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Look da primavera, cosa eliminare dall’armadio

“Tagliamo?”. Quando un’infermiera alla Misery non deve morire si è avvicinata con un rasoio a una lama che avrebbe scorticato un albero ho capito il significato del famoso: “E tu sei pronta!?”. “Con la ceretta sono a posto grazie”. Anche nell’operarsi il giorno prima di Pasqua si può trovare qualche lato positivo. Gambe ok, mani in ordine, capelli puliti: mi preparavo come tutte al primo banco di prova della forma fisica di una donna: le vacanze di Pasqua.

È il momento di verificare l’onesta di quelle che postano selfie in palestra ogni mattina, l’efficacia delle creme rassodanti, delle diete depurative delle due settimane che poi sono diventate dei 7 giorni e dei rimedi last minute.

Nessuno si lamenta mai troppo del tradizionale cattivo tempo perché permette almeno di evitare la prova costume. Io un costume l’avevo pure comprato, nero ovviamente perché, a parte le stacanoviste della lampada, nessuno può permettersi altro colore ad aprile.

Ci avviamo a grandi passi verso l’estate e anche se nel momento stesso in cui fai il cambio di stagione le temperature calano di 10 gradi, ci sono alcune cose che non si possono proprio più indossare in un look da primavera:

  • Banditi calze, calzini e collant – Da aprile in poi puoi evitare la spiaggia ma non il pranzo al mare e non c’è nulla di più antiestetico di quelle che vanno sul bagnasciuga con i collant neri. La stagione delle calze è finita ma per i vestitini è troppo presto. Per scoprire le gambe occorre temporeggiare qualche settimana e prendere quel po’ di sole che basta per non sembrare un vampiro che si espone alla luce. Largo ai pantaloni: a sigaretta, a palazzo, boyfriend, a vita alta. Si portano con mocassini, ballerine, stringate di giorno e con i sandali alti la sera. Questo è il periodo delle cosiddette “scarpe da passeggio”: Superga e Adidas. Bandito anche l’orrendo calzino nero che spunta tra il pantalone stretto e la scarpa. E i fantasmini? Nomen omen. Fate come volete, l’importante è che non si vedano. Mai.
    Olivia Palermo
  • Nero con moderazione – Sembra la scelta ovvia: è classico, maschera i chili di troppo e non incide sul colorito di questo periodo ma, pallide e di nero vestite sotto il sole, il rischio è quello di sembrare Morticia Addams in vacanza. Sostinuite il nero con il blu, il verde militare o il beige. Iniziate a familiarizzare anche con i colori pastello: rosa e celeste.
Miranda Kerr
  • Addio cappotto – A meno che il vostro nome non sia Jon Snow allontanatevi da tutto ciò che ha una pelliccia. Che si tratti di cappotti, giacche o bordi dei cappucci riponeteli in naftalina. Il trench è il classico  di primavera, l’impermeabile per le giornate di pioggia. Il nuovo cappotto è lo spolverino. Lungo o corto, preferibilmente in seta, liscio o ricamato, a tinta unita o damascato. Non accenna a perdere consensi neppure il bomber, grande must-have del guardaroba già da diverse stagioni: da scegliere nella versione più lussuosa in jacquard a fantasia o nella variante oversize in satin a tinta unita. Un blazer dal taglio sartoriale è un passe-partout su tutti i look, da quelli più casual a quelli più eleganti.

La valigia per le vacanze di Pasqua l’ho saltata, e anche il colorito grigiastro mi sarà perdonato per la malattia ma questo è l’anno dei ponti e dei weekend lunghi, il primo maggio è alle porte. Non si accettano verdognoli coi calzini.

Tutti i look dei David di Donatello 2017

Per fortuna che c’era la compagna di asilo di Valeria Bruni Tedeschi. La bambina che divise con lei un pezzo di pizza il primo giorno di scuola, è stata la prima delle decine di persone che l’attrice ha ringraziato ricevendo il premio come migliore protagonista per La Pazza Gioia. Fogli alla mano, in un alternarsi di lacrime e risate ha ricordato dalla sua psicanalista, a Leopardi, dagli uomini che l’hanno amata a quelli che l’hanno tradita, dalla madre a Natalia Ginzburg.

IL POST DI CARLA BRUNI – Così delirante e esilarante che persino Carla Bruni ha sentito rinascere lo spirito della sorellanza e le ha fatto i complimenti su Instagram. Si può dire che se non fosse stato per quel fiume di parole che ha largamente sforato i 45 secondi previsti, intorno ai David di Donatello 2017 ci sarebbe stato ben poco da chiacchierare.

Carla Bruni su Instagram: “Il folle e meraviglioso discorso di mia sorella che ha ricevuto il premio del cinema italiano come miglior attrice”

LA PAZZA GIOIA VS INDIVISIBILI – Tanto cinema italiano certo. Molti bei film in competizione anche se la corsa è presto diventata un testa a testa tra Indivisibili di Edoardo De Angelis e la Pazza Gioia di Paolo Virzì. Avevano 17 candidature a testa, tallonate a distanza di una nomination da Veloce come il vento di Matteo Rovere. Indivisibili ne ha portate a casa 6, La Pazza Gioia 5 ma tra questi i premi più ambiti: miglior film e miglior regia. David a parte, nessun vestito azzardato, nessuno scivolone sul red carpet (l’unica a inciampare nel vestito quando si è alzata per ritirare il premio è stata sempre Valeria Bruni Tedeschi), nessun selfie di gruppo o polemica social alla Magalli – Volpe.

IL DISCORSO DI BENIGNI – Persino Roberto Benigni ha stupito per il suo non essere sopra le righe. Così sinceramente commosso per il David alla carriera da non riuscire a essere pungente, ha dedicato il premio alla moglie.

“Nemmeno il Papa a San Siro ha avuto questa accoglienza, vi benedico, Dio vi benedica, il cinema italiano è il più grande del mondo, abbiamo reso grande l’arte più fragile e giovane, sentitevi sommersi dalla piena della mia gratitudine – ha detto sul palco di fronte alla standing ovation dei colleghi – La vita è larga, bella, dolorosa e sacra, è il cinema che me l’ha fatto scoprire. Dedico il premio a Nicoletta Braschi, ho fatto tutto per lei e con lei, questo premio è suo, l’appartiene. Vorrei che, in cuor suo, lei lo dedicasse a me”.

IL PANCIONE DI BIANCA VITALI – Qualcosa di cui parlare l’ha dato Stefano Accorsi, vincitore con Veloce come il vento, del David come miglior attore protagonista. L’attore era inseparabile dalla giovanissima e molto incinta moglie Bianca Vitali: “Se nasce ora sappiamo già come chiamarlo – ha detto Accorsi – David oppure Donatello”.

Di lei si è sempre detto poco e la si è vista ancora meno. Eppure è dal novembre 2015 la moglie di uno degli attori italiani più affascinanti. Sarà per i suoi 25 anni, sarà perché prima a fianco di Accorsi c’era la più nota e molto amata Laetitia Casta.

Un metro e 76 centimetri di altezza, occhi azzurri, capelli ramati, Bianca Vitali è figlia di Aldo Vitali, giornalista e direttore di Sorrisi & Canzoni, (ex) modella dell’agenzia Why Not Model, è stata testimonial di una campagna intimo Tezenis, e ha recitato (galeotto fu il set) nella serie tv 1992 al fianco proprio di Stefano Accorsi. Ora è incinta all’ottavo mese e il suo pancione fasciato in un abito giallo di seta a fiori di Fausto Puglisi è stato fotografatissimo ai David 2017.

Stefano Accorsi e Bianca Vitali

 

LO STRANO CASO DI ANTONIA TRUPPO – Quando è passata sul red carpet Antonia Truppo invece ancora qualcuno si chiedeva chi fosse. Nonostante l’attrice abbia ricevuto due David di Donatello, uno di seguito all’altro, per Lo chiamavano Jeeg Robot nel 2016 e per Indivisibili nel 2017, per alcuni è ancora una sconosciuta. Lei stessa si è detta incredula quando ha ritirato il premio come miglior attrice non protagonista. Interpreta la madre di Angela e Marianna Fontana, le gemelle siamesi protagoniste del film di Edoardo De Angelis che nonostante siano attrici giovanissime hanno già superato in popolarità la più esperta madre. Antonia Truppo ha infatti una solida carriera iniziata con il teatro. Classe 1977, originaria di Napoli, per le sue interpretazioni a teatro ha vinto anche diversi premi tra cui il Maschera d’oro. Al cinema ha esordito nel 2001 e prima di Mainetti e De Angelis ha lavorato con registi come Francesca Comencini e Ivan Cotroneo. In tv ha vestito i panni dell’agente Paola Criscuola nella serie La squadra. Ci ricorderemo l’anno prossimo di lei? Chissà. Antonia intanto il secondo David l’ha portato a casa.

I LOOK DEI DAVID 2017 – Anche in fatto di look poche sorprese. Tanto nero rigoroso e austero. Qualche scollo sulla giacca, per Kasia Smutniak, o sulla schiena, per Eva Riccobono, entrambe in Armani. Hanno osato con la stampa floreale le più giovani: Matilda de Angelis in rosa, colore che notoriamente stride sul red carpet, e Bianca Vitali in giallo firmato da Fausto Puglisi. Stella Egitto tenta con un look bohémienne ma fallisce. Il bianco Prada di Micaela Ramazzotti con profondo scollo sulla schiena invece premia.

Ecco tutti i Look dei David di Donatello 2017:

Oscar 2017 candidate a migliore attrice a confronto

Le cinque lady che si contendono l’Oscar 2017 per la migliore attrice protagonista provengono da tre paesi del mondo e in tre casi hanno interpretato personaggi reali. Fra la Hollywood dei giorni nostri, la Virginia di fine anni Cinquanta, la New York degli anni Quaranta e la Casa Bianca, si sono calate in personaggi femminili dalla forte personalità e volontà.

Alcune più esperte e già vincitrici dell’Academy Award, altre alla loro prima nomination. Ecco chi sono e cosa potrebbero indossare, anche se l’unica possibilità di trarre qualche suggestione è andare a rivedere che cosa abbiano scelto nelle scorse edizioni degli Oscar.

Emma Stone: Seconda nomination, ma prima come protagonista, per la favorita alla corsa all’Oscar per il suo ruolo in La La Land. Il Golden Globe, lo Screen Actors Guild Award e il BAFTA già conquistati per il film di Damien Chazelle la possono fare ben sperare. La Stone è a un passo dalla conquista della statuetta dorata, che si intonerebbe perfettamente con i costumi dai colori brillanti (ammesso che li abbia conservati) indossati per il film da 14 nomination. Non sarà facile in ogni caso eguagliare l’unica apparizione precedente: il suo look del 2015 è rimasto negli annali dell’eleganza.

Natalie Portman: Terza nomination e un Academy Award già conquistato nel 2011 per Il cigno nero. Quest’anno di rosso vestita interpreta Jackie Kennedy nel primo film in lingua inglese del cileno Pablo Larraín. Per il suo regista l’attrice ha fatto uno straordinario lavoro sulla voce e adesso il suo volto si confonde, agli occhi di molti, con quello della first-lady più elegante d’America.

Isabelle Huppert: non è consueto che l’Academy includa nella cinquina delle migliori protagoniste una attrice non americana. È successo a Isabelle Huppert, francese (prima di lei nel 2013 Emmanuelle Riva). Capelli rossi, lentigini, sguardo impenetrabile per l’attrice sinonimo di cinema d’autore, di ruoli complessi e spesso provocatori. Per Elle di Paul Verhoeven ha già vinto il Golden Globe, e 15 nomination ai Cèsar (vincendone uno). Potrebbe sorprendere tutti e farcela anche con l’Oscar? Per la sua prima volta, sceglierà certamente un abito rigoroso e sofisticato.

Ruth Negga è certamente la sorpresa di questa edizione degli Oscar. Prima nomination (per il film Loving) per la lanciatissima attrice, diventata in breve anche fashion icon di primissima grandezza. La bella etiope che ancora bambina si è trasferita in Irlanda (paese di origine di sua madre) si è fatta notare e amare interpretando, in Preacher, l’energica ex del protagonista. In Loving, film per cui è candidata, è invece la remissiva, dolce ma determinata Mildred Loving, personaggio veramente esistito e parte di una coppia interraziale arrestata e poi esiliata dalla Virginia del 1958 per essersi unita in matrimonio. Ben conscia dell’importanza del progetto a cui ha partecipato insieme a Joel Edgerton, l’attrice si è detta onorata di far parte della cinquina e ha confessato di non aver fatto spazio, per scaramanzia, sulla mensola del camino, per un eventuale premio.

Che dire, infine, di Meryl Streep? Con la sua performance in Florence è arrivata alla sua ventesima nomination, con tre statuette già vinte (La prima è arrivata con Kramer contro Kramer, la seconda con La scelta di Sophie e la terza grazie a The Iron Lady). Possiamo affermare che dal 1979 ad oggi su quel tappeto rosso ha indossato davvero di tutto, ma negli ultimi anni pare prediligere Lanvin. È stata capace di grande eleganza, ma anche di memorabili scivoloni.

Ripercorriamo i precedenti look sul red carper delle candidate a migliore attrice protagonista agli Oscar 2017:

Red carpet o film sotto casa? I look della Festa del Cinema di Roma

Un po’ festa, un po’ festival, nel dubbio in tanti scrivono “Roma Cinema Fest”. L’indicazione generale vuole che quella in corso dal 13 al 23 ottobre all’Auditorium Parco della Musica sia l’undicesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Un modo per dire che a una competizione con Venezia o Cannes non ci si pensa proprio. Una manifestazione meno esclusiva e più accessibile al pubblico che anche 24 ore prima della proiezione può trovare i biglietti e che può presentarsi anche in jeans. Sulla Croisette sarebbe impensabile, la gente dalle prime ore del mattino si mette in fila con l’abito lungo e il termos del caffè in mano, pronta a estenuanti attese sperando in qualche benefattore che gli ceda un ticket d’ingresso. Le celebrità si portano dietro enormi bauli in cui  mettono anche il truccatore e il parrucchiere personale. A Venezia si sfida la polmonite per non ridurre l’effetto glamour dei vestiti con golfini o cappotti. E a Roma cosa ci si mette sul red carpet?

La vera incertezza sulla natura della Festa del cinema di Roma si vede nel look di attori e invitati sul tappeto rosso. Il rischio di essere fuori luogo come Bridget Jones vestita da coniglietta è sempre dietro l’angolo.

  1. Film sotto casa. Jeans, golfone e un grosso barattolo di pop corn al caramello, è la situazione tipica del cinema della domenica, quello sotto casa, quello dove vai anche quando ti chiamano all’ultimo minuto perché tanto non avevi nulla da fare. Trucco niente o quel poco avanzato da quando ti sei messa il rimmel la mattina. Va bene l’idea di manifestazione più popolare, ma è sempre un tappeto rosso.
    Sandra Ceccarelli
    Sandra Ceccarelli
    Chiara Di Giacomo
    Chiara Di Giacomo
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    Virginia Raggi
  2. “Mi sa che ha sbagliato posto”. È questo che esprime la faccia della famigliola in fila dietro alla tipa con abito lungo di paillettes in oro. Oltre al danno anche la beffa. Diverso il discorso per le star hollywoodiane, per loro la distinzione tra Festa e Festival oltre che linguisticamente intraducibile è inconcepibile e in fondo gran parte del pubblico viene per vedere loro quindi ben venga un po’ di glamour.
    Grace Van Patten
    Grace Van Patten
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    Tom Hanks e Rita Wilson
  3. Qualcuno che trova la giusta misura c’è. Eleganti ma non troppo, soprattutto stilosi con o senza abito lungo. È pur sempre un red carpet, e c’è sempre la schiera di fotografi pronta a immortalare ogni piccolo colpo di vento o movimento scomposto che sposta scollature e spacchi. È successo a Milena Mancini alla presentazione del film Sole, Cuore, Amore. L’abito color senape della bionda attrice si è aperto lasciando intravedere il seno. Flash. Anche la festa del cinema di Roma ha avuto il suo piccolo scandalo da tappeto rosso.
    Zofia Wichlacz
    Zofia Wichlacz
    Jovanotti
    Jovanotti
    Alessia Marcuzzi
    Alessia Marcuzzi
    Milena Mancini
    Milena Mancini
    Matilda De Angelis
    Matilda De Angelis

PFW. I segreti dello stile parigino

Non sono ancora salita sull’aereo e i miei capelli che in teoria avrebbero dovuto avere una piega decente hanno già l’effetto sfatto tipico di Parigi. È iniziata la Paris Fashion Week e con lei gallery, foto e commenti sullo street Style. Un po’ eccentriche e un po’ raffinate perché si sa che maggiore è lo sforzo per conquistare i click della macchina fotografica, minore la resa del look. Ed è così che vediamo Olivia Palermo in pantaloni neri, camicia bianca e famosi capelli accroccati. Anche senza volerlo piove, c’è vento e cielo grigio e nemmeno il boccolo con il ferro di Aldo Coppola più resistente potrebbe sopravvivere quindi tanto vale prevenire.

Belle senza sforzo, eleganti senza impegno. Quei capelli che sembra non vedano una spazzola da mesi, sono infinitamente più chic del boccolo plastico stile Maria Antonietta fatto dal parrucchiere. Quel viso senza trucco mostra una pelle bianchissima dove anche le occhiaie hanno un ché di attraente. Non le vedrete mai accapigliarsi per un paio di appariscenti Louboutin perché loro collezionano Repetto, o meglio, Repettò. È lo stile parigino. Per le francesi innato, per il resto delle donne è un’ arte che si può imparare.

Inès de la Fressange insegna che si può essere parigina in ogni parte del mondo, anche senza baguette sotto braccio, perché l’allure made in Paris, tanto invidiato quanto copiato, è un atteggiamento mentale, da conquistare con il buongusto. Righe e basco a parte.

Ines de la Fressange
Ines de la Fressange

Un solo nome per due icone di stile. Non si parla più di Chiara (Biasi o Ferragni), ma di Charlotte, come Charlotte Gainsbourg e Charlotte Casiraghi.

Charlotte Gainsbourg
Charlotte Gainsbourg

Gli stilisti preferiti. Si spazia dalla Maison di moda più note e lussuose, come Chanel, Celine, Chloé, a marchi più abbordabili ma ugualmente trés chic come Sandro, Maje, Etoile Isabelle Marant, Vanessa Bruno. La parigina è sempre a caccia di nuove griffes, soprattutto se sono creative e abbordabili. Il suo guardaroba consiste in un abile accostamento di capi vintage, pezzi economici e qualche capo di lusso. Banditi i loghi, con un’unica eccezione: L’H di Hermes.

No ai coordinati. È la regola da tenere sempre presente. Decontestualizzare un capo invece che accettarne l’uso canonico è lo sport preferito della vera parisienne. Prima di Yves Saint Laurent nessuno aveva osato l’accostamento blu-nero che oggi è considerato uno dei più eleganti. Aggiungere un paio di dettagli vagamente assurdi può dare risultati follemente eleganti. Un vestito di chiffon stampato con i biker, un pullover di paillettes con i pantaloni da uomo. Una vecchia giacca denim con una camicetta di seta. Un golfino di lana sul vestito da ballo (non c’è niente di più Kitch delle stole o del bolerino). Lo scopo è di dare l’impressione che l’elemento di lusso (il vestito elegante o la camicia di seta), sia capitato lì per caso. Se traspare la ricerca dell’effetto, lo scopo è fallito e si finisce catalogate come “try to hard”, espressione che definisce le ragazze che cercano a tutti i costi di fare stile. Un esempio? Cappello nero a falde larghe, collana di Zara su camicia di jeans, leggings neri, scarpe con la para. Mai e poi mai la borsa abbinata alle scarpe.

Vanessa Paradis
Vanessa Paradis

Gli immancabili. Il buon look si fa con i buoni basici: una giacca da uomo, un trench, un pullover blu marine, una canottiera in cotone sottile, un tubino nero, dei jeans e un blouson di pelle. Le parigine non hanno idoli anche se ammirano Jane Birkin e Charlotte Gainsbourg che azzeccano immancabilmente il casual look (pull di cachemire grigio, jeans, converse o stivali vintage) o Jackie Kennedy nel periodo Onassis: pantaloni bianchi, t-shirt di cotone sottile, occhialoni da sole.

Charlotte Casiraghi
Charlotte Casiraghi

Assimilare le tendenze. Se va di moda il maculato, non vuol dire che bisogna conciarsi in modo da sembrare appena scappate dallo zoo. Basta un dettaglio, come una pochette stampata animalier. Prima di comprare un capo chiedetevi sempre: “Mi va di indossarlo stasera?” se la risposta è “no” oppure: “L’indosserò solo in casa”, oppure: “Magari una volta, a una festa..” lasciate stare.

Acconciature lazy-chic.  I capelli sono fondamentali nel dare quell’allure francese e intrigante, “ce je ne sais quoi” che regala un fascino innocente. Il segreto della francesi è acconciarsi in modo “effortless”: “le parigine fingono di lasciare i capelli al naturale o di averli raccolti in modo casuale e pigro, quando in realtà lo styling è ben studiato e calibrato. A Parigi esistono addirittura dei Bar à Chignon che in 10 minuti realizzano degli chignon meravigliosamente, ma non casualmente, morbidi e disordinati.

Lea Seydoux
Lea Seydoux

Le regole beauty. Per imitare lo stile parigino si dovrà optare per un make up rigorosamente acqua e sapone, della serie il trucco c’è ma non si vede. Unico tocco di colore concesso: le unghie laccate di rosso che donano un tocco di femminilità un po’ retrò.

I look più belli del Festival di Venezia 73

Si è chiusa la 73esima Mostra del Cinema di Venezia, celebrata dall’ Hollywood Reporter come un’edizione che ha superato per titoli e glamour la contemporanea kermesse di Toronto (“Sorry Toronto” era il titolo). Ecco quindi tendenze, gossip e curiosità, ma soprattutto i look più belli del festival di Venezia 73.

LE COPPIE

  • Alicia Vikander in Louis Vuitton e Michael Fassbender. Quando l’anno scorso presentò al Lido The Danish Girl in pochi conoscevano l’attrice svedese, adesso non solo è una star internazionale ma con il suo red carpet versione coniugale ha conquistato Venezia 73. Naturalmente sexy e innamorata, è arrivata mano nella mano e occhi negli occhi con Michael Fassbender. L’ha conosciuto proprio sul set di The Light Between Oceans, presentato quest’anno alla Mostra. E così anche l’abito versione fashion Heidi di Nicolas Ghesquière acquista un qualcosa di romantico. La forza dell’amore.
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Alicia Vikander
  • Naomi Watts in Elie Saab Couture e Liev Schreiber. Insieme hanno portato a Venezia The Bleeder, e insieme hanno atteso che lui ricevesse il Persol Tribute to Visionary Talent Award, con la stessa naturalezza con cui si fanno i selfie al supermercato o festeggiano la festa del papà in spiaggia con i due figli. Se il primo posto va ai piccioncini di Hollywood, il secondo spetta a una coppia certa/innamorata/affiatata: Naomi Watts e Liev Schreiber. Belli ed elegantissimi, l’attrice ha scelto due abiti floreali, uno blu e giallo (il colore più di moda al Lido quest’anno) di Roksanda per il giorno e un impalpabile e ricamato Elie Saab Couture per la sera.
    Naomi Watts e Liev Schreiber
    Naomi Watts e Liev Schreiber

LE MAMME

  • Teresa Palmer in Prada. Se calcare il tappeto rosso in due ha sempre il suo glamour, anche Teresa Palmer in un certo senso ha fatto un red carpet di coppia. La protagonista femminile del film di Mel Gibson Hacksaw Ridge ha esibito con orgoglio il suo pancione ai fotografi in uno splendido abito Prada rosa. Sarà femmina?
Teresa Palmer
Teresa Palmer
  • Natalie Portman in Dior. La protagonista di Jackie quando vede i flash invece si tocca la pancia come a volerla proteggere. Natalie Portman aspetta il suo secondo figlio dopo Aleph, 5, avuto dal marito, il coreografo francese Benjamin Millepied. Per la premiere ha scelto un vestito monospalla bianco e scivolato. Se interpreti Jackie Kennedy non puoi che superare la prova eleganza.
    Natalie Portman
    Natalie Portman

LE MODELLE

  • Bianca Balti in Jean Paul Gaultier per Ovs. Avete presente quanto inizia a piovere all’improvviso e vi mettete la prima cosa addosso per andare a togliere i panni che avevate lasciato fuori ad asciugare? Ecco, anche se magari lo spolverino dell’OVS è più o meno uguale, l’effetto su Bianca Balti è un po’ diverso… La modella ha sfilato sul red carpet inaugurale della manifestazione indossando in anteprima la nuova collezione del designer Jean Paul Gaultier, creata in esclusiva per il marchio low cost.
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Bianca Balti
  • Barbara Palvin in Philosophy. Ventitre anni, ungherese e bellissima, la top del momento era a Venezia come testimonial L’Oreal. Sul red carpet ha rubato la scena alla madrina Sonia Bergamasco con questo abito a sirena che di più non si può. Con quel tocco di romanticismo, però, che sa dare all’insieme il giusto equilibrio
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Barbara Palvin
  • Suki Waterhouse in Dolce&Gabbana. Ora si è data al cinema (è la protagonista di The Bad Batch di Ana Lily Amirpour) ma una vita passata a sfilare per Burberry e Tommy Hilfiger, Louis Vuitton e Valentino rende praticamente impossibile che sbagli un look. Il suo abito rosa, firmato Dolce e Gabbana, è stato uno dei più belli visti al Lido.
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Suki Waterhouse

LE NUOVE PROMESSE

  • Matilde Gioli in Valentino. Ha vinto il premio L’Oréal Paris per il Cinema 2016, assegnato ogni anno a un’attrice che si sia distinta per il talento, il fascino e una brillante stagione cinematografica. L’interprete de Il capitale Umano e Un posto sicuro, fin dal suo arrivo al Lido, ha dato prova di eleganza con una serie di look tutti firmati Valentino (di cui è testimonial). Il più bello è forse questo total pink, niente acconciature costruite ma lunghi capelli sciolti. D’altra parte ha solo 27 anni.
    Matilde Gioli
    Matilde Gioli
  • Lily-Rose Depp in Chanel. Diventa sempre più bella Lily-Rose Depp, figlia 17enne di Johnny Depp e Vanessa Paradis, che arriva a Venezia per presentare Planetarium sfoggiando un abito giallo di paillettes con dettagli bianchi. Il look, ovviamente firmato da Chanel. Ai piedi un paio di Chanel con tacco gioiello che è formato da un serpente di metallo attorcigliato. Ma la ragazza bionda, testimonial di Chanel per la linea occhiali e adesso anche di un profumo, ha già l’attitude da star. Vogue UK l’ha nominata “style leader” tra le nuove generazioni di Hollywood.
    Lily Rose Depp
    Lily Rose Depp

Siamo pronti a metterle alla prova anche l’anno prossimo…

La rivincita di Sporty Spice

“Amore come sei bella appena sveglia”… vero o finto che sia non credo ci sia complimento che faccia più piacere a una donna. Struccata (o con il trucco colato perché il tuo sexi completino perdeva se ti levavi il rimmel la sera prima), con i capelli arruffati e l’alito non proprio da famiglia Boccasana gli piaci lo stesso, quando si dice gli occhi dell’amore…

“Amore come sei bella appena uscita dalla palestra”…non suona, non penso nemmeno sia stato mai detto e se sul complimento precedente c’è qualche possibilità che sia sincero vuoi perché lui è ancora un po’ addormentato, vuoi perché il sonno fa miracoli, questo suona come una palese presa in giro.

La scelta della palestra è un momento fondamentale nella vita di una donna, una di quelle cose in cui si può dividere il genere femminile tutto (tipo “quelle da ballerine Vs quelle da tacchi a spillo”, oppure “quelle da calze velate Vs quelle da calze coprenti), su cui si potrebbe fare una puntata di Ciao Darwin per capirci.
La palestra sotto casa contro il grande centro sportivo.
La donna da Sportin Tower o Golden Gym (generalmente hanno nomi cosi) ha una confidenza inossidabile in se stessa e nella compattezza del suo lato B, porta completini sempre abbinati alle scarpe, va dal parrucchiere anche PRIMA della palestra perché tanto lei non suda, fa al massimo GAG o cammina sul tapis roulant e i suoi boccoli saltellano con lei. Generalmente questo è dovuto a qualche istruttore sexi o a qualche frequentatore palestrato con la t-shirt con le maniche rimboccate.. Le sporty spice devono seriamente confidare nel buon funzionamento dell’impianto di areazione della palestra, perché se una donna sudata non è il massimo, una donna che sgocciola fondotinta è qualcosa di aberrante.

Poi ci sono quelle da palestra sotto casa, o che se anche vanno alla Golden Gym evitano l’orario delle Sporty Spice che è generalmente tra le 6 e le 7. Sono la maggior parte delle donne, quelle che se non sudano rosicano perchè vuol dire che non stai dimagrendo di un etto, e diciamocelo, nessuna va in palestra per la gloria o per un irrefrenabile passione per gli squat. Se vanno dal parrucchiere in palestra non ci vanno proprio. Non hanno completini coordinati ma un angolo dell’armadio riservato alla “roba da palestra” in cui confluiscono vecchi pantaloni della tuta, magliettone larghe, felpe e golfoni. Poi magari nell’altra parte dell’armadio hanno borse di Celine e Scarpe di Fendi. Ma quella è un’altra storia, io in palestra e io in qualunque altro luogo, c’è una grande differenza.

E invece pare di no..torni a casa apri una rivista e trovi un vestito Prada con un paio di sneakers o una maxi felpa adidas con una lunga gonna in jersey e degli anfibi. I tuoi lanosi pantaloni della tuta sono improvvisamente diventati un capo di “sportswear”..      è lo Sporty Chic l’ultima frontiera della moda.Accessori tratti dal mondo gym, tra hot pants e sneakers che ricordano un’atletica Jane Fonda. Colori fluo, accostamenti cromatici forti, si spalancano le porte al PVC. Sportive con stile insomma, possibilmente con un tocco vintage.

La chiave per un perfetto look sporty-chic è la sapiente mescolanza dei classici capi sportivi a un look propriamente femminile, come può essere una giacca oversize su pantaloni morbidi e zeppa, formula scelta da Stella McCartney, o un abitino stile tennis abbinato a sandali con tacco, prendendo ispirazione dalla sfilata di Rag & Bone.
Da Londra arriva invece un look decisamente più elaborato, che Ashish interpreta aggiungendo asimmetrie agli outfits oversize, dove casualwear e dettagli da sera si fondono insieme dando vita a un look glamour che non rinuncia per questo al comfort.
In un perfetto look sporty-chic che si rispetti, abiti e accessori devono essere sempre a contrasto tra loro nello stile.

Una vera rivoluzione. Una versione Fashion della donna che va in tuta al supermercato il sabato mattina, ma gli occhiali da sole diventano un dettaglio di stile e non un modo per coprire le borse, il cappellino un tocco glamour anzichè il modo per nascondere la coda, e la sacca della palestra è la it-bag del momento. Una sporty spice da manuale insomma, ma se gli hot pans fluo cadono così bene devi sempre ringraziare le sudate in compagnia dei tuoi lanosi pantaloni della tuta…