del centenario della caduta dell’impero zarista è stata installata a Roma una mostra “itinerante” che si svilupperà durante tutto il 2017, in cui manifesti dipinti e disegnati a mano sono installati su beni urbani, muri, colonne e sottopassaggi che delimitano l’ambiente urbano capitolino.

Un’arte pubblica di commemorazione che richiama i manifesti quali tipico mezzo di propaganda sovietica ma che mira ad una fruizione collettiva, ammirabile tutti i giorni dai cittadini che abitano la città ed accanto ai quali camminano e vivono: dal gagarin a scalo san lorenzo, al lenin di piazzale ostiense, passando per villa torlonia, il pigneto e via marsala a termini, ma anche porta maggiore con “1917”, piramide, policlinico, testaccio ed “europa” a villa ada.

 

 

Le opere di Leonardo Crudi, già in mostra a Roma nell’esposizione “C’era una volta l’URSS” curata da Giovanni Argan, e, recentemente nella collettiva AMOUR ÀMORT, tenutasi a Parigi dal 23 al 30 marzo 2017 e curata da Angèle Leila e Lorenzo Minio Paluello, sono riunite nel sito dell’artista, seguibile anche sul proprio profilo facebook.