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Le nomination ai Grammy Awards 2018

Grammy Awards 2018, sono appena state svelate le nomination al premio musicale maggiormente ambito. La cerimonia della sessantesima edizione dei premi più importanti della discografia mondiale si terrà il 28 gennaio al Madison Square Garden di New York.  Originariamente chiamato Gramophone Award, è presentato dalla National Academy of Recording Arts and Sciences (detta anche Recording Academy), una associazione di artisti e tecnici statunitensi coinvolti nell’industria musicale.

Ecco l’elenco delle nomination che vede Jay-Z, Bruno Mars e Lorde tra i favoriti.

Registrazione dell’anno:

“Redbone” — Childish Gambino

“Despacito” — Luis Fonsi and Daddy Yankee featuring Justin Bieber

“The Story of O.J.” — Jay-Z

“HUMBLE.” — Kendrick Lamar

“24K Magic” — Bruno Mars

Album dell’anno:

“Awaken, My Love!” — Childish Gambino

“4:44” — Jay-Z

“DAMN.” — Kendrick Lamar

“Melodrama” — Lorde

“24K Magic” — Bruno Mars

Canzone dell’anno:

“Despacito” — Ramón Ayala, Justin Bieber, Jason “Poo Bear” Boyd, Erika Ender, Luis Fonsi and Marty James Garton (Luis Fonsi and Daddy Yankee featuring Justin Bieber)

“4:44” — Shawn Carter and Dion Wilson (Jay-Z)

“Issues” — Benny Blanco, Mikkel Storleer Eriksen, Tor Erik Hermansen, Julia Michaels and Justin Drew Tranter (Julia Michaels)

“1-800-273-8255” — Alessia Caracciolo, Sir Robert Bryson Hall II, Arjun Ivatury and Khalid Robinson (Logic featuring Alessia Cara and Khalid)

“That’s What I Like” — Christopher Brody Brown, James Fauntleroy, Philip Lawrence, Bruno Mars, Ray Charles McCullough II, Jeremy Reeves, Ray Romulus and Jonathan Yip (Bruno Mars)

Miglior artista esordiente:

Alessia Cara

Khalid

Lil Uzi Vert

Julia Michaels

SZA

Migliore Performance Pop solista:

“Love So Soft” — Kelly Clarkson

“Praying” — Kesha

“Million Reasons” — Lady Gaga

“What About Us” — Pink

“Shape of You” — Ed Sheeran

Migliore  Performance Pop gruppo:

“Something Just Like This” — The Chainsmokers and Coldplay

“Despacito” — Luis Fonsi and Daddy Yankee featuring Justin Bieber

“Thunder” — Imagine Dragons

“Feel It Still” — Portugal. The Man

“Stay” — Zedd and Alessia Cara

Miglior Album Pop

“Kaleidoscope EP” — Coldplay

“Lust for Life” — Lana Del Rey

“Evolve” — Imagine Dragons

“Rainbow” — Kesha

“Joanne” — Lady Gaga

“÷” — Ed Sheeran

Miglior album elettronica 

“Migration” — Bonobo

“3-D the Catalogue” — Kraftwerk

“Mura Masa” — Mura Masa

“A Moment Apart” — Odesza

“What Now” — Sylvan Esso

Miglior Performance Rock

“You Want It Darker” — Leonard Cohen

“The Promise” — Chris Cornell

“Run” — Foo Fighters

“No Good” — Kaleo

“Go to War” — Nothing More

Best Alternative Music Album

“Everything Now” — Arcade Fire

“Humanz” — Gorillaz

“American Dream” — LCD Soundsystem

“Pure Comedy” — Father John Misty

“Sleep Well Beast” — The National

Best Urban Contemporary Album

“Free 6lack” — 6lack

“Awaken, My Love!” — Childish Gambino

“American Teen” — Khalid

“CTRL” — SZA

“Starboy” — The Weeknd

Best Rap Performance

“Bounce Back” — Big Sean

“Bodak Yellow” — Cardi B

“4:44” — Jay-Z

“HUMBLE.” — Kendrick Lamar

“Bad and Boujee” — Migos featuring Lil Uzi Vert

Best Rap Album

“4:44” — Jay-Z

“DAMN.” — Kendrick Lamar

“Culture” — Migos

“Laila’s Wisdom” — Rapsody

“Flower Boy” — Tyler, the Creator

Best Country Solo Performance

“Body Like a Back Road” — Sam Hunt

“Losing You” — Alison Krauss

“Tin Man” — Miranda Lambert

“I Could Use a Love Song” — Maren Morris

“Either Way” — Chris Stapleton

Best Country Song

“Better Man” — Taylor Swift (Little Big Town)

“Body Like a Back Road” — Zach Crowell, Sam Hunt, Shane McAnally and Josh Osborne (Sam Hunt)

“Broken Halos” — Mike Henderson and Chris Stapleton (Chris Stapleton)

“Drinkin’ Problem” — Jess Carson, Cameron Duddy, Shane McAnally, Josh Osborne and Mark Wystrach (Midland)

“Tin Man” — Jack Ingram, Miranda Lambert and Jon Randall (Miranda Lambert)

Best Jazz Vocal Album

“The Journey” — The Baylor Project

“A Social Call” — Jazzmeia Horn

“Bad Ass and Blind” — Raul Midón

“Porter Plays Porter” — Randy Porter Trio with Nancy King

“Dreams and Daggers” — Cécile McLorin Salvant

Best Jazz Instrumental Album

“Uptown, Downtown” — Bill Charlap Trio

“Rebirth” — Billy Childs

“Project Freedom” — Joey DeFrancesco and the People

“Open Book” — Fred Hersch

“The Dreamer Is the Dream” — Chris Potter

Best Latin Pop Album

“Lo Único Constante” — Alex Cuba

“Mis Planes Son Amarte” — Juanes

“Amar y Vivir en Vivo Desde la Ciudad de México, 2017” — La Santa Cecilia

“Musas (Un Homenaje al Folclore Latinoamericano en Manos de los Macorinos)” — Natalia Lafourcade

“El Dorado” — Shakira

Best Latin Rock, Urban or Alternative Album

“Ayo” — Bomba Estéreo

“Pa’ Fuera” — C4 Trío and Desorden Público

“Salvavidas de Hielo” — Jorge Drexler

“El Paradise” — Los Amigos Invisibles

“Residente” — Residente

Producer of the Year, Non-Classical

Calvin Harris

Greg Kurstin

Blake Mills

No I.D.

The Stereotypes

La rivincita delle snob

Da quando il mondo nerd è collassato sulla “normalità”, cioè sul mainstream, sono cambiate molte cose – mia madre, donna di sessant’anni mai stata fan di niente, ha cominciato a collezionare personaggi Lego di Star Wars, e mi sembra l’esempio più clamoroso. L’ascesa del nerd ha imposto, soprattutto, la ricerca di un modello estetico alternativo al “figo”, declinato nei vari mondi dell’hipsterismo, delle tinte per capelli, del cosplay, del merchandising più disparato. In generale alla star nel senso tradizionale di diva ultraterrena si è necessariamente affiancata una concezione di “persona famosa ma normale” – il successo di Jennifer Lawrence spiegato in una frase, insomma.

Basta fare un giro nei siti di webcam erotiche, o in comunità all’interno di reddit che promuovono la pubblicazione di selfie in vari gradi di svestimento: la ragazza nerd, un po’ punk o un po’ indie, dall’aria vagamente intellettuale e amichevole ha successo. Girl next door, o acqua e sapone per restare nell’immaginario italiano. Nella musica pop il grande confronto è qua, tra bombe sexy e ragazze comuni, tra la percezione di artificiale e quella di genuino. Lorde ha costruito un successo improvviso e planetario con una canzone sull’invidia (Royals), Halsey è tra i fenomeni del 2015 con New Americana che è una satira sui millennials, Taylor Swift alterna con maestria il suo essere icona dei red carpet e ragazza accessibile, vicina per sensibilità al suo pubblico. Dall’altra parte? Katy Perry, Miley Cyrus, Nicki Minaj: il culto dell’eccesso che trionfa anche sul buon gusto, la ricerca del fuoco d’artificio e di nuovi standard.

Queste cantanti, che in fondo hanno solo il lavoro di intrattenerci con canzoni piacevoli, si trovano intrappolate in una delle grandi divisioni del femminismo occidentale contemporaneo. Esiste un modello femminile ideale, migliore, da proporre per una società a misura di donna? Per sottrarsi allo sguardo maschile delle telecamere è necessario sterilizzare il proprio corpo, oppure il sesso ha valore come strumento di potere? Il conflitto parte dai toni, ancora prima che dai contenuti. La visione morale è questa: determinati atteggiamenti sono volgari e sconvenienti. La nudità di Miley Cyrus, il culo di Nicki Minaj e le tette di Katy Perry sono il sintomo di una società maschilista in cui il corpo femminile è mercificato. Noi, dicono Lorde e Taylor Swift, ma anche Adele, Halsey, Demi Lovato e persino vecchie leonesse come Pink e Christina Aguilera, rappresentiamo la bellezza sana, che non deve apparire a tutti i costi e che nasce da una spontaneità personale. Noi, continuano, siamo culturalmente superiori perché non ci abbassiamo ad usare il sesso per le nostre carriere.

Il ragionamento è attraente per un certo tipo di pubblico, sempre in conflitto con le cheerleader e stanco del cabaret e del maschilismo profondo. Ma le armi usate non convincono. Slut-shaming: sottolineare che una ragazza non può usare il suo corpo come crede, pena l’essere etichettata “mignotta”. Tone policing: far passare gli altri come volgari, rumorosi, offensivi per un pubblico sensibile, che è poi il pubblico dell’establishment, i bianchi dalla middle class in su. Puritanesimo: la sobrietà come valore assoluto. Ad essere più fortemente femminista, in realtà, è proprio la posizione delle “altre”. “Il corpo è mio e decido io”, dice Miley Cyrus, a guidare uno sdoganamento della nudità erotica e anti-erotica che porta, ad esempio, un marchio come Diesel a fare campagne pubblicitarie su PornHub e molte attrici porno a diventare figure pubbliche. “Dire alle donne nere che sono rumorose e volgari”, sostiene Nicki Minaj, “è semplicemente razzismo”: possiamo dirci tolleranti se affermiamo che le minoranze devono comportarsi come la maggioranza per essere integrate?

Il music business americano sta lottando per continuare a dare voce alle minoranze. L’hip hop si è imposto come il genere principe dei nostri tempi ma è oggetto di critiche violente dai toni inquietanti. Le stesse voci critiche chiedono alle popstar di essere rassicuranti, e chiedono al mondo del pop un approccio considerato genuino, voce e strumento, canzoni tradizionali che esaltino le doti vocali dell’interprete e promuovano i buoni sentimenti. A chi lo fa viene permesso anche qualche scivolone, come Taylor Swift che sogna la rivincita sulle “puttane” in Bad Blood. Dall’altra parte c’è un’evoluzione che porta ad una società di sesso libero e ovunque, di donna come ape regina che aggredisce il maschio-oppressore e rovescia l’ordine costituito. Non è necessario scegliere, soprattutto fra alternative così radicali (e radicalizzate nel mio discorso, innegabilmente). Ma qualcuno prevarrà.