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Giustizia e mito. Con Edipo, Antigone e Creonte

Giustizia e mito. Con Edipo, Antigone e Creonte

Giovedì 27 settembre dalle ore 16 alle 19 presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche – Sapienza Università di Roma nella Sala delle Lauree della Facoltà di Giurisprudenza, Giovanni Canzio e Massimo Luciani, presentano il volume di Marta Cartabia e Luciano Violante “Giustizia e mito. Con Edipo, Antigone e Creonte”, Il Mulino, 2018. Introduce e coordina Cesare Pinelli.

Saranno presenti gli autori. Ingresso gratuito.

Descrizione del libro.

Con Edipo, Antigone e Creonte per indagare i dilemmi del diritto continuamente riaffioranti nelle nostre società.

Legge, morale, religione: il mito e noi
Antigone, ovvero il conflitto tra coscienza individuale e ragion di stato, tra legge morale e legge positiva. Edipo, ovvero la tensione tra verità storica e oggettiva e verità soggettiva, tra domanda di giustizia e intransigenza nell’amministrarla, tra colpa, errore e responsabilità. Creonte, ovvero il contrasto tra la legge e la sua opposizione. Altrettanti dilemmi del diritto che riaffiorano continuamente nelle nostre società. Per quanto emancipata dal suo primitivo nucleo vendicativo, e oggi amministrata con molte garanzie, sancite soprattutto dalle costituzioni contemporanee, la giustizia infatti non risana mai del tutto i conti, né per le vittime né per i carnefici.

La Casa del Cinema rende omaggio a Tomas Milian con la proiezione del doc The Cuban Hamlet di Giuseppe Sansonna

The Cuban Hamlet. Storia di Tomas Milian è il titolo di un cofanetto pubblicato da Timìa edizioni contenente un documentario e un libro dedicati dal regista Giuseppe Sansonna all’attore Tomas Milian. Per l’occasione sarà anche il titolo dell’evento con cui Casa del Cinema in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale renderà omaggio giovedì 22 febbraio all’interprete cubano protagonista di una vasta filmografia di genere e di importanti incursioni nel cinema di qualità. Non c’è genere cinematografico, infatti, in cui l’attore naturalizzato italiano non abbia messo in mostra il proprio talento recitativo. Tomas Milian è stato uno dei pochi attori apprezzati dalla critica e venerato dal proprio pubblico e, in virtù di questo, non devono stupire i numerosi omaggi che si sono succeduti in questi anni e che continueranno ad avvenire. A partire proprio dal prossimo 22 febbraio.

Dopo la proiezione del film di Sansonna, prevista alle ore 17.00, seguirà un incontro moderato da Steve Della Casa in cui si presenterà l’iniziativa editoriale in compagnia di amici e colleghi di Milian. Insieme a Enzo G. Castellari, Giovanni Fago, Romolo Guerrieri, Francesco Massaro, Massimo Vanni e lo stesso Sansonna si passerà in rassegna la carriera di un interprete divenuto celebre nel nostro paese grazie agli storici personaggi de “Er Monnezza” e del maresciallo di polizia Nico Giraldi.

Il lavoro di Sansonna, così come descrive Stefano Rizzo, «dà modo di vedere la vita e il cinema dell’attore da una prospettiva diversa. Giuseppe Sansonna è conosciuto ai più per due straordinari documentari su Zeman pubblicati da Minimum Fax. Qui non delude le aspettative create da quel grande lavoro. È difficile dire quale dei due sia più prezioso, se il documentario o il libro. Il film che Sansonna ha girato nel 2015 è commovente, intenso e dolcemente malinconico. Tomas ritorna a Cuba, la sua patria d’origine, dopo decenni di assenza, insieme al regista, che l’ha convinto dopo estenuanti tentativi. Milian amava e odiava Cuba e l’abbandonò per il sogno di recitare nel cinema. Questo è un documento unico, ricco di poesia, rara occasione per conoscere il lato più fragile, dolce e intimo di Milian. Il libro è altrettanto pieno di storie, emozioni, drammi, forse ancora più importante per un ritratto delle mille facce di Tomas. […]Non c’è solo l’attore che ricorda: questo libro è una sorta di grande reportage, di viaggio alla ricerca di Tomas Milian (e anche di tanti personaggi che di lui possono dire cose utilissime come Laura Betti, Nino Castelnuovo, Quinto Gambi o Giulio Questi)»

ORARI E PROGRAMMAZIONE

ore 17.00  | The Cuban Hamlet di Giuseppe Sansonna (2014, 60’)

Il documentario di Giuseppe Sansonna ripercorre la vita di Tomas Milian, dalle vive parole del protagonista, durante il suo recente ritorno in quella Cuba natia che lo vide partire, con biglietto di sola andata, 58 anni fa.

ore 18.00 | Incontro moderato da Steve Della Casa con Enzo G. Castellari, Giovanni Fago, Romolo Guerrieri, Francesco Massaro, Giuseppe Sansonna, Massimo Vanni.

Nel corso dell’incontro verrà presentato il cofanetto The Cuban Hamlet. Storia di Tomas Milian.

Alla proiezione di giovedì 22 febbraio seguirà un incontro moderato da Steve Della Casa e la presentazione del cofanetto dedicato all’attore

CASA DEL CINEMA

Spazio culturale di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale

Gestione Zètema Progetto Cultura

Direzione Giorgio Gosetti

in collaborazione con Rai; Rai Cinema 01 distribution

INDIRIZZO Largo Marcello Mastroianni, 1

INFO tel. 060608 www.casadelcinema.it www.060608.it

ACCESSO LIBERO fino a esaurimento dei posti disponibili

Milton Gendel. Uno scatto lungo un secolo

Milton Gendel. Uno scatto lungo un secolo
Gli anni tra New York e Roma. 1940-1962

Venerdì 13 ottobre 2017 dalle 18 alle 21

presso la Fondazione Primoli, Via Zanardelli 1, Roma

Presentazione a cura di Barbara Drudi
Interverranno Claudio Strinati, Diego Mormorio e Peter B. Miller.

Sarà presente Milton Gendel.

Quinta pubblicazione della collana “Biblioteca Passaré”, diretta dallo storico dell’arte Luca Pietro Nicoletti e promossa dalla Fondazione Alessandro Passaré di Milano, il libro Milton Gendel. Uno scatto lungo un secolo. Gli anni tra New York e Roma. 1940-1962 di Barbara Drudi – docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Firenze e Dottore di Ricerca presso l’Università della Fuscia di Viterbo – ha come tema la figura di Milton Gendel (New York, 16 dicembre 1918), che con il suo occhio fotografico ha catturato artisti e intellettuali sullo sfondo della trasformazione dell’Italia durante il boom economico degli anni Sessanta.

Venerdì 13 ottobre alle ore 18.00 la Fondazione Primoli di Roma ospita la presentazione del volume, che racconta una parte della sua lunga vita, tracciandone una prima biografia intellettuale e professionale, limitatamente al periodo compreso tra il 1940 e il1962. Partendo dalla formazione accademica newyorkese, sotto la guida dello storico dell’arte Meyer Schapiro, la narrazione si snoda attraverso il rapporto di Gendel con André Breton e i surrealisti, passando per l’esperienza con l’US Army in Cina – dove, tra il 1945 e il 1946, comincia a scattare le sue prime fotografie con una Leica presa in prestito –, e prosegue fino all’arrivo a Roma. È qui che Gendel stabilisce una fitta rete di relazioni e amicizie personali, sia con gli artisti locali che con il jet-set internazionale, divenendo ben presto – anche grazie alla sua collaborazione con la prestigiosa rivista americana «ArtNews» – una figura chiave nei rapporti politico-culturali (nella cogente cornice della Guerra Fredda) tra New York e Roma. Da fotografo e da amico, ritrarrà, cogliendoli nella loro semplice dimensione quotidiana, molti personaggi noti: la grande collezionista d’arte contemporanea Peggy Guggenheim e la contessa Mimì Pecci Blunt, la principessa Margaret d’Inghilterra e la regina Elisabetta.

Buena SO.R.TE.: aperitivo solidale e presentazione del libro “Uniti nella SO.R.TE.”

Aperitivo solidale e presentazione del libro “Uniti nella SO.R.TE.”

Giovedì 20 luglio dalle ore 19 al Timo Coktail Bar a Roma -Lungotevere degli Anguillara (Si consiglia di scendere dalle scale di Ponte Garibaldi (Trastevere)

Un mio amico tempo addietro scrisse ” Sulle rovine di Roma si costruisce, non si gioisce”. Una frase che nella sua esistenza e in quella dei ragazzi di SO.R.TE è divenuta realtà. Certamente, l’Urbe vive molteplici problemi, ma la convinzione è che sia vittima anche di un gioco mediatico e politico, il quale amplifica ogni sua problematicità. Ora, se la generazione dei nostri padri è stata figlia del sogno utopistico, la nostra generazione è figlia del ” fare ” senza proclami. Per questo motivo, di fronte alla scialba risposta di una latente classe dirigente, si è deciso con Polinice di portare alal ribalta il libro ” Sorte ” che racconta la storia, in modo anche romanzato, dell’Onlus che è esempio.

E’ nelle viscere di Roma che si ripercuote la citazione di Marco Aurelio ” Essere Esempio “. La cui statua, che in realtà è un’allegoria in onore dell’Imperatore Carlo V costruttore d’Europa, ma all’epoca osteggiato da un Papa fiorentino. I ragazzi di SO.R.TE si posso ritenere un “esempio”. Il romanzo che ne racconta la formazione e crescita pone il lettore davanti a un  racconto, con pippole di autobiografia, che si pone quasi come un film neorealista sulle vicende e le storie di Roma. Un racconto puro, scritto da Tommaso Buda che annovera insegnamenti e spaccati di una quotidianità che tra qualche decennio verrà ripresa, poiichè i suoi frutti saranno m,olteplici. Non frutti materiali, quanto più morali e di persone.

Quello di Tommaso Buda è un puro omaggio a Roma e la quarta di copertina del libro ne spiega il motivo

” Roma è la città più grande d’Italia, la più popolata. Forse, anche tra le più problematiche. Povertà, abbandono, incuria e degrado sono solo alcune delle verità nascoste dal mito illusorio della “Città eterna”.

Radunati attorno a un tavolo, dodici tra ragazze e ragazzi hanno brindato a un progetto ambizioso: combattere il disagio sociale. L’incosciente e propulsivo spirito di gioventù li ha chiamati alle soglie di una casa-famiglia della periferia capitolina, con buste contenenti beni di prima necessità. Così, spontaneamente, è nata SO.R.TE (Solidarietà Romana sul TErritorio): un’associazione di promozione sociale composta di soli giovani. Oggi centocinquanta. Così è cominciato il suo viaggio pieno di curve nella strada del terzo settore, che l’avrebbe portata, nei suoi primi tre anni e mezzo, a vivere esperienze incantevoli ed episodi tragicamente significativi; a raggiungere piccoli traguardi e consapevolezze più amare. Che un traguardo definitivo, innanzitutto, non esiste.

Considerazioni, esperienze e aneddoti sono racchiusi nelle poche pagine di una storia che si sviluppa dietro gli angoli della capitale, sotto i suoi ponti e lontano dalle piazze in cui si consuma, freneticamente, la consueta vita di città. ”

Una città, una passione e molte azioni, non buone, ma giuste. Un raqcconto che proveremo a condividere con voi Giovedì 20 Luglio, alle ore 19 presso ” Il Timo ” di Lungotevere degli Anguillara. Presenterà Gravia Pavoncello e avremo il sostegno dei ragazzi de ” Il Ventriloco “, una nuova rivista di Trastevere che non vuol far perdere la parte migliore del racconto di Roma. Buona Sorte a tutti.

”Che cos’è la logica?” di Hilary Putnam.

La copertina.

Quando esce un nuovo libro di Hilary Putnam è sempre un evento: uno di quei pochi filosofi che sanno toccare qualsiasi tema con un certo rigore e un’invidiabile umanità, come se fosse un caro amico con cui conversare. È successo con Fatto-valore. Fine di una dicotomia e altri saggi e si ripete con questo Che cos’è la logica?, a cura del Prof. Mario De Caro dell’Università degli Studi di Roma Tre. Una raccolta di riflessioni sulla logica, campo in cui diede numerosi contributi (in aggiunta ad altri come la filosofia del linguaggio, filosofia della matematica, ontologia, epistemologia, ecc.).

In Che cos’è la logica? Putnam tenta di delineare alcune risposte ad alcune fondamentali domande oggetto della filosofia della logica, quell’area della filosofia che si interessa di definire lo statuto della logica in sé e evidenziare le conseguenze filosofiche di certe assunzioni logiche. Ad esempio, come può la logica contribuire alla nostra visione del mondo e alla sua costruzione? Oppure, come possono gli enunciati riferisi a qualcosa di extra-linguistico nel mondo? La logica ci può dire tutto oppure hai dei limiti rispetto a ciò che possiamo conoscere? Perché è fondamentale rispetto alle nostre teorie? Ma anche casi che possiamo incontrare comunemente nella vita di tutti i giorni: siamo davvero certi che i nostri argomenti siano davvero corretti e quando? O chi garantisce che il metodo usato in matematica e nelle scienze naturali sia giustificato?

Questa raccolta di saggi è in effetti un grande volo d’uccello sui problemi che i logici e i filosofi incontrano nel proprio percorso. Un buon risultato che mostra come la logica non sia semplicemente un esercizio formale, quanto il discrimine fra ragionamenti formulati correttamente e no. Sul che cosa conistono le nostre inferenze e il nostro linguaggio, in sostanza sul cosa davvero abbia senso e cosa no. Un’assunzione o un teorema sono in grado di cambiare radicalmente le fondamenta delle nostre ipotesi, o come affermava W.V.O. Quine il lavoro del logico può dare un aiuto decisivo rifinendo le nostre teorie scientifiche. Quindi ciò Putnam intende mettere in rilievo in questo volume è che la scienza logica (riprendendo tale denominazione dal buon Hegel) è qualcosa che impatta inevitabilmente con tutto ciò che riguarda il modo in cui affrontiamo il mondo e lo comunichiamo agli altri (o come le altre persone lo comunichino a noi).

Qui si ripete: il grande pregio di Putnam, che ogni filosofo dovrebbe avere, è l’affrontare temi così complessi in maniera colloquiale, amichevole e al tempo stesso con eccezionale rigore accademico.

 

Hilary Putnam, Che cos’è la logica?, a cura di M. De Caro, Mondadori Università, 2014, pp.304, €18.